Facile da usare (Oreste Del Buono)

Scritto da: D.D.

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1962

Incipit: “Forse dovrei rifarmi la barba. Sì, dovrei rifarmela, ma la sua faccia è accanto alla mia nello specchio, così lascio ricadere le dita che saggiavano la guancia, la pelle tremola, ritornando a posto, la pelle tremolante, questa buccia che ancora non mi rassegno ad accettare, la sua faccia è accanto alla mia nello specchio, le lunghe ciglia pesanti di rimmel, il labbro troppo pulito, luce non meno premeditata dell’ombra, un contrasto che sa svolazzare di cupa farfalla”

Un giornalista sposato si intruppa in una storia amorosa clandestina con una donna di dieci anni più giovane. Opera composta da cinque racconti che possono essere visti, nella loro interezza, come un unico romanzo breve, cosa che suggerisce lo stesso autore nella quarta di copertina. Il giornalista ha scritto i cinque racconti uno all’anno e in scala, però il primo del libro è il più recente (1962) mentre l’ultimo è il più datato (1958).

L’autore è stato una grande e rispettata figura del giornalismo italiano che deve le sue fortune alla direzione e fondazione di Linus; collaborò anche con quotidiani di prestigio quali Il Corriere della Sera, La Stampa e anche periodici come Panorama e L’Europeo; fu editor presso Bompiani, Rizzoli e Garzanti; oltre che naturalmente scrittore. L’io narrante del romanzo, che è anche il protagonista delle vicende, ci regala numerosi monologhi interiori. La storia è un triangolo amoroso molto tormentato e tribolato, soprattutto per il giornalista. Anche da questo discreto scritto si riesce a percepire lo spirito di O. Del Buono, stravagante e creativo. L’autore parla dei rappresentanti di una certa borghesia e del loro vuoto interiore.

Parlando del giornalista intellettuale protagonista del romanzo-racconti l’autore lo definisce: “non si sa davvero se più malvagio o insulso, se più stupido o cattivo”.