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Con permesso (Black heart procession 7/12/2009 – Milano, Magazzini generali) PDF Stampa E-mail
Scritto da UfJ   
 
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Mentre sono lì che compro il biglietto alla cassa, un tizio fa al Maino “Guarda che con quello non puoi mica entrare”. Mi giro a guardare. E’ uno dei due buttafuori, un tale dall’aria non tanto sveglia con due baffoni bianchi a manubrio che lo fanno somigliare a una specie di Hulk Hogan versione terza età.
“Cosa? Questa?” domanda il Maino stupito, e alza in aria un sacchetto di plastica.
“Proprio quella. Dentro è vietato consumare vivande”.
Il Maino apre il sacchetto, tira fuori un panino e fa per scartarlo.
“Non è permesso stare qui davanti. Questa è l’entrata. Se vuoi mangiare devi andare laggiù. Là, da quel grande tendone. Laggiù puoi fare quello che vuoi. Anche mangiare”, e indica una specie di ombrellone imbevuto di pioggia.
Ci spostiamo là e consumiamo in fretta il panino, rabbrividendo dal freddo.
Appena dentro cerco la scala per andare di sopra: da lì si vede meglio. Mi fanno sapere che il pubblico deve restare di sotto, ché quest’oggi è tassativamente proibilto salire sul soppalco.
Mi avvicino alla cassa a faccio alla tizia: “Scusa, per caso sarebbe permesso avere una birra se pago?” e sorrido. Mi guarda strano e mi fa una media. Però, dico, possibile che me la devo sempre prendere con chi non c’entra? Se avevo voglia di fare l’insolente allora perché non sono andato a cercare il buttafuori, invece che prendermela con la cassiera? Che razza di vigliacco, vero?
I BHP salgono sul palco puntuali e inizia il concerto.
Com’è stato?
Un’ora e un quarto di pura emozione.
Che altro dire?
Sì, certo, posso dire che Pall Jenkins quella voce sublime ce l’ha dal vivo come sugli album, posso dire che i BHP sul palco hanno il carisma di un taxi parcheggiato, posso eventualmente dire che il concerto è stato troppo corto, o troppo lungo, o troppo giusto, che le luci erano un po’ troppo fioche, che la batteria era sicuramente da schermare, che il basso era troppo alto, che il piano talvolta affogava, che l’acustica del locale è una merda, posso lamentarmi che quei maledetti si sono ben guardati dall’eseguire quella che da qualche tempo considero semplicemente la più bella canzone mai scritta, posso dire queste e mille altre cose, tanto per dimostrare che al concerto ci sono andato davvero. Sì.
Ma come faccio a recensire un’ora e un quarto di pura emozione?
Misterioso? Cupo? Intenso? Malinconico? Quale aggettivo usare? Come altrimenti definire quel suono così sfuggente? No, neanche. Pure “sfuggente” è sbagliato. Un suono privo di aggettivi, ecco tutto. Il suono dei BHP è “senzaggettivi”. Che cosa si può dire dire, quindi, di un suono senzaggettivi? Niente. Lascio perdere, ci rinuncio. Preferisco che il carillon di emozioni continui a girare e girare e girare nella testa. Tra le altre, Release my heart, Drugs, Tropics of love, Blue tears; su tutte la splendida Your church is red che chiude magnificamente il concerto.
Volete una recensione sui BHP? Ebbene: andateli a vedere e fatevela da soli.
Prima di chiudere, Jenkins si scusa col pubblico: loro volevano restare dopo il concerto a vendere gadget e conoscere i fan ma l’amministrazione del locale non gliel’ha permesso. “Però vi aspettiamo qua fuori in cortile”, dice Jenkins, “presso il nostro furgone rosso”.
Esco dal locale e vado al furgone. Mi metto in coda per comperare una maglietta. Quando è il mio turno arriva Hulk Terzaetà e mi strattona. “Non è permesso stare qui. Dobbiamo chiudere. Tutti fuori”. Ignoro il bestione e mollo quindici euro al roadie in piedi dentro furgone. Hulk Terzaetà mi strattona di nuovo, più forte. Il tizio sul furgone mi lancia la maglietta. Mi sbilancio e quasi perdo l’equilibrio. Piglio al volo la maglietta e mi libero dalla presa di Terzaetà. “Vado, vado”, dico. E vengo via.
Quello che vedo da lontano, prima di girare l’angolo: in cortile ci sono i BHP, qualcuno deve averli chiamati, un crocchio di fan che reclamano una maglietta e infine Terzaetà che indica il furgone e poi il cancello, il furgone e il cancello.
A mia volta, prima di chiudere, vorrei pubblicamente scusarmi coi Magazzini Generali a nome mio, di tutti i fan e dei BHP per aver arrecato cotanto fastidio. Vi prometto che non succederà più, gireremo alla larga. Aggiungerei una cosa, cari Magazzini Generali, se posso. Da qui, da lontano, da quel vigliacco che sono, mi faccio cura di mandarvi affanculo.
Con permesso.

Setlist
Outside the glass
All my stops
Release my heart
Rats
Wasteland
Square hearts
Drugs
Tropics of love
Not just words
Blue water - Blackheart
Blue tears
Heaven and hell
Tangled
The old kind of summer (encore)
Suicide (encore)
Your church is red (encore)
 
 
l'immagine proviene da un videoclip dei b.h.p.. perdonate, ho già dimenticato quale
 
 
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