Il podere (Federigo Tozzi)

Scritto da: D.D.

Questo utente ha pubblicato 302 articoli.

1920

Incipit: “Nel millenovecento, Remigio Selmi aveva venti anni; ed era aiuto applicato alla stazione di Campiglia. Da parecchio tempo stava in discordia con il padre e non sapeva che al suo piede bucato da una bulletta delle scarpe era ormai venuta anche la cancrena. Invece credeva che stesse meglio; senza sospettare che, se non gliene facevano sapere niente, volevano tenerlo lontano da casa più che fosse possibile”.

Remigio, un ragazzo di vent’anni, è costretto a tornare a casa, al podere di Siena, per assistere alla morte del padre - malvoluto da tutti - e assumere la difficile gestione del patrimonio, ricco di debiti, e del podere paterno. Romanzo postumo (Federigo Tozzi morì a soli 37 anni di polmonite) pubblicato inizialmente a puntate sulla rivista Noi e il mondo.

Vengono descritte con parole semplici e dirette la difficoltà di lavorare la terra e una società che non rispetta il prossimo e cerca di sfruttarlo il più possibile a proprio piacere. Il protagonista Remigio è analizzato con cura: di lui si nota l’infinita bontà d’animo che è, al tempo stesso, ingenuità. Nonostante il modo di scrivere e qualche parola possa sembrare datata e macchinosa, alla lettura la narrazione risulta fluida e ben comprensibile – considerato che il romanzo ha quasi un secolo.

Consueto finale di Tozzi, di una bellezza e duro cinismo al tempo stesso magistrale, che quasi sconvolge il lettore. Lettura incalzante e avvincente che affascina chi legge questo gran novelliere e questo romanzo in particolare. L’autore senese è sicuramente uno degli scrittori italiani riscoperto più volte ma anche purtroppo altrettanto dimenticato.