Acuarela, il Blog

 

Progetto Go'el Italia

 Go'el - Chile

 

Imprevisibilidad de la libertad de expresión

Scritto da: Alessandro Lodi

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"Imprevisibilidad de la libertad de expresión"

Cuando supe acerca del programa radial “Acuarela derechos humanos a todo color”, no lograba imaginar el modo en que se llevaba acabo un proyecto como este; hasta que afortunadamente pude escuchar varias trasmisiones, e incluso, asombrarme gratamente respecto de las extraordinarias capacidades de sus relatoras: Ninoska, Betsy y Helen, en las trasmisiones que pude escuchar, se deja ver la importancia de los derechos humanos, pero más exactamente, acerca de los derechos de los niños; en este sentido, un programa realizado por niños me permite visualizar un cara a cara, una situación en que los niños y adultos logran encontrarse en un espacio para comunicar, compartir; pero sobre todo, para poner en aprietos a los adultos, es el caso de varias transmisiones en las que sus relatoras, de manera asombrosa, lúdica e ingenuamente logran empoderarse de la palabra para hacerla pregunta y provocación: “¿qué sabe usted de los derechos de los niños?”, una pregunta simple, pero profunda en sus intensiones que termina por ajusticiar y colocar sobre la mesa este tema. Es irónico que en algunas transmisiones, las personas invitadas se perciban hasta confundidas por la pregunta, se deja ver una posibilidad interesante, que sean los niños quienes enseñan a los adultos sus derechos, este darle la vuelta a la situación permite nuevas posibilidades de comunicación y encuentro, porque abre la palabra y la voz a quienes muchas veces la tienen silenciada.

Fernanda Gutiérrez  - profesora e investigadora

Ninoska alle prime esperienze in radio

L’imprevedibilitá della libertá d’espressione”

Quando ho sentito parlare per la prima volta del programma radiofonico “Acuarela derechos humanos a todo color”, non riuscivo ad immaginare come si potesse realizzare un progetto come questo; quando fortunatamente ho potuto ascoltare varie trasmissioni e, addirittura, stupirmi piacevolmente delle straordinarie capacitá delle sue conduttrici: Ninoska, Betsy e Hellen. Nelle trasmissioni che ho potuto ascoltare si sottolinea l’importanza dei diritti umani e piú esattamente dei diritti dell’infanzia; in questo senso, un programma realizzato da bambini e adolescenti permette visualizzare un faccia a faccia, una situazione nella quale i bambini e gli adulti riescono ad incontrarsi in uno spazio dove possono comunicare, condividere; peró soprattutto, mettere in imbarazzo gli adulti. In molte trasmissioni le conduttrici, in maniera sorprendente, ludica e allo stesso tempo ingenuamente, riescono a impossessarsi della parola per trasformarla in domanda e in provocazione: “cosa sá sui diritti dei bambini?”.

Una domanda semplice, peró profonda nelle sue intenzioni, che finisce per dare giustizia e rilevanza al tema. É ironico come in alcune trasmissioni, le persone invitate si percepiscano addirittura confuse dalla domanda. Emerge una possibilitá interessante, che siano i bambini coloro che insegnino agli adulti i propri diritti. Questo ribaltamento della situazione crea nuove possibilitá di comunicazione e incontro, perché dá la parola e la voce a chi molte volte é costretto a privarsene.

Fernanda Gutiérrez  - professoressa e ricercatrice

 Ninoska oggi

 

Benvenuti alla Pintana: un luogo dove la gente cerca una opportunitá per essere felice

Scritto da: Alessandro Lodi

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Vorrei approfittare di questo spazio per parlare un po' del Cile e soprattutto della “Comuna della Pintana”. Contestualizzare il lavoro che stiamo facendo a Radio Siglo XXI e´ fondamentale affinché chi ci segue dall’Italia possa comprendere a pieno l’importanza che per i nostri ragazzi ha “Acuarela derechos humanos a todo color”.

L’immagine internazionale del Cile é quella di un paese dotato di una economia stabile e in continua e forte crescita, alta produttività, conti pubblici solidi e più in generale, una gestione delle variabili macroeconomiche “esemplare”. Il Cile viene quindi inevitabilmente percepito dall’opinione pubblica mondiale come un paese relativamente ricco e dinamico, sostanzialamente un modello per numerosi altri paesi “in via di sviluppo”.

