Nel contesto della 6
edizione del Verona Folk, promossa da Box Office Live e da Fondazione
Atlantide Teatro Stabile di Verona, si è esibita a Valeggio
sul Mincio una delle più grandi cantautrici e artiste italiane
di sempre.
Grazie a Leonardo di Box
Office Live e grazie a Yastaradio.com ho avuto modo di intervistare
Alice, o meglio, di fare con lei un’indimenticabile chiacchierata
qualche ora prima del concerto dell’8 Luglio.
Un’esclusiva quindi per
Yastaradio, come mi ha confermato il buon Leonardo che ringrazio
ancora personalmente (da fan) e da parte di Yastaradio.
Nella sala consiliare del
comune di Valeggio mi viene presentata poco dopo il suo arrivo e
vengo accolto da un calorosissimo sorriso. Alice è una persona
fantastica, di incredibile umanità e umiltà, ne ho
avuto sentore ascoltando e leggendo le sue interviste su internet e
quel sorriso sembra avermene dato conferma.
Mi presento come uno
dello staff di Yastaradio e ne descrivo brevemente l’attività
e la mission; mi sono scritto una paginata di domande, ma come le
dico inizialmente vorrei riuscire ad incastrare le mie curiosità
in una forma di dialogo che non preveda necessariamente la formula
domanda-risposta e credo di esserci tutto sommato riuscito, infatti
il foglio rimane chiuso e accendo semplicemente il registratore.
La prima domanda in
realtà la fai lei a me, parto infatti dal presupposto che su
una scala temporale che comprende i miei 27 anni, la conosco come
artista solo da 8-9 mesi, e mi chiede quindi come ho fatto a
conoscerla, non vi tedio con la mia risposta, mi limito ad informarvi
che l’ho vista casualmente in tv, dove all’interno di un
programma passava la sua performance al festival di Sanremo dell’81
dove ha vinto con la canzone Per Elisa:
E quindi nell’arco
di pochi mesi, sei arrivata (dopo l’ascolto dei tuoi lavori)
nell’olimpo delle mie preferenza insieme ad altri cantautori che
seguo da anni come De Andrè, Gaber, e soprattutto Guccini che
fra l’altro tu hai omaggiato nell’album Viaggio in Italia con
Auschwitz, come mai proprio questa canzone?
E’ molto curioso
l’inserimento di Auschwitz, stavamo lavorando al disco
Viaggio in Italia, che non è un semplice disco di
cover, è nato infatti dal desiderio di mettere l’attenzione
sul valore del testo, quindi trattare canzoni nate su testi poetici e
di un certo spessore letterario. In quei giorni appunto, mente
lavoravamo al disco, quando sei quindi maggiormente aperto e
creativo, ricorreva la prima giornata della memoria in ricordo della
Shoah, il 27 gennaio, Auschwitz quindi era nell’aria,
doveva esserci per forza.
Ho intuito che Viaggio
in Italia non fosse un semplice disco di cover dal fatto che hai
inserito Non insegnate ai bambini di Giorgio Gaber, non certo
una delle sue canzoni più famose.
Certo, e anche Battisti,
ho preso il Battisti di Panella (Battisti ha collaborato con Pasquale
Panella, dopo gli iniziali successi con Mogol nda), i cui testi erano
straordinari e.. inusuali.
Ah poi ho chiamato
Francesco Guccini, perché di Auschwitz esistevano 2
testi (in riferimento a quello dell’Equipe 84 che ha portato al
successo la canzone nda), e quindi ho chiesto innanzitutto il
permesso di farla e poi di modificare leggermente il testo, non
vorrei che non gli fosse andato bene quello che avevo scelto, lui mi
fa: “Si, si. Fai pure”.
Sul rapporto
generazionale, volevo incentrami un attimo su quello; io ti ho
conosciuto tardi rispetto ad altri grandi come appunto Guccini o De
Andrè, ma se indago nell’intorno della mia generazione, non
sono molti i miei coetanei che conoscono Alice come artista, al di là
comunque della canzone Per Elisa. Come vivi tu adesso, dall’alto
della tua trentennale carriera, il rapporto con i giovani? E che età
c’è mediamente ai tuoi concerti?
Tutto sommato molto
varia, ci sono giovani, comunque l’età media rimane sui
40-50 anni, poi ci sono, ad esempio all’ultimo mio concerto ad Asti
qualche giorno fa, molti giovani, quindi c’è una sorta di
ricambio generazionale.
E credo sia anche una
soddisfazione da un certo punto di vista.
Mah io in realtà
non mi pongo il problema, non me lo sono mai posto e non me lo pongo
neanche adesso (risate).
Paghi un po’ da
questo punto di vista il tuo allontanamento dallo Show Business?
Allontanamento comunque volontario.
Certo, sicuramente, ogni
scelta implica una rinuncia.
E ti penti di questo
tuo allontanamento?
Assolutamente no, mi
sento per la verità molto fortunata, perché nonostante
il mio allontanamento ho ancora la possibilità di esibirmi e
di fare dischi, farò prossimamente un nuovo disco pop, ho
l’opportunità di portare avanti dei progetti teatrali a cui
sto lavorando che mi auguro possano vedere la luce nel 2011 con un
tour teatrale conseguente.
Quindi nonostante mi sia
tolta dal mercato…ci sono ancora.
