Acuarela, il Blog

 

Progetto Go'el Italia

 Go'el - Chile

 

A volte ritornano... Anche dal Cile! (pt.1)

Scritto da: irene

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Considero oggi, mercoledì 21 ottobre, una data storica... E' da tanto, troppo tempo ormai che non scrivo sul blog di Yastaradio.com e devo dire che non è facile ripercorrere mentalmente gli ultimi mesi passati a Santiago, le giornate più dense, gli attimi più intensi...

Siamo ad Agosto, inizia il conto alla rovescia... Manca poco più di un mese al rientro in Italia e io, ovviamente, solo ora inizio a sentirmi veramente a casa...
L'appuntamento radiofonico settimanale è ciò che più mi entusiasma... Trovare l'ospite da intervistare è divertente e, rispetto agli inizi, molto più facile: naturalmente dopo tanti mesi le conoscenze aumentano, le reti di relazioni si allargano ed entro in contatto con tante realtà interessanti che si celano dietro al volto misterioso e anche un po' inquietante dell'immensa metropoli cilena...
Non so bene da dove iniziare per raccontare due mesi di vita... Quindi parto dalla fine!
La prossima settimana passa per Yastaradio.com la registrazione del 13 Agosto, giorno in cui, per una serie di eventi melodrammatici, non riesco a recarmi alla radio...
Il DECIMOSEXTO DÍA mi sostituisce il tio Eduardo, il parche (cerotto) della situazione che, accompagnato da Ninoska e Leo, racconta ai microfoni di Radio Siglo XXI cosa si festeggia ad agosto... Il mese dei gatti, dice la Ninoska... In realtà è un mese in cui il consumismo impera nelle strade della capitale cilena: giocattoli di tutti i tipi, bambole e robot, pistole e armi atomiche, finti rossetti tossici e dolci a volontà; i bambini cileni non pensano alla Convenzione dei diritti dei bambini (firmata dal loro governo a gennaio del 1990 e ratificata dalle Nazioni Unite il 13 Agosto dello stesso anno) ma a ricevere quanti più regali possibili in occasione del día del niño! Eduardo e Leo insistono invece sull'importanza dei diritti dei bambini e ricordano le iniziative organizzate dalla Red Infanto Juvenil della Pintana, Rete sociale di associazioni nata con lo scopo di tutelare i giovani dei settori periferici “a rischio” e di prevenire la violazione dei loro diritti. Durante il Seminario del 21 Agosto, ad esempio, si sarebbero affrontati temi importanti, come il progetto di legge di protezione dei diritti dei bambini e la campagna di mobilitazione per una cultura integrale di diritti.
Eduardo è l'assistente sociale del centro Acuarela, io gli voglio un gran bene, è un tipo buena onda e disponibilissimo... Il 13 agosto non è la prima volta che interviene alla radio... Era già successo che non ci fosse un numero adeguato di persone per gestire un programma di un'ora, e lui si era precipitato. E' sempre stato il nostro parche preferito, e onestamente io ero felice di averlo tra i piedi, perché rendeva tutto più divertente.
Come quella volta in cui non c'era proprio nessuno: è un freddo giovedì di giugno e mi ritrovo sola alla conduzione del programma... Eduardo mi accompagna e non sappiamo bene di cosa parlare, dato che oltre a Leo, Ninoska, Brayan e Connie, anche gli ospiti del giorno ci danno buca... Quando arriviamo di fronte agli studi di Radio Siglo XXI, notiamo un tendone imperante: un circo! Proviamo a chiedere se qualche pagliaccio o trapezista ha voglia di venire alla radio, ma niente da fare, sono tutti occupati. Decidiamo quindi di parlare del mese in corso... Le registrazioni di giugno non sono mai andate in onda su Yastaradio.com, a causa di vari disguidi: da un cortocircuito che non ci ha permesso di salvare l'intervista a Juanita e Graziela dell'associazione Mapuche Kiñepuliwen, alla rottura del computer di Don Evaristo...

 Associazione Mapuche Kiñepuliwen: Ruka, abitazione tipica
 
Ninoska, Juanita e Graziela

E' un peccato perché in quel periodo sono successe varie cose degne di nota...

Giugno dipinge Santiago di colori nuovi. E' un mese di transizione a cavallo tra un timido e insolito autunno e un inverno che ha fretta di imbiancare la cordigliera andina. Giugno in Sud America significa anche anno nuovo delle popolazioni indigene, vestiti tipici, maschere e tamburi.

 Balli dell'Isola di Pasqua – Ruka Mapuche

Il 21 giugno, infatti, in coincidenza con il cambio di stagione, i mapuche (popolo originario della sottile striscia di terra che costeggia l'oceano Pacifico) celebrano il primo giorno dell'anno.