La realtà sociale del paese è però più complessa. Questo stesso Cile é infatti uno dei 10 paesi al mondo con il tasso piú alto di disuguaglianza nella ridistribuzione delle ricchezze, conseguenza del modello di sviluppo neoliberale che si è affermato grazie al Regime Dittatoriale di Pínochet.

Tale disuguaglianza é particolarmente visibile nella Comuna della Pintana. I dati dell’indagine socioeconomica nazionale (CASEN 2006), segnalano che approssimativamente il 17,2% della popolazione si trova sotto la soglia di povertà, valore superiore alla media nazionale (13,6%). La linea di povertà, però, viene fissata in corrispondenza di redditi mensili pari a pesos $ 47.099 (circa 67€), risorse assolutamente incompatibili con il costo della vita, facendo dedurre che l’area della povertà è molto più estesa di quella definita dalla statistiche ufficiali.

In mancanza di studi approfonditi da parte delle istituzioni locali sulla vulnerazione dei diritti dell’infanzia, é possibile fare riferimento ad una indagine realizzata dalla Comunitá Papa Giovanni XXIII nel 2005 su circa 180 bambini e giovani di età compresa tra i 6 e 18 anni che hanno frequentato il PPC Acuarela. Dall’indagine emerge che la violenza intra-familiare e il maltrattamento minorile rappresentavano il principale motivo di ingresso dei minori nel PPC. Il 69% ha subito forme di violenza psicologica, il 34% è stata vittima di violenza fisica o negligenza da parte degli adulti, il 61% delle famiglie presentano relazioni familiari segnate da situazioni di violenza. Tra i bambini che hanno frequentato il PPC Acuarela troviamo minori in stato sociale disagiato, iper-attivi e con comportamenti devianti.

Questa violenza strutturale si genera anche a partire dall’alto grado di sovraffollamento e promiscuità provocato dalla conformazione dei gruppi familiari estesi. Secondo uno studio del CONACE del 2003 (consiglio nazionale per il controllo degli stupefacenti) effettuato in “El Castillo”, uno dei quartieri in cui vivono alcuni dei bambini che frequentano il PPC Acuarela, nel 44% delle case vivevano mediamente sei o sette persone, nel 20% addirittura otto o di più persone.

In questo contesto di violenza e emarginazione, “Acuarela derechos humanos a todo color” diventa uno spazio di svago e allo stesso tempo di resistenza per i nostri ragazzi.

Questa settimana riproponiamo la trasmissione in cui abbiamo ospitato Jorge Valdivia, l’assistente sociale del “Centro de Salud Familiar” Flor Fernandez, che ci parla di alcune delle iniziative che si organizzano, in questo contesto di povertá e violenza, per aiutare la gente a trovare una opportunitá per essere felice!

 

Quotidianitá

Scritto da: Utenti Vari

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Autore: Irene Antonietti

AUTUNNO SEGRETO

Quando le amate parole quotidiane
perdono il loro senso
e non si puo' nominare nè il pane,
nè l'acqua, nè la finestra
e la tristezza e' come un anello perso sotto la neve
e il ricordo una falsa speranza da mendicante,
e ci sembra falso ogni dialogo che non sia
con la nostra desolata immagine,
possiamo pero' tornare a guardare le stampe consumate
nel libro del fratello minore,
possiamo tornare a salutare i piatti e le tovaglie apparecchiate sopra il
tavolo,
e vedere che nella vecchia credenza conservano la loro allegria
il liquore di ciliege che preparò la nonna
e le mele nascoste a riposare.

Quando la forma degli alberi
non è altro che il lieve ricordo,
come una bugia inventata dalla oscura memoria dell'autunno,
e i giorni tengono la confusione
della soffitta dove nessuno vuole entrare
e il crudele biancore dell'eternità
fa si che la luce fugga da se stessa,
qualcosa ci ricorda la verità
che amiamo prima di conoscere:
i rami scricchiolano lentamente,
il granaio sogna un'altra volta con il sole,
accendiamo per la festa
i pallidi candelabri del salotto polveroso
e il silenzio ci rivela il segreto
che non volevamo ascoltare.

