In società (Tommaso Landolfi)

Scritto da: D.D.

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1962


Incipit: “Lo scrittore si destò all’alba e, ancora a letto, si stiracchiò lungamente, consultandosi. Non si sentiva particolarmente rabbioso contro tutto e tutti, come qualche volta gli capitava, e una certa reazione fisiologica lo assicurava che il suo stato di salute era più o meno soddisfacente. In fondo non mi sento male, decise, e in genere per la mia età posso ancora accontentarmi.”

Buona raccolta di racconti dello scrittore di cui ricorre il centenario della nascita. La raccolta parla di: una giornata come tante altre di un vecchio scrittore con un insospettato finale; un robot, anzi un roboto, a cui una studentessa dichiara il proprio amore; uno scrittore combattuto tra un figlio in embrione e un personaggio di un suo scritto in procinto di nascere; una discussione a tratti filosofica tra il Doge di Venezia e un suo suddito con il vizio del gioco d’azzardo; uno strambo dialogo vertente calcoli probabilistici; un’avventura di uno scrittore con un ragno e un gatto; un adescamento amoroso; un marito che veglia la moglie deceduta; il poeta Ernesto che compone L’Infinito di leopardiana memoria…; uno scrittore bisognoso di soldi che passa la notte in una bisca clandestina. Landolfi in questa raccolta alterna racconti surreali a racconti inquietanti, molto forti oltre che crudi, soffermandosi a parlare con il lettore, a giocarci insieme, con dei begli espedienti narrativi.

Alcuni scritti sono di chiaro stampo autobiografico (da ricordare la grande passione dello scrittore per il gioco d’azzardo). Da questi scritti, alcuni molto brevi e altri più lunghi, emerge un pessimismo cupo: “tutto finisce male”, anche nel sublime assoluto “tutto finisce male”. Il racconto che apre questa raccolta, La mattinata dello scrittore, è sicuramente quello più riuscito, di una bellezza sconcertante, tanto che Calvino lo inserirà nella raccolta su Landolfi curata da lui stesso “Le più belle pagine”.