Acuarela, il Blog

 

Progetto Go'el Italia

 Go'el - Chile

 

LA CAPOEIRA E I DIRITTI DEI BAMBINI E ADOLESCENTI

Scritto da: Guerra

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La puntata di questa settimana ha visto l’arrivo alla conduzione del programa Acuarela Derecho Humano a Todo Color di Wiliam, Javier e Marcelo, tre ragazzi che partecipano al corso di Capoeira del martedí presso il PPS Acuarela.
La puntata è stata incentrata sulla Capoeira come forma d’arte di combattimento e come filosofía di vita
Qui di seguito riporto una breve presentazione di questa disciplina tratta dal sito http://www.capoeirasdb.bz.it/index.php?option=com_content&view=article&id=52&Itemid=58&lang=it

Originata circa 500 anni fa. La Capoeira, è una forma di autodifesa senza contatto espressa in forma di danza. Nata in Brasile fra le comunità di schiavi neri costretti a lavorare nelle piantagioni di canna da zucchero. Incatenati ai polsi nelle loro capanne essi inventarono una lotta, (particolarmente incentrata sulla forza e l'agilità delle gambe che vengono, in certi movimenti, come "lanciate" e fatte roteare nell'aria) per difendersi dai soprusi dei padroni e per fuggire verso la libertà. Gli elementi di danza (samba) e musica (percussioni e birimbao) contenuti nella Capoeira, vengono inseriti dagli schiavi probabilmente per mascherare le proprie intenzioni, ma sono tutt'oggi parte integrante della disciplina. Dopo aver formato un cerchio (la roda) in cui tutti suonano e cantano col Birimbao (tipico strumento a corde), si dà inizio al confronto (chiamato "gioco") tra i primi due lottatori-danzatori. Si tratta, inoltre, di una spettacolare forma acrobatica di ginnastica.
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Questa disciplina che pone le sue radici sulla schiavitù e sulla sofferenza di milioni di africani deportati nelle americhe acquisisce un valore molto forte qui a Santiago ed in particolare nella sua periferia. E’ un modo per avvicinare e agregare i ragazzi, un modo per dimostrare la spettacolaritá della nonviolenza, per pasare loro dei principi di autocontrollo e di disciplina che sono propri di questa pratica sportiva ed in particolare per ricordare come la libertá va conquistata non attraverso la violenza ma attraverso la propia autodeterminazione.
Quello che sto vedendo insegnare ai ragazzi del corso è proprio questo, non hai bisogno di essere violento per essere libero ed ottenere che i tuoi diritti vengano rispettati; devi pero essere sempre consapevole, informato, allenato e preparato al fine che quando qualcuno cercherá di togliere ció che è tuo di diritto tu possa accorgertene e lottare per riapropriartene.

"Il negro nacque per essere libero.
La capoeira nacque dal desiderio della libertà.
La storia e la cultura di un popolo stanno unite ai misteri e alla magia.
Bahia, terra madre della capoeira.
Bahia dell'acarayè.
Bahia di Mestre Pastinha.
Bahia del Candomblè".

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IL BULLISMO

Scritto da: Guerra

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La puntata di questa settimana ha visto il felice ritorno di Alessandro alla conduzione del programma in supporto di Estefani e Camila.

La puntata ha trattato tra le altre cose il bullismo nelle scuole, fenomeno che qui a Santiago e’ molto diffuso tanto che, da uno studio realizzato dalla Comisión de Educación cilena il 32% degli studenti di Santiago é stata ed é vittima di bullismo. Un ragazzo su tre.

La violenza che si esprime tra i ragazzi, senza distinzione di sesso, avviene sempre nei confronti dei soggetti piú deboli e si realizza sia attraverso molestie fisiche che psicologiche. Molto spesso questo tipo di violenza porta la vittima a emarginarsi, a smettere di frequentare la scuola e ad allontanarsi da tutti con ripercussioni molto forti sulla sua vita sociale e sulla sua crescita.