Su suggerimento di Eduardo, ci soffermiamo sulla Noche de San Juan (la notte di San Juan): la notte tra il 23 e il 24 giugno, in cui magia e rituali fanno da protagonisti e superstizioni e misteri regnano sovrani... Carnevali illuminati da torce e fiamme percorrono le vie della città a ritmo di percussioni, musiche e danze...

 

Invocación

¡Despertaos los durmientes!

Ha comenzado el ritual

La antigua fiesta que une

El principio y el final...

¡Vengan a jugar con fuego!

No importa si nos quemamos

Que a la noche más oscura

Flor de luz hoy le arrancamos.

Invocazione

Svegli i dormienti!

E' iniziato il rituale

L'antica festa che unisce

Il principio e il finale...

Vengano a giocar col fuoco!

Non importa se ci bruciamo

Che alla notte più oscura

Fior di luce le lanciamo.

 

Carnaval de invierno – Noche de San Juan

E dai racconti di una notte misteriosa, passiamo alla concretezza di un movimento importante, quello de Las Madres de Plaza de Mayo. Dalla riscoperta, quindi, di una storia lontana, dimenticata, alla testimonianza di una storia recente, dolorosa, che parla di uomini, donne e madri coraggiose. Da una sponda all'altra del Sud America. Da Santiago del Cile a Buenos Aires. A metà giugno decido infatti di conoscere da dentro, anche se per pochi giorni, il mondo delle mamme dei Desaparecidos Argentini, madri forti, che da 30 anni ormai si ritrovano tutti i giovedì in Plaza de Mayo, nel bel centro della città di Buenos Aires, per ricordare, per non dimenticare, per ricevere giustizia e perché non si ripetano mai più orrori come quelli perpetrati durante le dittature in Sud America!
Le mamme di Plaza de Mayo a Buenos Aires hanno saputo generare nuova vita dalle tragedie che hanno vissuto, hanno creato un mondo alternativo, fatto di caffè letterari, librerie, biblioteche, eventi culturali, manifestazioni pubbliche, carriere universitarie e canali radio...
Tutto ciò mi ha entusiasmata molto e Eduardo ha voluto che parlassi di queste donne al popolo della Pintana... Purtroppo non c'era la Ninoska a farmi da spalla... A lei sarebbe piaciuto il mio racconto!
Tra giugno e luglio mi sono concessa un po' di viaggetti per il continente sudamericano e, oltre alla bella Argentina, sono andata alla ricerca di resti Inca e foglie di coca in terre boliviane e peruviane... Nel frattempo il programma radio riprendeva le sue sembianze, il computer di Don Evaristo aveva riacquistato i poteri e potevamo ricominciare con le registrazioni da inviare, puntualmente in ritardo, al buon Dalse...

 

 La Radio de Las Madres

Undécimo día

Scritto da: irene

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“4 Kg di farina e quasi altrettanti di patate... Ore e ore di patatine fritte e pizza per passare un sabato pomeriggio alla pronta accoglienza per ragazzi di strada.

Si chiama Esperanza, per gli amici "Pronta".

La Pronta ha assunto ormai un ruolo familiare. Ci stiamo bene. E questo soprattutto grazie agli otto ragazzi accolti. Hanno un'età compresa tra gli 11 e i 17 anni e si nascondono dietro un'apparenza forte, a volte violenta.

In realtà sono dolci e deboli e noi tutte siamo colpite da irrefrenabili attacchi di istinto materno ogni volta che facciamo un turno per cucinare e condividere la loro quotidianità.

Sembra che il loro bisogno di affetto sia complementare al nostro di sentirci utili. In realtà non è così facile...”

Era quello che pensavo e scrivevo della Pronta lo scorso febbraio...

Disegni fatti da Jonatan, accolto della Pronta Accoglienza

Da allora ho una consapevolezza diversa del luogo, del progetto, dei percorsi di vita dei ragazzi... Purtroppo non ho più la possibilità di frequentare spesso “el hogar” (la casa), ma a volte troviamo delle buone occasioni per stare un po' insieme, come quando a giugno Josè e Luis, accompagnati da Lino, sono venuti alla radio per raccontarci la loro esperienza e cosa significhi condividere ogni giorno gli spazi con degli “sconosciuti”.

Ci parlano dei laboratori d'artigianato, dello sport, dei compiti per casa, delle pulizie, dell'accompagnamento da parte degli educatori, dell'affetto che ricevono da parte di chi vive con loro (in particolare della Manu e del Lino) e di tutte le conseguenze che tutto ciò genera...