Jorge Teillier

 

OTOÑO SECRETO

Cuando las amadas palabras cotidianas
pierden su sentido
y no se puede nombrar ni el pan,
ni el agua, ni la ventana,
y la tristeza ha sido un anillo perdido bajo nieve,
y el recuerdo una falsa esperanza de mendigo,
y ha sido falso todo diálogo que no sea
con nuestra desolada imagen,
aún se miran las destrozadas estampas
en el libro del hermano menor,
es bueno saludar los platos y el mantel puestos sobre la mesa,
y ver que en el viejo armario conservan su alegría
el licor de guindas que preparó la abuela
y las manzanas puestas a guardar.

Cuando la forma de los árboles
ya no es sino el leve recuerdo de su forma,
una mentira inventada por la turbia
memoria del otoño,
y los días tienen la confusión
del desván a donde nadie sube
y la cruel blancura de la eternidad
hace que la luz huya de sí misma,
algo nos recuerda la verdad
que amamos antes de conocer:
las ramas se quiebran levemente,
el palomar se llena de aleteos,
el granero sueña otra vez con el sol,
encendemos para la fiesta
los pálidos candelabros del salón polvoriento
y el silencio nos revela el secreto
que no queríamos escuchar.

Jorge Teillier

 

 Cij acuarela actividades promocionales

Vivire un terremoto, come quello che ha fatto tremare il Cile lo scorso 27 febbraio  segna un punto indelebile nella vita delle persone.  C'è un prima e c'è un dopo. Ovviamente il dolore di chi ha perso amici, parenti, case è imparagonabile a ciò che sente chi, come me, non ha che un paio di tazze rotte, una librería caduta, un po' di disordine (dentro e fuori a uno stesso).

Però credo che sia inevitabile confrontarsi con la sensazione di precarietà, con la forza di una natura a cui solo ci si può abbandonare, e questo chissà  ci fa sentire come nella poesia di Teillier, incapaci di ritornare alla  quotidianità, che ci sembra spogliata anche dal profumo del pane.
Si resta lì, un po' sospesi, un po' impauriti, muovendo passi però senza troppa convinzione.
Chissà in questi momenti davvero si tratta di ritornare alle cose piccole, a quelle che apparentemente non hanno significato, ma che sono briciole impareggiabili di vita....nel fondo, come dice la poesia, tornare a credere nella tavola apparecchiata.....
Personalmente sento che per me, che da due anni ho scelto di vivere in questa terra così distante dalle persone che amo, questo momento è un invito a ritrovarmi, a ritrovare  le motivazioni di una scelta che sembrano essersi nascoste e cercare le candele per illuminare, un' altra volta, il cammino.

Per questo, con Alessandro, siamo andati a scovare una vecchia trasmissione della radio. Ci siamo messi ad ascoltarla. C'è Edoardo che ride, Ninoska che parla dei diritti dei bambini. Ci sono le parole snocciolate in un castigliano quanto mai precario, ci siamo noi, in un ricordo che prende voce, che scalda, che chissà ci  indica  dove ritrovare quel prima che oggi ci sembra così distante.

 

Programa Acuarela

Scritto da: Elena

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Mi chiamo Elena, ho fatto servizio civile nazionale all’estero come Casco Bianco a Santiago del Cile nell’anno 2005/2006. Con Francesca e gli amici della Pintana, quasi per caso, abbiamo dato inizio al Programma Acuarela, Derechos Humanos a todo color.

Eravamo in Cile da qualche mese, avevamo anche altri progetti ma quello che ci riempiva le giornate era il lavoro al Centro Infanto Juvenil de la Pintana aiutando le educatrici nel loro lavoro con i bambini.
Li, in mezzo al trambusto quotidiano delle cose da fare, gruppi da gestire, laboratori da seguire, da un po’ sentivamo come un brusio costante, un chiacchiericcio che non ci era molto chiaro, in cui però spiccava insistentemente il nome di una radio. Era da molto che si erano cominciate delle trattative per avere uno spazio in una radio locale.
C’erano molte idee, qualche resistenza, forse un po’ di incertezze.
Però alla fine era arrivato il giorno! Ci informarono che potevamo fare un programma settimanale nella radio comunitaria Siglo XXI.
 
