Scritto da: MAT2020

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Francesco Di Giacomo, voce del Banco del Mutuo Soccorso-Olio su tela

foto di Antonio Mottola

 

“Un uomo non muore mai se c’è qualcuno che lo ricorda.”

(Ugo Foscolo)

21 agosto

Ci sarai sempre. Buon viaggio Capitano!

Wazza

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Lui, dinoccolato, fermo nelle immagini in bianco e nero, con una salopette ed una barba folta. Lui, voce lirica, che rinnega l'estetica esteriore, ma è tremendamente bello dentro. Nell'essere intellettuale acuto, nel disegnare con la voce traiettorie improbabili, dove storie di importanza sociale e di amore si intersecano come una tela piena di colori. "Un'idea che non puoi fermare", uno slogan postumo dei reduci del Rock, degli ultimi Mohicani di un fiume carsico che scorre, silenzioso, ma dirompente nella sua interiorità. Febbraio è il mese della pausa, tra Carnevale, Ceneri e ripartenze, è il mese dell'oblìo, dell'esaltazione e del castigo, ma la musica è dietro l'angolo dell'immaginario collettivo. 25 febbraio 2012, data da segnare con evidenziatore sull'agenda della storia musicale reggina. Banco del Mutuo Soccorso e Orme, la storia del Rock Progressivo italiano, segnato dagli stilemi degli arrangiamenti di Vittorio Nocenzi, dalla voce e dai testi classici di Francesco Di Giacomo, ma anche dalla dirompenza veneziana, tra rock e melodia di Michi Dei Rossi delle Orme. È immagine indelebile, il Teatro Cilea a Reggio Calabria che apre le porte al Rock, con ogni ordine di posto pieno di gente, con madri, padri, figli e nipoti, uniti dal sottile suono evocativo della musica e delle canzoni. Dinoccolato, tra i grandi suoni della band, tra le luci, tra gli applausi, entra sul palco, con la grazia dell'Essere Artista, tra le luci entra Lui, la sua voce è come una dolce lama tagliente "Prima o poi un pensiero arriverà a portarmi via, come un angelo nero mi confesserà che il cielo un sasso. Siamo stati e saremo parole e gesti nel battito del cuore. Ma il giorno come vero quello non arriva mai, ma arriverà, arriverà come una foglia, che non cade giù, ma che non si pente, ma va più in su e buca il cielo, ogni storia è a sé, Dio che ne sa se Dio credesse in me, se Dio credesse in me..." L'importanza delle parole, l'amanuense ghirigoro sui fogli bianchi. La Musica è l'estensione dell'Anima attraverso i suoni e le parole. Il tempo sembra fermarsi, tra i Festival dei Controtendenza degli anni Settanta, il Rock che rompe gli schemi del bel canto, il rinnovarsi di una "New Generation" che sogna "Love and Peace", ma poi sembra fermarsi su sogni acidi, ricordando decenni dopo, che ogni adrenalina è nel nostro cervello, nella nostra interiorità. Le canzoni, le parole, le copertine dei dischi, un brand "Banco del Mutuo Soccorso", tra storie di evoluzione in "Darwin" o spezzoni di "Messeri", di romanticismo epico, di strumentazioni da "Garofano Rosso" colonna originale di un film, di prime timide storie di diverse identità sessuali, tenere e dolci in "Paolo Pa". Tra periferie e giardini romani, tra sogni metaforici di "Moby Dick", tra viaggi "on the road" sulle strade dell'America Latina, tra prigioni e innocenti condannati da un’idea. È la grandezza dei suoni e delle parole.  il Banco del Mutuo Soccorso, che negli anni Settanta viaggia oltre il tempo, con il Rock Progressivo che contamina gli stili in Italia, ma si distingue da gruppi come Orme e PFM per la personalità di Francesco Di Giacomo e per le musiche classiche e gli arrangiamenti di Vittorio Nocenzi. Il viaggio nel tempo reale è una variabile impazzita, che si schianta in una sera di febbraio, fermando la voce di Francesco Di Giacomo, l'acuta intelligenza, l'umiltà dei Grandi. 21 febbraio 2014. Un forte impatto scuote l'anima e il cuore dei reduci del Rock, degli ultimi Mohicani delle emozioni, di generazioni cresciute nell'interiorità e negli scontri fisici ed ideali tra destra e sinistra, tra figurine Panini e fumetti del "Male". Tempi dispersi, mai fermi, ma sempre scorrevoli come fiumi carsici. Perchè il Rock,la Musica, l'Arte, sono fiumi carsici, che implodono.

Fermo immagine al Teatro Cilea datato 25 febbraio 2012, senza nostalgie, ma con la consapevolezza di avere distribuito emozioni, con la musica e le parole, perché "Ci sono tante Rock band, ma un solo Banco del Mutuo Soccorso..." e Francesco Di Giacomo, un anno dopo il suo viaggio verso il cielo, sorride beffardo, sul palco del Cilea. Mani sui fianchi, cappello e salopette, è proprio vero l'emozione, "è un'idea che non puoi fermare". E non ci fermiamo sulle strade del Rock, noi reduci degli anni Settanta, disperse masse silenziose, fiumi carsici e promotori di interiorità nascoste. Slow Motion su una figura di un uomo sul palco con cappellino, salopette, lunga barba, sguardo tagliente e voce che si alza verso il cielo. R.I.P. Francesco!!!