Il dato numerico che emerge da questa recerca é impressionante e evidenzia nuovamente il problema della qualitá della educazione qui a Santiago ed in tutto il Chile.


Durante la riunione di preparazione della trasmissione é stato molto interessante ció che é emerso dalle ragazze. La loro posizione, pur essendo di piena condanna nei confronti di questa pratica, dava un ampio spazio di perdono ai ragazzi che praticano il bullismo. Come hanno detto loro, se un ragazzo cresce in una famiglia dove gli atti di violenza sono all’ordine del giorno, trovará normale applicare la stessa modalitá in tutte le sue relazioni sociali.

Questo a mio avviso é un ragionamento molto intelligente, che richiede una capacitá di analisi che mi ha piacevolmente colpito.


In tutto questo si riaffaccia in modo molto forte il tema dell’importanza dell’educazione nella scuola. Educazione di fondamentale importanza per lo sviluppo non solo culturale ma anche sociale di un giovane. La scuola é uno dei luoghi dove un ragazzo, al di fuori della famiglia, per la prima volta impara a relazionarsi con gli altri. Se la scuola non é nelle condizioni di fornire una buona offerta formativa ed educativa i fenomeni come il bullismo si amplificano.

La scuola quindi deve essere in grado di relazionarsi con i giovani e trasmettere dei principi di rispetto e uguaglianza che siano parte fondante della formazione del ragazzo.

Classi con 40 studenti e professori costantemente sottostimati non aiutano di certo alla realizzazione di questo. Mi riferisco naturalmete alla scuola pubblica, scuola normalmente frequentata dai ragazzi che vengono dalle classi piú povere che tra l’altro, sono le classi dove maggiormente si registrano casi di violenza famigliare. Proprio per questo, questi sono i ragazzi che andrebbero maggiormente seguiti e che per l’ennesima volta sono invece trascurati.


Buon ascolto



QUANDO MANCA IL DIRITTO ALL'EDUCAZIONE

Scritto da: Guerra

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Vivere in Cile, condividere del tempo con i ragazzi della Comuna della Pintana e leggere la realtà che li circonda ti mette davanti al significato vero delle cose che tante volte si sono sentite o si sono dette.

Avere il diritto di andare in una scuola che ti dia un'educazione di qualità qui a Santiago è un privilegio destinato a pochi.

Le scuole qui sono o pubbliche o private ed in un paese dove l'intervento economico statale nei confronti della scuola pubblica è assolutamente insufficiente, si decide a priori chi potrà godere di una buona educazione e chi al termine dell'ultimo anno di scuole superiori sarà a malapena in grado di leggere e comprendere quello che legge.

La legge del mercato neoliberale penetra profondamente nei basilari diritti dell'uomo, all'urlo di chi ha le capacità può riuscire nella vita. Ma questo si traduce in chi ha potere economico e privilegi acqusiti può crescere senza limiti a discapito di chi questo potere non ce l'ha che sprofonda sempre più in uno stato di povertà ed ignoranza. Chi può pagare le migliori scuole ai propri figli gli dará la possibilità di crescere socialmente de economicamente, chi non può permetterselo li vedrà, nella stra grande maggioranza dei casi, crescere senza educazione e di conseguenza con pochissime prospettive per il futuro.

Ed è così che le classi sociali ricche mantengono i propri privilegi, impedendo alle classi meno abbienti di crescere.

Ma sono certo che qualuque genitore vorrebbe il meglio per i propri figli e lo Stato, che rappresenta tutti, dovrebbe dare a tutti le medesime possibilità, valorizzando le capacità di ogniuno e permettendo a tutti di crescere intellettivamente e culturalmente.

La realizzazione di questo provoca, a mio avviso, la crescita generale dell'intero società umana.