 
Fondamentalmente, quello di Radio Siglo XXI voleva essere uno spazio per dar voce ai bambini dell’allora Centro Infanto Juvenil Acuarela.
Si trattava di una radio comunitaria nella comuna della Pintana, che funziona secondo le migliori tradizioni  Latinoamericane di radio e televisioni locali, che hanno un raggio di trasmissione limitato e una programmazione legata al territorio in cui si trovano.
Cosi, con il mio spagnolo ancora incerto, una personale mancanza di confidenza con il mezzo radiofonico, nel 2006 si e’ cominciata l’avventura con la mia compagna Francesca (per fortuna decisamente più a suo agio di me).
Ricordo distintamente l’emozione dei ragazzi o la loro reticenza quando salivano sul pulmino per portarli alla radio, sembrava quasi che in tutti quest’esperienza provocasse delle emozioni, nessuno restava indifferente, o la amavano o la odiavano.
O le riunioni più o meno organizzate per preparare le trasmissioni, o quando per problemi tecnici (magari avevamo invitato qualcuno che alla fine non era venuto) ci trovavamo a dover reimpostare tutto all’ultimo minuto.
 
Poi durante i mesi di programmazione abbiamo inserito anche molte altre esperienze, come la trasmissione che andrà in onda oggi.
In questo caso specifico ci avevano accompagnato in studio due amici, Marco Coscione e Luis Vinegas (Marco era Casco Bianco come noi, Luis era un attivista per i diritti umani). Con loro abbiamo discusso della ROC (Red Cilena de Obiecion de Conciencia) di cui la  Comunidad Papa Juan XXIII faceva parte, e della lotta che si stava portando avanti per far valere i diritti degli obiettori di coscienza al servizio militare.
Era un tema che ci toccava molto, anche perché era la parte del nostro progetto che ci permetteva di entrare più in contatto con altre realtà associative, di confrontarci con la politica, di organizzare eventi e manifestazioni coinvolgendo la società civile. E ci sembrava importante usare ogni mezzo possibile per portare informazione su questo tema ai giovani Cileni.
 

La fine di un “ciclo”

Scritto da: Alessandro Lodi

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Alessandro Lodi

Il giorno che entrai per la prima volta a Radio Siglo XXI lo ricordo ancora benissimo. Era un giovedí caldo e secco dell’ormai lontano marzo del 2008. Non avevo mai visto una radio da vicino. Ero emozionato e nervoso. Parlavo uno spagnolo pessimo e mi tormentava l’idea di gestire uno spazio radiofonico.

“Non ho l’esperienza per farlo!” Questo mi ripetevo in continuazione.

Per dirla come Fernanda Gutiérrez, una giovane e promettente filosofa cilena, ero troppo focalizzato sul fine e troppo poco sul processo.

Quando l’altra sera ho accompagnato alla radio i nuovi Caschi Bianchi (Elisa, Marco e Serena) mi sono rivisto nei loro volti, nelle loro paure e incertezze. Da ora in poi saranno loro a gestire, insieme ai ragazzi, questo spazio.

...in cabina di regia...

Ma non crediate, cari caschi bianchi, di liberarvi di me! Due anni passati a Radio Siglo XXI non si dimenticano facilmente......

 
Tornando al debutto dei tre nuovi “caschi” non si puó certo dire che si sia trattato di una passeggiata: oltre alle presentazioni di rito sono stati “costretti” a cantare gli auguri di buon compleanno alla nostra Betzy che proprio a Radio Siglo XXI festeggia i suoi 14 anni!

Serena, Elisa e Marco

 
Ma questa prima apparizione radiofonica di Elisa, Serena e Marco é stata anche l’occasione per discutere con Tania Guajardo, assistente sociale del Consultorio San Rafael, uno dei 13 “Centros de Salud” presenti nella Comuna della Pintana.

Ancora una volta abbiamo ospitato un Centro de Salud, nella convinzione che queste strutture, per i servizi che offrono (orientamento sui programmi sociali e sanitari; consultorio familiare, educazione sessuale ecc), rivestano un ruolo di fondamentale importanza per marginare gli enormi problemi sociali generati dalla povertá, la disoccupazione, la criminalitá, l’emarginazione e l’ignoranza.