Ancora una volta la Ninoska sembra essere un po' in soggezione, ma l'atmosfera è vivace e partecipata, grazie soprattutto al numero di persone presenti: in questa puntata abbiamo il piacere d'essere accompagnati anche da Irene, la capessa...

Luis e Josè sono meravigliosi, dimostrano d'avere tanta voglia di esprimersi e di raccontarsi.

Ninoska, Berretto di Brayan, Lino, Irene

Proviamo a riproporre il concorso, promettendo come premio fiori, ragni e scorpioni di filo metallico creati da Josè... Ovviamente non chiama nessuno, tranne il nostro fedele Marcos Santos che ci ascolta sempre con la cornetta del telefono in mano, pronto a comporre il numero di Radio Siglo XXI non appena diamo il via alle telefonate.

E dopo la diretta come potevamo concludere la serata se non con “completo y bebida” (hot dog e bibita) offerti da Lino?

Ninoska, Brayan, Irene, Lino

 

Décimo día

Scritto da: irene

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Brotes de la Pintana
 
Il folklore è ciò che più mi affascina di ogni luogo in cui ho l'opportunità di viaggiare.
Qui in Cile lo sto conoscendo grazie al gruppo folklorico Brotes de la Pintana (Germogli della Pintana). E' bello scoprire che bambine/i e ragazze/i dai 5 ai 20 anni recuperano le tradizioni della loro terra attraverso la danza, a ritmo di cueca, polka, pavo e chocolate, e indagano le proprie origini con i balli mapuche, le musiche del popolo originario, iniziando un percorso contro la discriminazione che si basa sul tema di etnia.
A fine maggio ho proposto a alcuni rappresentanti del gruppo di accompagnarmi alla radio per raccontare la loro storia... Gli accordi erano chiari: alle 18,30 mi avrebbero aspettato in quattro di fronte al centro sportivo del settore Salvador Allende. Quando arrivo alla sede mi ritrovo con otto aspiranti radiofonisti: Maria, Yadira, Camila, Katy, Giovanni, Mario, Gerardo e Francisco (alias “el Pancho”)... E va bene così!
Il clima altalenante tra allegria e imbarazzo coinvolge anche la nostra conduttrice ufficiale, la Ninoska, che  in genere affronta ogni puntata con singolare destrezza, protagonismo e disinvoltura... Sarà stata la presenza del Pancho a lasciarla senza parole?
Il sottofondo della puntata è dato dai passi di cueca dei ragazzi che anche da seduti non resistono alla musica proposta da Don Evaristo. E io resto sempre incantata dalla loro capacità di lasciarsi travolgere dalle note del folk e di coinvolgere nella loro passione chi li osserva.
 
Connie, Giovanni
 
Irene, Ninoska, Katy, Maria, Yadira, Mario, Gerardo, Francisco
 
Irene, Ninoska, Maria, Katy, Mario, Gerardo
 
Pancho
 

Noveno día

Scritto da: irene

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Computador Don Evaristo

Quando si lavora con adolescenti in una radio comunitaria della periferia di una metropoli  come Santiago del Cile, gli imprevisti sono all'ordine del giorno...

Il 14 maggio avrebbe dovuto accompagnarci l'educatore di una scuola elementare della Pintana che il 13 maggio alle 23,59 mi avvisa dell'impossibilità di farci visita.
Mi affido quindi alla buona volontà dei ragazzi di raccontare qualche notizia relativa al 15 maggio: dalla Giornata Mondiale degli Obiettori di Coscienza alla commemorazione della Nakba (la tragedia) palestinese.

L'obiezione di coscienza è un tema che sta molto a cuore a noi antimilitaristi, soprattutto al tio Thomas (ex obiettore, militante delle storiche lotte italiane contro il servizio militare obbligatorio, nostro autista ufficiale, voce silenziosa del programma, presenza rassicurante che in ogni puntate latita nella saletta di Don Evaristo conversando e immortalando, da bravo fotografo, tutti i colori della trasmissione).

La Giornata Mondiale degli Obiettori di Coscienza nasce nel 1981 dall'Incontro Internazionale sull'Obiezione di Coscienza, organizzato annualmente da gruppi che appartengono all'Internazionale di resistenza alla guerra. Nei primi anni gli obiettivi principali erano l'intercambio di idee e il mantenimento di una rete internazionale di attivisti, ma col tempo si sommarono altre funzioni: in quei paesi in cui la situazione degli obiettori è precaria, la presenza di attivisti internazionali serve a dar maggior forza alle iniziative degli obiettori. Non solo, quindi,  si continuano a sviluppare nuove strategie d'azione, ma si contribuisce anche a elevare concretamente la importanza dei gruppi nonviolenti.

