Dipinto sull’Acciaio - Del rapporto tra Heavy Metal e pittura (Francesco Gallina)

Scritto da: MAT2020

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 Dipinto sull’Acciaio - Del rapporto tra Heavy Metal e pittura

Autore: Francesco Gallina

Casa editrice: Arcana

Anno: 2021

Commento di Fabio Rossi

In un voluminoso libro di quasi cinquecento pagine, il saggista siciliano Francesco Gallina, noto come Raven dai fedeli del sito http://www.metallized.it/, affronta l’appassionante tematica relativa alla simbiosi tra pittura e heavy metal.

Chi ama il Progressive conosce benissimo il profondo legame tra l’artwork di un disco e la musica ivi contenuta. Ad esempio, le opere immortali degli Yes e dei Genesis sono indissolubilmente messe in correlazione con le mirabili cover opere del genio di Roger Dean e Paul Whitehead.

Negli anni Settanta, quando imperava il long playing, si era soliti ascoltare pilastri come “Tales from Topographic Oceans” o “Foxtrot” rimanendo con lo sguardo a rimirare la copertina e i relativi interni in uno stato quasi ipnotico.

Analogo discorso può essere esteso non soltanto al rock in tutte le sue sfaccettature ma anche al tanto vituperato heavy metal.

L’avvento del CD, ma soprattutto la diffusione della musica “liquida”, hanno reso, purtroppo, meno efficace il godere dell’arte delle sette note, sia con l’udito che con lo sguardo, oltre che con il cuore naturalmente.

Bando alle digressioni passiamo ad analizzare nel dettaglio “Dipinto sull’Acciaio - del Rapporto tra Heavy Metal e Pittura”, terzo libro partorito dal genio di Francesco.

L’opera si divide in sette parti ognuna delle quali tratta uno specifico argomento:

Immagini Metalliche – I Totem d’Acciaio, Il Viaggio dell’Uomo, Neromantico Sentimento, Preraffaelliti, La Lunga Corsa del Colore, Danzando con la Morte, La Cultura dell’Immagine.

La prefazione è stata curata dall’illustratore israeliano Eliran Kantor (Testament, Satan, Helloween, Soulfy), mentre la postfazione è stata affidata al fotografo Steve Joester (Judas Priest, The Rolling Stones, Pink Floyd, Sting).

Apprezzabili l’intervento del pittore Mario “The Black” Di Donato nel capitolo intitolato Ars Metal - Tra cultura e libertà e la straordinaria copertina realizzata da Paolo Girardi.

Il tema è vasto e va applaudito l’immane lavoro dell’autore nell’essere riuscito ad accumulare tanto materiale in un volume che avrebbe meritato un inserto fotografico a colori, agevolando il lettore nel raffronto quadro/disco.

Scoprirete che artisti come Raffaello, Caravaggio, Goya, Klimt, Rembrandt e tanti altri hanno ispirato musicisti dediti al metal. È singolare la considerazione che dipinti realizzati secoli fa abbiano punti di contatto con la musica moderna, anche di matrice estrema.

Reputo encomiabili alcune parti di questo libro, come quelle in cui l’autore ha trattato Hans Ruedi Giger e Peter Nicolai Arbo e, d’altronde, avendo realizzato un libro sugli Emerson, Lake & Palmer e uno sui Bathory è intuibile capire il perché.

A tal proposito ringrazio Francesco per aver citato in bibliografia Emotion, Love & Power – L’epopea degli Emerson, Lake & Palmer e Bathory – la band che cambiò l’heavy metal. L’ho apprezzato molto.

In conclusione, se pensate ancora che l’heavy metal sia un genere di serie B, vi consiglio la lettura di Dipinto sull’Acciaio - del Rapporto tra Heavy Metal e Pittura, un libro sempre in equilibrio tra arte e musica… vi ricrederete! Heavy Metal is the law!