Tania Guajardo

Purtroppo il prezioso lavoro di tanti professionisti rischia di essere un semplice “cerotto” se il sistema economico e sociale nel quale viviamo, e che si basa sullo sfruttamento sistematico dell’uomo e della natura, non verrá modificato alla radice. “Un altro mondo é possibile!” era lo slogan che accompagnava il mio impegno politico e sociale in Italia. Qui dal Cile avrei voglia di gridare che un altro mondo é NECESSARIO!

Ninoska, Betsy e il Tio Leo

Amore Platonico

Scritto da: Alessandro Lodi

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Il poeta Marco Santo
Che cosa si intende per Amore Platonico?

Wikipedia ci puó dare quelche indizzio interessante.

Sembra che il termine amor platonicus sia stato coniato nel XV secolo da Marsilio Ficino come sinonimo di amor socraticus. Entrambe le espressioni, in Ficino, indicano l'amore diretto alle qualità morali ed intellettuali di una persona piuttosto che a quelle fisiche. I termini si riferiscono al legame affettivo molto speciale che intercorre tra due uomini, maestro e allievo, che Platone aveva descritto nei suoi Dialoghi ed esemplificato dal rapporto tra Socrate e i suoi giovani studenti, in particolare Alcibiade.

Questa formula in realtà scaturisce da un contesto filosofico in cui l'amore, inteso come moto dell'animo e non come forma di relazione, viene interpretato come impulso al trascendimento della realtà sensibile, del mondo delle apparenze, capace di muovere la conoscenza verso l'assoluto, permettendo così all'uomo di ricongiungersi con il divino, attuando cioè un processo di indiamento, come illustrato ad esempio nel pensiero di Giordano Bruno.

Un esempio concreto di questo “moto d’animo” fa parte della quotidianitá di Radio Siglo XXI. Marco Santo, il nostro ascoltatore numero 1, il protagonista di tante telefonate che rallegrano le nostre dirette, é “platonicamente” innamorato di Ninoska, la stella del programma! Non potete perdere la trasmissione di questa settimana perché Marco dará una spiegazione esemplare, e piú comprensibile di quella che ci fornisce wikipedia, del concetto di amore platonico.

La trasmissione di questa settimana é particolarmente ricca: oltre al dialogo amoroso tra Marco e Ninoska, c’é il ritorno in radio di Sole e il debutto di Cinthia, ma soprattutto la Tia Andrea, studentessa che da alcune settimane ha iniziato la sua pratica professionale al PPC Acuarela, si presenta al nostro pubblico.

Non mancate, partecipate e ascoltateci numerosi!!!!!!!

Cinthia

La Tia Andrea

 

Te recuerdo Victor

Scritto da: Alessandro Lodi

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Victor Jara, cantautore, musicista e regista teatrale oltre che importante militante del Partito Comunista Cileno, é stato senza dubbio uno dei simboli della grande esperienza storica, politica e culturale che rappresentó il governo di Unidad Popular di Salvador Allende.

L’11 settembre 1973, il colpo di stato del generale Augusto Pinochet lo sorprese nel suo ufficio all'Università del Cile. Venne condotto all’Estadio Nacional de Chile, trasformato in campo di concentramento, dove rimase prigioniero diversi giorni. Venne brutalmente torturano, le mani gli furono fratturate con il calcio di una pistola: “Suonala adesso la chitarra comunista di merda”, sembra gli abbia gridato uno dei suoi carnefici. Il 16 settembre vari colpi di pistola posero fine alle sue sofferenze. La moglie Joan fu costretta ad accompagnarlo al cimitero quasi clandestinamente.

Il 5 di Dicembre del 2009, approfittando dell’esumazione del corpo, ordinata dai Giudici che ancora stanno indagando sul suo omicidio, si sono svolti, a distanza di 36 anni dalla morte, i suoi funerali pubblici. Migliaia di persone hanno accompagnato il feretro in un lungo e commovente corteo che ha attraversato Santiago. Impossibile spiegare a parole quello che Victor Jara rappresenta per milioni di cileni che si identificarono, e ancora oggi si riconoscono, nelle sue splendide canzoni. Canzoni che raccontano la difficile vita di contadini e operai, le lotte per la libertá e la dignitá di un popolo che in quegli anni, dopo decenni di oppressione, stava rialzando la testa.

