Quel giorno in cui Fabio Treve salì sul palco con Frank Zappa: era il 2 giugno 1988

Scritto da: MAT2020

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Era il 2 giugno 1988 quando Frank Zappa invita a suonare sul palco del Palatrussardi di Milano, Fabio Treves, storico armonicista, bluesman italiano.
 
Per Treves da sempre fan di Zappa, un sogno che si avvera!
 
Di tutto un Pop…
Wazza
 
 
2 giugno 1988, @Palatrussardi di Milano.
Frank Zappa e la guest star Fabio Treves (alias il Puma di Lambrate) all'armonica! Il pezzo è Pound for a Brown...
 


Si emoziona ancora Fabio Treves, pioniere del blues in Italia, quando ricorda l’incontro con Frank Zappa, che lo chiamò sul palco per suonare l’armonica al suo fianco. A nessun italiano capitò un simile onore.

 
Un bilancio della tua carriera…
 
«Prima di tutto è gratificante che io sia ancora in attività. Quando ho cominciato andavano il cantautorato politico, il jazz d’avanguardia, il rock progressive, i canzonieri popolari. E ora il blues è il genere che sta meglio: tanti festival, locali che fanno una programmazione tutto l’anno. È bello aver aperto una strada e trovato generazioni di ascoltatori, attraversando le mode».
 
Ma in Italia, quando lei cominciò, dov’è che trovava informazioni sul blues?
 
«Alla Biblioteca Sormani, mentre i dischi me li cercavo in Svizzera. Ringrazio sempre Renzo Arbore perché ha creduto in me e mi ha voluto in tv, da “Quelli della notte” a “Doc”. Mi ha portato fortuna».
 
Che cosa le passa in testa quando vede «Blues Brothers» in tv?
 
«Che la bassa Padana e il Mississippi si somigliano. Loro avevano i macchinoni, noi giravamo con i furgoni. Non “in missione per conto di Dio”, ma passando per scuole, fabbriche occupate, mercatini, piazze, carceri, localini. Missionari, perché no, sulla strada del blues».
 
Ma com’è che ha cominciato con l’armonica?
 
«Rimasi folgorato assistendo a un concerto di Mal con i suoi Primitives. E chi l’avrebbe detto che un giorno l’avrei suonata con Frank Zappa?».
 
La racconti meglio, questa storia.
 
«È stata la cosa più emozionante che mi sia successa. Ci voleva poco a capire perché lo chiamavano “il genio di Baltimora”. Parlava di musica colta, finanza, politica... l’ascoltavi a bocca aperta. Anni dopo incontrai uno dei suoi musicisti e mi disse che loro furono i primi a stupirsi che quella sera dell’88, al Palatrussardi, mi avesse chiamato sul palco. Una volta, al Madison, si era trovato con John Lennon e Yoko Ono e lei lo aveva traumatizzato con vocalizzi assurdi. Da quella volta era diventato un po’ diffidente».
 
 
 Ecco un'altra foto di Eric Clapton e una bellissima Cinelli degli anni '80 vestita con un gruppo Campagnolo C-Record (forse la stessa Supercorsa dell'ultima foto)


 
BILLY F. GIBBONS (Z.Z.TOP)