Data la tematica, non possiamo fare a meno di citare la Red Chilena de Objeción de Conciencia al Servicio Militar Obligatorio (ROC-Chile), rete che raggruppa quattordici organizzazioni provenienti da diversi ambiti di società civile che appoggiano il diritto alla obiezione di coscienza al servizio militare obbligatorio, lavora per il suo riconoscimento all'interno della legislazione cilena e supporta i giovani che si dichiarano obiettori. I parametri d'azione della ROC e la diffusione del diritto all'obiezione sono la cultura della pace e la trasformazione nonviolenta dei conflitti.

 

 “El Gobierno de la Presidenta Michelle Bachelet ha enviado al Congreso Nacional el proyecto de ley que pretende reconocer el derecho a la objeción de conciencia al servicio militar obligatorio y crear un servicio alternativo al militar. La ROC trabaja con el fin de reforzar el debate público sobre este tema y analizar las distintas posiciones y aristas sobre este derecho, invitando en particular a los jóvenes, porque son los que están obligados a realizar este servicio, a presentar sus visiones con respecto al tema y ver los posibles consensos que puedan nacer a partir de la exposición de las ideas, así como enriquecer, en la perspectiva de los derechos humanos, el proyecto de ley con el que se espera reconocer este derecho.”

Trad.: Il Governo della Presidentessa Michelle Bachelet ha inviato al Congresso Nazionale il progetto di legge che vuole riconoscere il diritto all'obiezione di coscienza al servizio militare obbligatorio e creare un servizio alternativo. La ROC lavora con il fine di rafforzare il dibattito pubblico su questo tema e analizzare le distinte posizioni e angolazioni su tale diritto, invitando in particolare i giovani, perché obbligati a svolgere il servizio, a presentare la loro visione in relazione al tema e i possibili consensi che possano nascere a partire dalla esposizione di idee, così come arricchire, nella prospettiva dei diritti umani, il progetto di legge con il quale si spera di riconoscere questo diritto. 

ROC-Chile:

AMNISTIA INTERNACIONAL, Sección Chilena
Agrupación de Educación para la Paz, PAZ Y ACCION
Centro Ecuménico "Diego de Medellín", CEDM
Comunidad Papa Juan XXIII
Corporación de Derechos Ciudadanos, SEAL
Confraternidad Cristiana de Iglesias CCI
Corporación de Promoción y Defensa de los Derechos del Pueblo, CODEPU
Corporación chilena pro derechos juveniles, CODEJU
Corporación Servicio Paz y Justicia, SERPAJ CHILE
Depto. Justicia Paz y Ecología, CONFERRE
Pastoral Juvenil de la Iglesia Evangélica Luterana en Chile
Vicaría Pastoral Social y Vicaría Pastoral de los Trabajadores del Arzobispado de Santiago

 
Dall'obiezione di coscienza si passa quindi alla storia di un popolo e di un territorio occupato militarmente: la Palestina.
Il 15 maggio, infatti, ricorre l'anniversario della Nakba, la catastrofe, commemorata ogni anno dal popolo palestinese.

Al-Nakba è l’appellativo che i Palestinesi danno al 15 maggio 1948, data in cui lo stato d'Israele si è impossessato delle loro terre, delle loro case e delle loro vite.

Al-Nakba è stato il giorno in cui il popolo palestinese si è trasformato in una nazione di rifugiati. 750.000 Palestinesi sono stati espulsi dalle loro case e sono stati costretti a vivere nei campi profughi. Molti di quelli che non sono riusciti a scappare sono stati uccisi.
Nel 1948 più del 60 per cento della popolazione palestinese è stato espulso.
Più di 530 villaggi palestinesi sono stati evacuati e distrutti completamente.
Finora Israele ha impedito il ritorno di circa sei milioni di rifugiati palestinesi, violando la risoluzione Onu 194, e continua ancora oggi a cercare di espellere i palestinesi dalla loro terra. Queste operazioni assumono di volta in volta forme e nomi diversi, attualmente vengono chiamati “trasferimenti”.    
 
 
I rifugiati palestinesi sono fuggiti in diversi posti; alcuni sono fuggiti nei paesi limitrofi, altri sono fuggiti all'interno della Palestina e vivono nei campi profughi costruiti appositamente dalle agenzie ONU, e altri si sono dispersi in vari paesi del mondo (la comunità palestinese di Santiago del Cile è la più numerosa del Sud America).
Tutti questi rifugiati hanno un sogno in comune: ritornare nelle loro case di origine, e questo sogno è rinnovato ogni anno attraverso la commemorazione della Nakba.