Nella puntata di questa settimana Estefani e Camilla, le nostre conduttrici, hanno intervistato Cesar Crusat, professore di storia che ha lavorato a Santiago e a Valparaiso sia in scuole pubbliche che private, portando così la sua testimonianza diretta di come le differenze economiche siano la chiave fondante delle ingiustizie sociali che si perpetuano in questo paese.

Buon Ascolto

 

 

 

1 MAGGIO IN TUTTO IL MONDO

Scritto da: Guerra

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La trasmissione radiofonica di questa settimana, oltre all’intervista a Gabriel Munoz, membro della Comunitá Papa Giovanni XXIII e ex direttore del PPC Acuarela che ha portato la sua testimonianza di 10 anni di attivitá nella struttura, ha avuto come tema la festa del 1 Maggio, festa dei Lavoratori.

Il Primo Maggio ho partecipato alla marcia dei lavoratori che si e´svolta nel centro di Santiago e ho avuto sensazioni molto contrastanti.
La manifestazione é stata partecipata, piena di colori, musica e balli.
Le organizzazioni sindacali ed i partiti di sinistra hanno partecipato con forza in un turbinio di slogan e di striscioni, le organizzazioni Mapuche portavano con onore i loro simboli rivendicando il diritto di essere liberi e non discriminati e le associazioni dei famigliari dei desaparecidos portavano al petto le foto dei loro defunti durante la dittatura con la dignitá di chi non desidera vendetta ma ricordare a tutti che troppo spesso la storia si ripete quando le atrocitá vengono dimenticate.
Quello che a mio avviso mancava erano le persone comuni, come se manifestare affinché il diritto al lavoro, il diritto ad essere pagati in modo giusto lavorando in sicurezza fosse di interesse esclusivo delle associazioni e non di tutta la popolazione.

Questo, tengo a specificare, é una pura impressione che non é corroborata da nessun dato ma la riporto perché mi ha fatto salire una riflessione.
La libertá di dire quello che si pensa non é solo un diritto da difendere, é soprattuto un modo di essere ed é anche una capacitá che si apprende. Credo che i 15 anni di dittatura militare di questo paese, caratterizzati da violenza e repressione sistematica influiscano tutt’ora nella gente, nonostante siano passati 23 anni, perpetrando una sottile linea di paura nelle persone che in dittatura sono cresciute e che ora hanno l’etá per opporsi al sistema.
Questo é un altro ostacolo alla realizzazione piena dei diritti umani qui in Cile ama é anche la spinta constante per chi lavora con le nuove generazioni al fine di aiutarli a costruire una coscienza di diritto che sia la nuova base per la rigenerazione di questo paese.

Buon ascolto

 

Uno ci prova

Scritto da: Guerra

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Questa settimana nella quale si celebra la Pasqua Cattolica le ragazze che partecipano e conducono la trasmissione rediofonica hanno scelto di intervistare il parroco della chiesa di San Riccardo, parrocchia che collabora con il PPC Acuarela, portando cosí la sua testimonianza rispetto al suo lavoro con la gente del quartiere. Dall’intervista é emerso il suo tentativo quotidiano di diffondere principi e valori legati al rispetto, l’amore e la giustizia, essenza del messaggio cristiano, in un territorio caratterizzato da violenza, odio e ingiustizia. Un lavoro difficile fatto di ostacoli, inciampi e cadute.

Le sue riflessioni mi hanno fatto ricordare un messaggio di Madre Teresa di Calcutta lettomi qualche giorno fa da Paola, un Casco Bianco come me qui in Cile.

Sono convinto che realizzare ogni giorno, ogni istante quello che Madre Teresa ci invita a fare sia profondamente difficile, ma sono altrettanto convinto che l’esperienza come Casco Bianco sia un passo in avanti in quella direzione.

