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La fine di un “ciclo”

Scritto da: Alessandro Lodi

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Alessandro Lodi

Il giorno che entrai per la prima volta a Radio Siglo XXI lo ricordo ancora benissimo. Era un giovedí caldo e secco dell’ormai lontano marzo del 2008. Non avevo mai visto una radio da vicino. Ero emozionato e nervoso. Parlavo uno spagnolo pessimo e mi tormentava l’idea di gestire uno spazio radiofonico.

“Non ho l’esperienza per farlo!” Questo mi ripetevo in continuazione.

Per dirla come Fernanda Gutiérrez, una giovane e promettente filosofa cilena, ero troppo focalizzato sul fine e troppo poco sul processo.

Quando l’altra sera ho accompagnato alla radio i nuovi Caschi Bianchi (Elisa, Marco e Serena) mi sono rivisto nei loro volti, nelle loro paure e incertezze. Da ora in poi saranno loro a gestire, insieme ai ragazzi, questo spazio.

...in cabina di regia...

Ma non crediate, cari caschi bianchi, di liberarvi di me! Due anni passati a Radio Siglo XXI non si dimenticano facilmente......

 
Tornando al debutto dei tre nuovi “caschi” non si puó certo dire che si sia trattato di una passeggiata: oltre alle presentazioni di rito sono stati “costretti” a cantare gli auguri di buon compleanno alla nostra Betzy che proprio a Radio Siglo XXI festeggia i suoi 14 anni!

Serena, Elisa e Marco

 
Ma questa prima apparizione radiofonica di Elisa, Serena e Marco é stata anche l’occasione per discutere con Tania Guajardo, assistente sociale del Consultorio San Rafael, uno dei 13 “Centros de Salud” presenti nella Comuna della Pintana.

Ancora una volta abbiamo ospitato un Centro de Salud, nella convinzione che queste strutture, per i servizi che offrono (orientamento sui programmi sociali e sanitari; consultorio familiare, educazione sessuale ecc), rivestano un ruolo di fondamentale importanza per marginare gli enormi problemi sociali generati dalla povertá, la disoccupazione, la criminalitá, l’emarginazione e l’ignoranza.

Tania Guajardo

Purtroppo il prezioso lavoro di tanti professionisti rischia di essere un semplice “cerotto” se il sistema economico e sociale nel quale viviamo, e che si basa sullo sfruttamento sistematico dell’uomo e della natura, non verrá modificato alla radice. “Un altro mondo é possibile!” era lo slogan che accompagnava il mio impegno politico e sociale in Italia. Qui dal Cile avrei voglia di gridare che un altro mondo é NECESSARIO!

Ninoska, Betsy e il Tio Leo