Il Fuoco nell'anima (Gianpiero Possieri)

Scritto da: Vanoli

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ed. Sogno 2011

Non conosco personalmente l'autore Gianpiero Possieri, ma posso ben dire di avere diversi elementi per apprezzare, e non poco, il suo alter ego Jack Shark, dal nome di uno dei personaggi di punta del suo primo romanzo. Sì, Possieri è uno scrittore ma non solo, perchè fa ancora parte di quel limbo conosciuto in rete con l'aggettivo, divenuto quasi un sostantivo ormai quando si parla tra appassionati di libri, di "emergente". Esordiente, l'altro aggettivo abusato non va più bene per lui, perchè "Il Fuoco nell'anima", edito da Sogno, è appunto il suo secondo lavoro letterario. Gianpiero è uno dei più attivi sostenitori di un forum tra i migliori in Italia in quanto a informazioni e aree dedicate a chi ama scrivere: il Writers Dream, fondato dalla giovane Linda Rando, alias Ayame, paladina della lotta sfrenata contro le famigerate EAP, case editrici a pagamento, capitanate dal colosso Il Filo - Albatros.
Di "Jack" ho imparato ad apprezzare la lucidità degli interventi, la completezza delle informazioni, l'autorevolezza delle esperienze e la disposizione al sostegno di molti giovani utenti alle prime armi.
Lui ha ben da parlare, visto che dopo aver venduto 500 e passa copie del suo esordio, pubblicato da una media casa editrice come Foschi, ha replicato con questo thriller psicologico, uscendo però con una piccola casa editrice indipendente. All'apparenza un percorso inverso, un ridimensionamento per alcuni, ma in realtà Possieri è ripartito con Sogno, che pur essendo una giovanissima casa editrice, è agguerrita e composta da persone serie, amanti della lettura. Il loro sito è frequentatissimo e auguriamo che in molti li scoprano, magari grazie proprio al Fuoco nell'Anima, titolo un po' stereotipato forse, ma che nasconde in realtà un giallo ben confezionato che cattura l'attenzione dalla prima all'ultima pagina. Non mancano gli stilemi del genere classico ma l'autore è riuscito laddove molti perdono punti: ha creato una serie di personaggi complessi che sono stati il vero fulcro del romanzo, più che l'intreccio della vicenda, come si sovviene invece in libri di questo genere. Carlo è davvero improbabile come detecitve ma risulta comunque credibile, nella sua lotta alla realtà dei fatti, e cioè che si tratta di un uomo dai molti risvolti tristi, da una carriera di insegnante mai decollata agli immensi sensi di colpa che si ritrova a far convivere dentro di sè, dopo aver accusato un amico. La storia ci viene raccontata secondo uno stile particolare, che contempla spazi temporali. Tre piani diversi che si intrecciano e che, se all'inizio possono indurre il lettore a tornare sulla stessa pagina per capirne di più, alla lunga risultano efficaci e assolutamenti funzionali.
Non vi spiego la trama perchè altrimenti la suspence va a quel paese ed è evidente come in un giallo/noir che si rispetti, la tensione e l'attesa siano, se non tutto, una buona parte della riuscita del libro.
Pur non essendo il mio genere, ho trovato parecchi spunti di riflessioni ,specie nelle argomentazioni ,spesso arzigogolate, del protagonista. Per molti potrebbero risultare pesanti, ma a me piace sviscerare le cose e le spiegazioni troppo serrate non mi urtano. Sarà che anch'io abuso spesso di subordinate lunghissime ma tant'è. L'editing tutto sommato mi sembra ben fatto, ho contato solo un paio di refusi e la struttura narrativa mi ha convinto. Poi è un po' colpa di mia mamma se non apprezzo più di tanto questo genere: lei infatti sin da quando ero piccolo guardava film horror e leggeva romanzi simili. Posso dire che facevamo a gara per capire per primo chi fosse l'assassino. Mi ha insegnato un metodo infallibile per scoprirlo e quindi ormai non trovo più il gusto di immergermi in queste letture. Ma se non siete fatti male come me, vi consiglio caldamente il libro di Possieri.

 

Commenti   

 
dalse
0 # metododalse 2011-09-02 07:50
ora lo voglio sapere il metodo infallibile ;-)
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Vanoli
0 # il trucco c'è ma non si diceVanoli 2011-09-03 14:59
ah ah ah.. no, dai, i segreti non si dicono! Comunque ho contagiato pure la mia ragazza, non con gli horror, ma con le fiction.. così almeno ora non le guarda più, visto che riesce a prevedere tutto! Beh, con RIS è più facile dai! :D
spero stasera di riuscire ad esserci! Non sono mai stato alla notte bianca a Villafranca. Dipende sempre dall'affluenza in casa dei suoceri.. se per cena ci sono una ventina di persone, è difficile alzarsi da tavola a un orario decente...
ps.. comunque la cena pugliese è buonissima e il mio peso forma comincia a risentirne, spero non in modo irreversibile :sigh:

ciao boss
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