DAI IL MEGLIO DI TE
L'uomo è irragionevole, illogico, egocentrico
NON IMPORTA, AMALO
Se fai il bene, ti attribuiranno secondi fini egoistici
NON IMPORTA, FA' IL BENE
Se realizzi i tuoi obiettivi, troverai falsi amici e veri nemici
NON IMPORTA, REALIZZALI
Il bene che fai verrà domani dimenticato
NON IMPORTA, FA' IL BENE
L'onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile
NON IMPORTA, SII FRANCO E ONESTO
Quello che per anni hai costruito può essere distrutto in un attimo
NON IMPORTA, COSTRUISCI
Se aiuti la gente, se ne risentirà
NON IMPORTA, AIUTALA
Da' al mondo il meglio di te, e ti prenderanno a calci
NON IMPORTA, DA' IL MEGLIO DI TE

 

 

BLOG DEL 14-4-11

Scritto da: Guerra

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Balli tradizionali

Nell’ultima trasmissione del programma Acuarela Los Derecos Humano a todo Color le conduttrici Camilla e Estefani hanno voluto intervistarmi per conoscere e far conoscere chi sono e cosa sto facendo qui in Cile.

Approfitto allora del Blog per presentarmi e per spiegare quali attivitá io ed i miei compagni Caschi Bianchi (vedi il post di martedi 15 marzo 2011) stiamo realizzando.

Mi chiamo Stefano, ho 28 anni e ho intrapreso questa esperienza come Casco Bianco il 10 gennaio. Prima di venire in Cile mi occupavo dell’organizzazione di spettacoli teatrali nella regione da cui provengo, il Veneto. Nonostante il lavoro fosse stabile e molto stimolante il desiderio di fare un’esperienza all’estero che mi portasse a confrontarmi con realtá difficili era troppo forte percui decisi che era il momento adatto per dare una svolta alla mia vita e vedere dove potevo arrivare. Ed eccomi in Cile, dove staró per 9 mesi fino alla fine di dicembre.

Oltre alla ricerca di una esperienza significativa fuori dai confini europei ció che mi ha spinto a questa scelta é il principio con cui i Caschi Bianchi sono portati ad operare e cioé andare a condividere le situazioni di povertá e disagio al fine di poterle comprendere profondamente.

 Il Comedor

 

Qui a Santiago i progetti sono molti ed ognuno dei Caschi Bianchi é impegnato in almeno uno di questi.

I progetti a cui partecipano sono:

Acuarela che si occupa di prevenire le violazioni dei diritti dei bambini e dei giovani, di promuovere nella societá civile la conoscenza e la difesa dei diritti dell’infanzia attraverso la partecipazione attiva dei giovani in differenti tipi di attivitá (ludiche, sportive e artistiche, ecc). Inoltre il progetto Go’El e il Programma di Prevenzione Comunitaria Acuarela cooperano alla realizzazione di un laboratorio di teatro sociale per adolescienti e alla realizzazione del programma radiofonico Acuarela Los Derechos humano a todo color

Il Comedor, una mensa per i poveri che offre quotidinamente il pranzo a circa 60 persone, tutti i giorni della settimana, con l’obiettivo, oltre a soddisfare un bisogno primario, di attivare programmi di riabilitazione e di reinserimento sociale;

Il “Proyecto Sol”, progetto rivolto a bambini, giovani e adulti con disabilitá uditiva che realizza realizza laboratori di lingua dei segni cilena e cultura dei sordi, di educazione ambientale, di teatro, d’arte e appoggio scolastico e alle famiglie.

La Pronta Accoglienza, casa in cui si ospitano minori con precedenti giudiziari; la pronta accoglienza si sostituisce al carcere dando la possibilitá ai ragazzi di vivere in un ambiente protetto avviando cammini di ricostruzione affettiva e reinserimento sociale.

L’Escuelita, progetto di doposcuola per i bambini della Comuna di Peñarolen dove, oltre a svolgere i compiti scolastici, i bambini svolgono attivitá ludiche e hanno la possibilitá di cenare (la once, come si chiama qui) garantendogli cosí un pasto.