E’ giusto fare una
considerazione su tutto questo, perché è vero che non
tutti hanno la possibilità di portare avanti quello in cui
credono, perché la vita ti mette certe volte in condizioni
tali che tu non puoi scegliere, devi semplicemente cogliere quello
che la vita ti propone in quel momento. Per questo mi ritengo
fortunata, perché sono riuscita a portare avanti il mio
percorso senza piegarmi troppo, sicuramente ho pagato infatti, come
dici tu, sono pochissimi i tuoi coetanei che mi conoscono, ma questo
non vale solo per me, ci sono altri come Dave Keagan o Peter Gabriel;
i ragazzi di 20 anni non sanno chi sono. Purtroppo il mondo in cui
viviamo è questo, le nuove generazioni colgono quello che il
sistema propone, chi ha certi interessi più sviluppati va a
cercare, come sempre…chi cerca trova, chi non cerca… si arrangia
(risate).
Ti manca quindi
relativamente lo stare sotto i riflettori, in riferimento quindi alla
tua parentesi anni 80.
Quella non mi manca per
niente, ho fatto di tutto per scappare a gambe levate! Quel tipo di
successo è stato un po’ come l’influenza ..che sei
costretto a stare a letto per un certo periodo…un incidente di
percorso meraviglioso che mi ha dato delle opportunità che
altrimenti non avrei mai avuto, però rispetto a quello che io
avrei voluto fare nella musica, mi ha stufato, mi ha deviato e io
piano piano ho cercato di tornare sui miei passi.
Ho avuto un sentore di
questo vedendo i tuoi filmati su internet, nelle apparizioni
televisive degli anni 80, eri a tuo agio perfettamente quando cantavi
ma appena finito sembrava che tu volessi andare via da li, ed è
estremamente affascinante questa cosa.
Si vedeva perfettamente
dalla mia faccia!! (risate) Il palcoscenico mi è sempre stato
naturale, fin da piccola, ho iniziato a cantare da piccolissima,
quindi mi è sempre stato familiare, mentre tutto quello che è
legato al successo, allo show business, tutto ciò che non è
musica, l’ho patito tantissimo, a cominciare dai servizi
fotografici, una tortura!
Una curiosità,
una conferma più che altro: sulla diatriba del testo di Per
Elisa, parla di droga, non parla di droga, ho letto una tua
intervista di qualche anno fa dove smentivi il fatto che il testo si
riferisse alla droga.
Non parla di droga, però
la cosa che mi ha veramente colpito è che ci sono dei testi
dove ognuno può cogliere quello che vuole. Capita che il testo
possa essere compreso in diversi modi, dipende da chi lo legge. Per
Elisa è una di quelle canzoni un po’ magiche da questo punto
di vista, e devo dire la verità, mi sarebbe piaciuto scriverla
in quello spirito perché molto più interessante
rispetto allo spirito con cui l’ho scritta io! Anche perché
quando ho scritto questa canzone il mondo della droga era un mondo
che conoscevo solo perché sapevo che esisteva ma che non
frequentavo, quindi non avrei avuto la possibilità di scrivere
una canzone con quella valenza.
Rinneghi alcuni lavori
anni 80?
No, io non rinnego
niente, l’unica canzone che rinnego, che non canto più dal
vivo è Messaggio,che non è tra le canzoni che
amo di più, ha una valenza nella quale non mi rispecchio più.
Al contrario di Per Elisa, che per un periodo non ho più
cantato, ma che ora eseguo ancora perché mi piace collegarmi a
quel periodo della mia vita e farlo rivivere attraverso quella
canzone, perché c’è una forza che mi piace
ricontattare.
Quindi ancora fai
canzoni del primissimo periodo?
Certo e ti dirò di
più, nel progetto teatrale di cui ti parlavo prima, che ha un
tema importante: il tema del tempo, che non approfondisco in questa
sede, credo che riprenderò altre canzoni dei primi anni 80,
che non canto più da allora, perché sono canzoni
minori.
Che però magari
piacciono! Dal punto di visto lirico, le canzoni che mi piacciono di
più di quel periodo sono quelle legate al tema della
solitudine, come ad esempio Tramonto Urbano in cui mi
rispecchio tantissimo.
Ti racconto come è
nata quella canzone. Lavoravo con Battiato, era il primo disco che
facevamo insieme. Lui abitava a Milano vicino a Largo Marinai
d'Italia che adesso è diventato un grande parco, all’epoca
avevano appena iniziato i lavori per far nascere questo parco, le
piante erano piccole (e infatti ti parlo del “pino nano”), alte
mezzo metro e lui mi fa: “andiamo a fare un giro al parco a vedere
il tramonto”, e io ho pensato “ma questo è fuori”. Il
parco, bisognava avere molta fantasia per immaginarselo dati i
lavori, e il tramonto…considera che dove sono nata e cresciuta, a
Forlì, il sole scendeva dietro gli alberi, davanti le case non
c’erano. Lì c’erano questi palazzi pazzeschi quindi il
tramonto lo vedevi più o meno, quindi ho pensato: “lui lo
vede forse perché è più alto”, quindi sono
salita in piedi sopra una panchina, da qui l’incipit della canzone.
L’intervista vera e
propria finisce qui, l’ultima parte della chiacchierata non la
riporto in quanto abbiamo brevemente discusso di quelle che sono le
miei canzoni preferite (di Alice naturalmente) e di quello che poi
sarà il suo concerto.
Sono tornato alla realtà
conscio di aver trascorso dei momenti molto interessanti con
un’artista di elevata caratura intellettuale, una di quelle persone
con cui parleresti per ore e che indipendentemente dal fatto di
essere conosciuti o no, sono sempre più rare anche nella vita
di tutti i giorni. Non posso quindi non ammirare profondamente il
lato umano di Alice e ringraziare nuovamente Leonardo e il suo staff
e Yastaradio per aver avuto l’opportunità di fare questa
intervista.
Qui , la recensione del
concerto
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