Il conclave (Fabrizio Battistelli)

Scritto da: D.D.

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1990


Incipit: “In un chiaro mattino del novembre 1739 Riziero si presentò al portone di Sant’Anna. Il portiere era avvertito della sua visita: chiamò un valletto assonnato che lo scortò per i solenni meandri del Palazzo Apostolico. L’ufficio di suo fratello Oliviero era al terzo piano sul lato di Piazza San Pietro. Vi si accedeva da un interminabile corridoio che, a quell’ora, appariva deserto e avvolto nella penombra, interrotta a intervalli regolari dalle cavità luminose delle stanze.”

Di questo romanzo l’insigne regista Federico Fellini dirà: “Avvincente, bellissimo, un romanzo affascinante come se ne scrivono pochi ai nostri giorni”. Battistelli racconta il viaggio, a tratti picaresco, di Riziero Pietracuta da Roma a Venezia e ritorno, con sconfinamenti in Germania, per sciogliere un misterioso intrigo durante uno dei conclavi più lunghi della storia: quello del 1740.

Durante il suo viaggio Riziero troverà amori, duelli con principi o presunti tali, massoneria e tanto altro ancora…. La cornice di queste avvincenti avventure è una Roma papalina fatta d’intrighi e compromessi, dove la politica conta più della fede: “intrighi, violenze, corruzione. Ecco la Chiesa, come oggi la vediamo” dice al fratello minore Riziero Monsignor Oliviero Pietracuta; e del ruolo del papa dirà: “un capo politico dotato, oltre che del supremo ministero religioso, di un tesoro, di un esercito, di un territorio”. In questo primo romanzo per le gesta di Riziero l’autore è influenzato dall’ingegnoso gentiluomo Don Chisciotte della Mancia nato dalla fortunata mano di Cervantes.

La scrittura è agile e veloce, semplice e senza inutili fronzoli narrativi che rallenterebbero la narrazione incalzante: il risultato è una lettura giocosa oltre che gustosa.