I Caschi Bianchi inoltre vivono in case dove vengono accolti bambini, giovani e adulti che per problemi di salute e/o famigliari, non hanno una casa e una famiglia con cui vivere.

Questo completa pienamente l’esperienza di condivisione che stiamo vivendo ponendoci sempre a contatto di chi é in difficoltá.

Buon Ascolto

Il Projecto Sol

 

RIPARTE RADIO ACUARELA – DERECHOS HUMANOS A TODO COLOR

Scritto da: Guerra

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Ale Dj

Ricomincia per l’anno 2011 l’esperienza radiofonica per i ragazzi del progetto Acuarela, esperienza che comincia anche per me.

 
Durante la riunione di redazione Estefani e Camilla, le conduttrici del programma, hanno impostato i temi e le notizie da trattare decidendo, questa prima puntata di presentare il progetto radiofonico di quest’anno che vede l’inserimento di alcune nuove rubriche che ritengono essere interessanti per i loro coetanei come il gioco a premi, l’oroscopo e consigli per una vita sana. 

Estefani y Camilla

Le ragazze sono entusiate e molto partecipative e cercano di farmi partecipare a mia volta.

 
Il mio ingresso peró é un pó timido, cerco di farmi avanti ma il mio spagnolo arranca ancora e quindi sono un pó intimorito.
 
Dopo la riunione ci spostiamo alla sede di Radio Siglo XXI, ed é esattamente come me l’aspetto, piccolissima, due stanzine, una di regia e una per gli speaker, da dove peró si sente il desiderio di dare voce alla gente comune.
 
Ho avuto l’impressione di entrare in una radio libera come ne esistevano negli anni 70 in Italia e la cosa mi ha un pó emozionato visto che la mente é volata subito a Radio Out da dove Peppino Impastato si riprendeva il suo diritto di criticare il sistema mafioso del suo piccolo paese di Cinisi.

Estefany y Camilla y Leo concentrati

 
Questo diritto di espressione viene ora dato a questi ragazzi che, anche se non riescono a comprendere pienamente l’importanza di ció, stanno imparando che la libertá di poter dire quello che si pensa richiede impegno ma che non gli puó essere tolta.
 
Sono realmente felice e onorato di far parte di questo progetto.

buon ascolto a tutti

Estefany y Camilla y Leo di lato

Estefany y Camilla y Leo

PPC ACUARELA

Scritto da: Guerra

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E’ passato un mese dal mio arrivo in Cile e credo sia ora e tempo di spiegare il progetto che sto seguento: il Programma di Prevenzione Comunitaria Acuarela.

Il progetto si pone come obiettivo principale quello di “prevenire le violazioni dei diritti dei giovani” realizando attivitá d’intervento che siano sviluppate e concordate assieme ai bambini, i giovani, le famiglie e le istituzioni presenti nel territorio della Comuna della Pintana.

Il progetto appunto é inserito nella Comuna della Pintana, comune della Regione Metropolitana di Santiago e collocata nella periferia sud. Questo comune ha una popolazione superiore ai 190.000 abitanti ed e´caratterizzata da una forte presenza giovanile; il 45% di questa popolazione ha meno di vent’anni ed il PPC Acuarela si rivolge proprio a questa fascia d’etá.

La Pintana puó essere considerata una delle aree di santiago dove la povertá é piú forte e questa realtá é causa diretta di moltissime problematiche qui diffuse come lo spaccio ed il consumo di droga, l’abuso di alcol, violenza intrafamiliare e le gravidanze precoci, tutte problematiche che inserite in una situazione di degrado come questa si autoalimentano e impediscono la realizzazione dei diritti dei suoi abitanti.

Il PPC Acuarela lavora con questi giovani, realizando attivitá di carattere ludico ricreative, con l’obbiettivo principale di dimostrare loro che nonostante vivano in situazioni di constante disagio, il loro futuro non deve essere obbligatoriamente questo e che attraverso la realizzazione dei loro diritti possano riscattare la loro vita.

