Giornata Internazione della Distruzione delle Armi da Fuoco
Il 9 di luglio si è
celebrata la Giornata Internazionale della Distruzione delle Armi da
Fuoco. La proliferazione indiscriminata delle armi da fuoco a livello
mondiale è di tal grandezza che si stima che esse producano la
morte di una persona ogni minuto, oltre ad un gran numero di feriti e
mutilati.
Il Cile dopo la
Colombia è il paese che sostiene la più alta spesa
militare del continente nonostante il paese non debba affrontare
conflitti armati. La Direción Nacional de Mavilización
Nacional, segnala che in Cile esistono circa 750.000 armi
registrate, delle quali circa il 60% è in mano alla
popolazione civile. Questa diffusione massima di armi da fuoco
rappresenta un rischio notevole per la sicurezza pubblica. Il
governo registra un aumento costante nell’uso di armi soprattutto
nei delitti associati al consumo e spaccio di droga, mentre negli
omicidi e nei furti prevalgono le armi da taglio.
Il Cile è anche un
importante produttore di armi di piccolo calibro, destinate
prevalentemente alle forze armate, alla polizia e alle agenzie di
sicurezza private, si deduce quindi che la maggior parte delle armi
da fuoco in mano ai civili vengano importate.
Nonostante ció il
contrasto alla diffusione delle armi da fuoco non sembra essere una
priorità per la società civile e per i governi cileni.
In questo contesto
difficile e preoccupante, nella giornata del 9 di luglio sono state
organizzate in tutto il paese iniziative pubbliche durante le quali
sono state distutte armi leggere che varie organizzazzioni hanno
raccolto nel corso dell’anno. Secondo Amnesty Internecional la
quantità di armi che si distruggono in Cile durante questa
giornata è in continuo aumento, passando dalle 6.012 unitá
del 2006 alle 8.757 nel 2007, per terminare con la cifra record di
12.550 unita nel 2008. Ovviamente queste cerimonie sono poco piú
che simboliche, si stima infatti che per ogni arma che si distrugge,
5 armi nuove entrano in circolazione.
Anche lo Stato ha però
iniziato a prendere piú seriamente il tema, infatti nel luglio
del 2010 il Senato della Repubblica del Cile ha approvato un progetto
di legge per ratificare il Protocollo Internazionale contro la
fabbricazione e il traffico di armi da fuoco con lo scopo di
promuovere, facilitare e rafforzare la cooperazione tra gli Stati
per prevenire, combattere e sradicare la fabbricazione e il traffico
di armi da fuoco.
Purtroppo però il
protocollo non viene applicato alle transizioni tra gli Stati ne ai
trasferimenti statali, qualora l’applicazione di questo strumento
internazionale pregiudicasse il diritto di uno Stato membro ad
adoperare per la propria sicurezza nazionale.