A tal proposito Brayan legge una poesia del poeta palestinese Mahmud Darwish dedicata alla sua terra natia:

A MI MADRE

Añoro el pan de mi madre,
El café de mi madre,
Las caricias de mi madre...
Día a día,
La infancia crece en mí
Y deseo vivir porque
Si muero, sentiré
Vergüenza de las lágrimas de mi madre.

Si algún día regreso, tórname en
Adorno de tus pestañas,
Cubre mis huesos con hierba
Purificada con el agua bendita de tus tobillos
Y átame con un mechón de tu cabello
O con un hilo del borde de tu vestido...
Tal vez me convierta en un dios,
Sí, en un dios,
Si logro tocar el fondo de tu corazón.

Si regreso. Tórname en
Leña de tu fuego encendido
O en cuerda de tender en la azotea de tu casa
Porque no puedo sostenerme
Sin tu oración cotidiana.

He envejecido. Devuélveme las estrellas de la infancia
Para que pueda emprender
Con los pájaros pequeños
El camino de regreso
Al nido donde tú aguardas.

Mahmud Darwish (1941-2008)

 

Per mia Madre

Bramo il pane di mia madre
il caffè di mia madre
il tocco di mia madre
Cresce in me l’infanzia
giorno dopo giorno
ed amo la mia vita… perché
nell'ora della mia morte
mi vergogno delle lacrime di mia madre!

E se tornassi indietro un giorno
prendimi velo per tue ciglia
e copri le mie ossa con erba
benedetta dalla tua caviglia.
E stringi le mie catene
con un ricciolo dei tuoi capelli
con un filo penzolante dall’orlo del tuo vestito.
Forse diverrei un dio
un dio diverrei…
se toccassi le profondità del tuo cuore!

Se tornassi indietro … usami
combustibile nella fornace del tuo fuoco,
corda da panni sul tetto della tua casa,
perché divenni debole per stare in piedi
senza la tua preghiera giornaliera.

Diventai vecchio decrepito.
Restituiscimi le stelle dell’infanzia
così che io
condivida con i piccoli uccelli
il percorso di ritorno
verso il nido della tua attesa.

Mahmud Darwish(1941-2008)

Trattare certi argomenti in diretta radiofonica e pretendere l'appoggio di due adolescenti della Pintana è forse una pretesa troppo grossa. Brayan e Ninoska non sempre si lasciano coinvolgere, ma dopotutto sono cresciuti in un ambiente che lascia poco spazio alla voglia di sognare. E proprio quando la piccola saletta di radio Siglo XXI sembra metterci tutti alla prova, ci sentiamo complementari e parte di un percorso che è bene affrontare uniti; il timore di non riuscire nell'intento di portere avanti il programma lascia quindi spazio a quella sensazione piacevole e leggera di soddisfazione e felicità d'essere componente di una piccola e bizzarra famiglia. 

Brayan, Ninoska

Brayan, Ninoska, Irene, Don Evaristo

Irene, Ninoska

 

Thomas, Don Evaristo

 

Octavo día

Scritto da: irene

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Daniela, casco bianco a Santiago del Cile (come me), lavora nel progetto Sol della Comunità papa Juan XXIII.

Silvia è membro della comunità e da anni ormai è parte del gruppo di lavoro dello stesso progetto.
Dopo ripetuti inviti e dopo essersi fatte desiderare per due mesi, il 7 maggio Silvia e Daniela sono finalmente venute a farci visita alla radio. Silvia era tesa, continuava a ripeterci che non le piace parlare in diretta radiofonica. Daniela diceva d'essere timida, ma in realtà si è presentata con la sua solita aria tranquilla e spensierata.

Alla fine entrambe si sciolgono di fronte ai microfoni e ci raccontano vari dettagli del progetto, del loro lavoro con i sordi, di come si possano trovare tanti modi creativi di relazionarsi a chi viene spesso discriminato per quello che viene considerato un problema: dalla lingua dei segni al teatro, dalla sensibilizzazione pubblica a laboratori di costruzione di forni solari...

