Quei gran pezzi dell'Emilia-Romagna (B.SALVARANI - O. SEMELLINI)

Scritto da: cspigenova

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Quei gran pezzi dell Emilia Romagna(Il Margine, 2017)

 

Ci voleva. E ci voleva che a scriverlo fossero due spassionati appassionati come il teologo Brunetto Salvarani e l'operatore cultural-bibliotecario Odoardo Semellini, già attenti divulgatori di svariate avventure musicali tra Guccini, i Giganti e religiosità pop tricolore.
Adesso si sono messi alla prova con un ambizioso lavoro di saggistica enciclopedica: provare a raccontare l'Emilia Romagna musicale dalla notte dei tempi ad oggi, attraversando la lunga via da Piacenza a Rimini per balere, locali notturni, fiere paesane, teatri d'opera, cappelle organistiche, manifestazioni di piazza e aule occupate. Una girandola di nomi: non manca nessuno, ma non è la solita lista. "Saggismo" e saggezza, perché il duo Salvarani-Semellini inserisce vite d'artisti dentro contesti in evoluzione continua, indicando ripercussioni capaci di varcare i confini regionali per diffondersi altrove. Frescobaldi, Martini, Fornaciari, Verdi, Casadei, Sarti, Caselli, Vandelli, Rossi, Zanicchi, Pizzi. Messa giù così, sembra una formazione, ma mi serve per farvi capire che il volume non trascura nulla della realtà descritta: un piccolo miracolo di esaustività in poco meno di 400 pagine.
E, se la prima parte è "Storia", la seconda è un dizionario ragionato (e ragionevole) di canzoni che parlano dell'Emilia-Romagna con dovizia di particolari aneddotici, citazioni e riferimenti anche extramusicali. Può capitare tanto di leggere la ricostruzione cosmogonica di un eccellente mito culinario (Il tortellino di Dino Sarti), quanto di scoprire perché Bruno Martino voleva incontrare la sua bella proprio a Modena (città che ritorna nel canzoniere di Venditti, Baccini e Graziani). C'è da perdersi, anche perché la prosa scorre leggera e veloce: lo stesso settore più "enciclopedico" è contagioso, perché basta aprire a caso una pagina (da 205 in poi) e tuffarsi in un lemma. Canzone chiama canzone e - in men che non si dica - ci si fa un bel viaggio nello spazio e nel tempo in compagnia di Dalla, Lolli, Guccini, Ferretti, Ligabue, Mingardi, Pavarotti, Bersani, Carboni e Cremonini.
Preso dall'entusiasmo, mi sono divertito a creare una corposa playlist su Spotify, utile a tutti coloro che, leggendo il libro, avessero voglia di riascoltare certe pagine. Potrebbe essere la colonna sonora adatta in continuo divenire. Che ne dite?
 
(Riccardo Storti)