 
Naturalmente la realizzazione di questo richiede molto impegno e molta forza di volontá da parte degli operatori dell’Acuarela soprattutto perché molto spesso la realtá che circonda il progetto é talmente forte che con facilitá si reprende quei ragazzi con cui da anni lavori.
 
I principali progetti che stanno cominciando quest’anno sono: il corso di teatro, il progetto radiofonico, il corso di capoeira, la realizzazione dell’opera musicale Il Mago di Oz e la realizzione di uno spettacolo di Teatro Bar, progetti sui quali vi terro’ informati durante la mia permanenza qui. 

 

DARE VOCE AI BAMBINI

Scritto da: Guerra

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Il progetto Acuarela, soprattutto nella sua espressione radiofonica, si pone come obiettivo il dare voce ai bambini ed ai ragazzi che partecipano alle sue attivitá.

 
La carta dei diritti del bambino pone la loro la liberta’ di espressione e di partecipazione alla vita sociale come un punto fondante, ponendo cosí il loro pensiero al pari degli adulti.

Proprio per questo, al fine di fare un ulteriore passo nel raggiungimento della realizzazione dei diritti del bambino, venerdi 8 aprile ’11 si é nuovamente attivato il progetto Voceros.

Questa progetto mette assieme 3 rappresentanti di ogni gruppo (in totale 15 rappresentati) dell’Acuarela che si incontrano mensilmente e assieme condividono le attivitá che ogni singolo gruppo realizza e portano la voce dei singoli gruppi all’intero progetto.

Il gruppo dei Voceros a sua volta é inserito nel Foro Infancia che comprende tutti i giovani rappresentati dei progetti a carattere sociale della Regione Metropolitana di Santiago.

Condivisione e partecipazione sono alla base di questo progetto che vuole allargare i confini di espressione di questi ragazzi che in questo modo hanno la possibilitá di portare fuori dal loro singolo Comune la loro esperienza e la loro realtá.

Proprio per questo il progetto si inserisce in ulteriori reti che hanno respiro regionale, nazionale ed internazionale e che lo scorso anno ha portato una giovane rappresentante dell’Acuarela al Forum Iberoamericano di bambine, bambini e adolescenti svoltosi in Buenos Aires assieme ai rappresentanti di tutti i paesi dell’America Latina.

Per dare valore a questo nuovo inizio, questa settimana riproponiamo la trasmissione del 1 luglio 2010 che aveva come tema il Foro Infancia.

 

IN CILE COME IN ITALIA, L’ACQUA IN MANO AI PRIVATI

Scritto da: Guerra

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L’acqua è un bene indispensabile alla vita e non puó e non deve essere oggetto di speculazione privata.

 
La comuna di Maipu é l’unico dei 33 comuni che compongono la cittá di Santiago del Cile ad avere una gestione pubblica degli impianti di distribuzione dell’acqua.

L’associazione Ciudadanos en Acción denuncia che la gestione potrebbe passare in mano ai privati a causa dei mancati investimenti per la potabilizzazione delle acque reflue da parte della azienda municipalizzata.

Sicuramente una gestione del sistema idrico che tenga come principio di base la salute dei fruitori e dell’ambiente é fondametale ma é altrettanto importante che l’acqua venga considerata un bene pubblico e non sia quindi trasformata in oggetto di scambio a fini di speculazione.

In previsione del referendum italiano del 12 giugno 2011 che ha come scopo impedire la privatizzazione dell’acqua e dei suoi impianti di distribuzione, riteniamo sia fondamentale ribadire questo concetto, in particolare vedendo e vivendo la situazione cilena dove la privatizzazione della maggior parte dei servizi, a favore spesso di multinazionali straniere, é causa di un aumento dei prezzi che accentua sempre piú la differenza tra ricchi e poveri.