Brayan, Ninoska e Connie iniziano in questa puntata ad avere un atteggiamento un po' più ribelle, probabilmente a causa dell'assenza del tio Leo, ma tra una risata in diretta e un'uscita fulminea nella piazzetta antistante Radio Siglo XXI, dimostrano ancora una volta d'essere interessati e curiosi.
E grazie alla compañera Daniela per la compagnia, la semplicità e la disponibilità (e soprattutto per la condivisione di "cervesita y lomito" nel post-registrazione).
Brayan, Silvia, Daniela, Ninoska
 
Daniela, Ninoska
 
Ninoska, Irene, Silvia
 
Ninoska, Irene, Silvia
 

Séptimo día

Scritto da: irene

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Brayan, Ninoska, Irene

E' fine aprile, siamo in pieno autunno sudamericano... Il tio Leo va in vacanza lasciandomi in bilico tra una coordinazione precaria e una organizzazione sempre più improvvisata. Cerco di confidare nel caso, o meglio, nella fantasia e nella creatività di chi mi accompagna in questa sfida... La ricerca dell'ospite settimanale è spesso un'impresa difficile che a volte incontra un esito negativo; è quello che succede per la puntata del 30 Aprile e io non so bene come coinvolgere Brayan, Ninoska e Connie. Fortunatamente Irene viene in mio soccorso consigliandomi di trattare un tema specifico: e perché non parlare del giorno dopo, ovvero del Primo Maggio? Inizio quindi a cercare del materiale che possa aiutarci a raccontare agli ascoltatori di Acuarela: los derechos humanos a todo color come è nata storicamente la festa dei lavoratori, cosa succede in Cile, come viene celebrata nel resto del mondo. Le letture e gli spunti di riflessione proposti sono tanti: dalla nascita del movimento operaio, agli scioperi e alle lotte sindacali nordamericane di fine '800... I toni della trasmissione mettono a dura prova i nostri piccoli conduttori, specialmente Ninoska che è responsabile della lettura di un passo della Cantata de Santa Maria de Iquique:

9. Relato

Del quince al veintiuno,

mes de Diciembre,

se hizo el largo viaje

por las pendientes.

Veintiseis mil bajaron,

o tal vez más,

con silencios gastados

en el Salar.

Iban bajando ansiosos,

iban llegando,

los miles de la pampa,

los postergados.

No mendigaban nada,

sólo querían

respuesta a lo pedido,

respuesta limpia.

Algunos en Iquique

los comprendieron

y se unieron a ellos,

eran los Gremios.

Y solidarizaron

los carpinteros,

los de la Maestranza,

los carreteros,

los pintores y sastres,

los jornaleros,

lancheros y albañiles,

los panaderos,

gasfiteres y abasto,

los cargadores.

Gremios de apoyo justo,

de gente pobre.

Los Señores de Iquique

tenían miedo;

era mucho pedir

ver tanto obrero.

El pampino no era

hombre cabal,

podía ser ladrón

o asesinar.

MIentras tanto las casas

eran cerradas,

miraban solamente

tras las ventanas.

El comercio cerró

también sus puertas:

había que cuidarse

de tanta bestia.

Mejor que los juntaran

en algún sitio,

si andaban por las calles

era un peligro.

9. Racconto

Dal quindici al ventuno,

del mese di dicembre,

durò il lungo viaggio

attraverso i pendii.

Ventiseimila uomini

o anche di più

con i silenzi consumati

nelle miniere di salnitro.

Scendevano ansiosi,

arrivavano a migliaia

dalla pampa,

gli emarginati.

Non mendicavano nulla,

solo chiedevano

risposta alle richieste,

risposte chiare.

Alcuni a Iquique

li capirono

e si unirono a loro,

erano i Sindacati.

E solidarizzarono con loro

i carpentieri,

Le maestranze,

i carrettieri,

gli imbianchini e i sarti,

i lavoratori a giornata,

i barcaioli e i muratori,

i panettieri,

i gasisti e magazzinieri,

i facchini.

Sindacati giusti,

di povera gente.

I Padroni di Iquique

avevano paura;

erano troppe richieste

da tanti operai.

Il "pampino" non era

uomo onesto,

poteva essere ladro

o uccidere.

Intanto le case

erano chiuse,

guardavano solo

da dietro le finestre.

Il commercio chiuse

anche le sue porte,

bisognava difendersi

da tante bestie.

Meglio che li riunissero tutti

in qualche luogo,

se circolavano per le strade

era un pericolo.

Connie, Brayan 

La Cantata de Santa Maria de Iquique racconta “ciò che la storia non vuole ricordare”, che accadde a Iquique, Nord del Cile, nel 1907. Composta nel 1969 da Luis Advis e diventata celebre nella versione dei Quilapayún, narra i fatti avvenuti nella scuola Santa Maria di Iquique, dove “tremilaseicento sguardi si spensero, tremilaseicento operai vennero uccisi”.

Agli inizi del ‘900 gli operai cileni non avevano nessuna legislazione sociale che li tutelasse ma già si stavano velocemente diffondendo tra di essi gli ideali socialisti e anarchici e il massacro della scuola Santa María di Iquique rappresentò lo spartiacque nella storia del movimento operaio cileno.

Tra il 15 e il 21 dicembre 1907, circa 10.000 minatori della regione di Tarapacà scioperarono per le precarie condizioni di vita e di lavoro a cui erano sottoposti. Le loro richieste non vennero accettate dalle multinazionali, le trattative non ebbero nessun esito positivo e di fronte al rifiuto dei dirigenti del movimento operaio di far evacuare la scuola, il generale Silva Renard dette ordine di sparare.

Lo stato cileno ammetterà solo 195 deceduti e 390 feriti ma altre fonti parleranno di 3600 morti, come nella canzone...

I nastri originali della Cantata furono distrutti dopo il golpe militare e l'esecuzione della canzone fu proibita dalla dittatura di Pinochet fino al 1990.

Il tema musicale che segue la lettura della Cantata, No me doy por vencido di Luis Fonsi, ci dà la possibilità di cambiare argomento e di rilassarci. Parliamo di concerti, del Leo in vacanza in Europa e delle proposte future per il nostro programma, in particolare della possibilità di avere un blog in yastaradio.com... Uno spazio importante per i nostri racconti, per dare ai nostri pensieri una voce nuova.

Don Evaristo

 

Sexto día

Scritto da: irene

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Probabilmente in tanti si saranno chiesti chi è il famoso Masrco Santos che noi salutiamo alla fine di ogni puntata... O forse non ha suscitato la curiosità di nessuno... In ogni caso io oggi parlerò di lui...

Marco Santos è il nostro ascoltatore Numero Uno, nonché personaggio storico dell'Acuarela.

Marco è un ragazzo speciale che vive nel quartiere della Pintana. E' da tempo inserito nelle attività del nostro progetto e al momento fa parte del gruppo di circo-teatro. Tuttavia, non possedendo una particolare destrezza nel maneggiare clave e trampoli, si limita a intrattenere gli altri con la sua simpatia e la sua curiosità.

Tutte le settimane, dal lunedì al giovedì, grazie al Programma di Prevenzione Comunitario (PPC) Acuarela,incontriamo bambini/e e ragazzi/e dai 5 ai 18 anni, e lavoriamo con loro sui diritti dell'infanzia attraverso varie attività: dal circo-teatro alle danze popolari e indigene, dallo sport all'arte, dal teatro alla musica... E a volte cerchiamo di dar loro la possibilità di conoscere lo strumento della radio.

Il 22 Aprile è stato proprio Marco ad accompagnarci dal vivo e la gioia regnava sovrana nella piccola sala registrazioni di Radio Siglo XXI: era estremamente entusiasta perché è sempre stato un grande appassionato del nostro programma.

Oltre a lui, lo stesso giorno abbiamo dato spazio alle voci di Fernanda, Isabela, Alejandra e Gerardo del settore di San Ricardo che tutti i mercoledì partecipano ai laboratori di arte e sport del progetto Acuarela. I quattro hanno dato all'inizio della puntata un tocco di sana allegria. E dai loro sorrisi, Leo e Ninoska sono passati al tema del foro infanzia e dei diritti dei bambini, cedendomi poi il microfono per concludere insieme all'esilarante Marco con la tematica del rispetto dell'ambiente, in occasione della Giornata della Terra.

Quella del 22 Aprile è stata di sicuro una delle puntate più eterogenee, in cui abbiamo avuto modo di ascoltare una molteplicità di toni, sfaccettature e colori, e se cerchiamo un senso a Acuarela: los derechos humanos a todo color, io credo che sia importante trovarlo in occasioni come questa.

Ninoska, Leo, Marco

Ninoska, Leo, Marco

Ninoska, Leo, Marco

 

Quinto dìa

Scritto da: irene

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Per raccontare dell'invitata improvvisata, venuta a farci visita mercoledì 15 aprile, forse devo spiegare un po' chi sono io e cosa ci faccio in Cile...

Purtroppo, a differenza di Ninoska, Connie e Brayan, non mi ritengo particolarmente brava nel descrivermi...

Provo a partire dalla cosa più semplice, ovvero dal perché sto vivendo a Santiago de Chile: partecipo al progetto Caschi bianchi – corpo civile di pace, della Comunità Papa Giovanni XXIII che coinvolge 45 ragazze e ragazzi in servizio civile all'estero. Siamo sparsi per il mondo, tra Sud America, Africa, Medio Oriente, Est Europa e Asia e siamo inseriti in ambiti differenti. Io da 6 mesi ormai sono stata travolta da questa metropoli sudamericana, e soprattutto dalle sue profonde e “malfamate” periferie...

Siamo in sei qui in Cile e lavoriamo in progetti diversi, dalla promozione dei diritti dell'infanzia all'appoggio ai disabili, dall'organizzazione di laboratori sulla nonviolenza alla condivisione diretta con ragazzi di strada.

Il mio sogno di partecipare ad un programma radio è stato esaudito a marzo, quando abbiamo di fatto iniziato con le registrazioni di Acuarela: los derechos humanos a todo color .

Ad aprile è arrivata Laura, la nostra tutor italiana, per valutare i primi mesi di servizio, e dal momento che sarebbe venuta alla radio per “supervisionarmi”, io e Leo decidiamo di approfittarne per intervistarla. Anche Laura a suo tempo era stata casco bianco in Brasile, quindi l'intervista si sarebbe concentrata sul Teatro dell'Oppresso e sul lavoro che aveva portato avanti nel contesto in cui aveva vissuto. Lei era un po' tesa e io di più!!! L'idea non era brutta, ma Laura purtroppo non parlava in spagnolo e io pensavo di poter tradurre tranquillamente dall'italiano, cosa che invece è risultata più difficile del previsto! Fortunatamente c'era Irene (l'altra, cioè, il capo, responsabile del Go'el) che mi dava una mano...

Alla fine è andata, anche se con un po' di perplessità. E penso che la Laura sia ora felice d'essere entrata nella storia del nostro programma e di andare in onda oggi 16 giugno su yastaradio.com! 

 

Brayan

Scritto da: Utenti Vari

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Hola, me llamol Brayan Roa “Elh_rohithax”. Tengo 13 años, vengo a la radio desde el 2008. Bueno, me gusta cantar y estar con mis amigos y amigas: Bastian, Giselle, Maritza, Scarlett, Jael, Miku, Kanon y Mao. Bueno, soy muy alegre y me va superbien en el colegio. Me consideran responsable y muy buen cocinero.

Bueno, eso soy yo... XD

P.S.: Mis fotos la pueden ver en www.fotolog.com/rohithax_brayan

 

Ciao, mi chiamo Brayan Roa “Elh_rohithax”. Ho 13 anni, vengo alla radio dal 2008. Mi piace cantare e stare in compagnia dei miei amici e delle mie amiche: Bastian, Giselle, Maritza, Scarlett, Jael, Miku, Kanon e Mao. Sono molto allegro e vado benissimo a scuola. Mi considerano responsabile e un cuoco molto bravo.

Bene, questo sono io... XD

P.S.: Potete vedere le mie foto nel sito www.fotolog.com/rohithax_brayan

 

Cuarto dìa

Scritto da: irene

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Lo scorso 8 marzo abbiamo percorso le strade del centro di Santiago insieme a centinaia di donne. La marcia veniva d'improvviso interrotta da un gruppo di persone colorate che immobili mostravano dei cartelli con su scritto “Todos somos indigenos, gays, negros, jovenes, mujeres1”... Trascinavano inoltre un planisfero segnato da un percorso giallo. Più tardi scopriamo che questo è il percorso della marcia mondiale per la pace e la nonviolenza che partirà il 2 ottobre 2009 in Australia e che in tre mesi attraverserà tutto il pianeta per dire no alla guerra e alle armi. Tra la folla Daniela (casco bianco in Cile) individua una donna che porta una spilla con l'immagine della marcia. Ci avviciniamo e chiediamo informazioni; Ximena fa parte del movimento umanista, è molto gentile e disponibile, ci racconta della marcia e ci invita a partecipare agli incontri di chi la sta organizzando in Cile. Da qui nasce anche l'idea dell'intervista alla radio: Ximena viene a farci visita l'8 aprile e Brayan e Ninoska sembrano molto interessati al tema. Leggiamo dei frammenti di alcuni personaggi storici della nonviolenza e la curiosità aumenta. Brayan e Ninoska sono in gamba e riescono a gestire l'intervista in modo maturo; devo dire che alcune delle loro domande mi hanno positivamente sorpresa...

Ximena ci informa che la marcia passerà per il Cile a fine dicembre per poi concludersi in Argentina il 2 gennaio 2010, e ricorda più volte i siti da poter consultare per saperne di più o per aderire alla marcia:

quello Cileno:
http://www.marchamundial.cl/

e quello internazionale:
http://www.theworldmarch.org/

[esiste inoltre un sito italiano:
http://www.marciamondiale.org/ ]

E anche questa puntata termina serenamente, e chissà se qualche ascoltatore o ascoltatrice di Radio Siglo XXI a fine dicembre 2009 parteciperà alla marcia mondiale per la pace e la nonviolenza?

1“Siamo tutti indigeni, gay, neri, giovani, donne”.