 Balli Tradizionali

Il corteo 

Il feretro tra la folla 

La scuola di teatro dell'Università del Cile saluta il suo maestro

 
Anche Acuarela - derechos humanos a todo color vuole omaggiare il grande cantautore cileno proponendo a tutti i suoi ascoltatori alcuni dei suoi capolavori.
 
Riportiamo, inoltre, l’ultima poesia scritta da Victor durante la sua prigionia, poche ore prima di essere assassinato. Il testo é giunto fino a noi grazie ai suoi compagni di cella, ognuno dei quali ne ha imparato a memoria un pezzo.

  Javi e Sole

 

¡Canto que mal me sales
cuando tengo que cantar espanto!
Espanto como el que vivo
como el que muero, espanto,
de verme entre tantos y tantos
momentos del infinito
en que el silencio y el grito
son las metas de este canto.
Lo que veo nunca vi.
Lo que he sentido y lo que siento
hará brotar el momento...

Canto, come mi vieni male
quando devo cantare la paura!
Paura come quella che vivo,
come quella che muoio, paura.
di vedermi fra tanti, tanti
momenti dell'infinito
in cui il silenzio e il grido
sono le mete di questo canto.
Quello che vedo non l'ho mai visto.
Ciò che ho sentito e che sento
farà sbocciare il momento...

Javi e Sole

Questa trasmissione speciale dedicata a Victor Jara ha visto il debutto in radio di Javiera (Javi) e Estefany (Sole) che non si sono limitate a raccontarci le attivitá che svolgono all’Acuarela -  in particolare la marcia per commemorare i 20 anni dall’approvazione della Convenzione Internazionale dei diritti dei bambini -  ma hanno dimostrato a tutti di essere delle ottime cantanti. Sole e Javi, infatti, hanno partecipato ad un laboratorio “musicale” nel corso del quale hanno contribuito alla stesura di un brano hip hop di denuncia che hanno cantato in diretta e in esclusiva per Radio Siglo XXI!

Ecco il testo:

Ojo los adultos que nos vienen a explotar su deber es trabajar, y el de nosotros estudiar,

Vamos amigo súmate a esta unión y sigamos todos juntos contra la explotación, explotación, explotación, explotación, explotación.

Mamá, papá mi derecho es estudiar y tu solo me obligas a ir a trabajar basta de abusos y de la explotación quiero recrearme tal y como soy, como soy, como soy como soy como soy!!

Occhio agli adulti che ci vengono a sfruttare, il loro dovere é lavorare, e il nostro é studiare,

Dai amico unisciti a questo gruppo e continuiamo tutti insieme a lottare contro lo sfruttamento, sfruttamento, sfruttamento, sfruttamento, sfruttamento,

Mamma, Papá ho diritto di studiare e tu invece mi obblighi ad andare a lavorare, basta agli abusi e allo sfruttamento, voglio divertirmi cosí come sono, come sono, come sono, come sono!!!!

Javi

Sole

 

La timidezza

Scritto da: Alessandro Lodi

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Il dizionario della lingua italiana definisce la timidezza come: “Carattere di chi è timido, riservato, per paura del giudizio altrui o per timore di sbagliare; comportamento impacciato e schivo”.

La timidezza è facilmente individuabile in una persona, in quanto si manifesta con rossore in viso, sudorazione, battito cardiaco accelerato, una certa compostezza e rigidità, tremori, nausea e ansia, tutte sensazioni che comunque variano sensibilmente da persona a persona.

La timedezza inoltre é meschina. Spesso si nasconde. Ti illude. Ti fa credere di essere coraggioso e poi all’improvviso ti colpisce. É un essere strano che predilige vivere in luoghi particolari. Uno di questi é sicuramente la Radio. La paura del microfono ha colpito tanti e continuerá a fare vittime.

Non c’é quindi da stupirsi se Bryan (11 anni), Nora (8), Daniza (13), Benjamin (13), Felipe (13) e Leandro (12) tutti ragazzi che frequentano il Programma di Prevenzione Comunitaria (PPC) di Pablo de Rocka, quartiere della Pinatana, alla loro prima partecipazione ad un programma radiofonico si siano fatti intimidire da quel microfono. A vederli giocare, nei minuti immediatamente precedenti la trasmissione, ci si stupiva per l’energia e la gioia che trasmettevano. Erano tutti impazienti di poter raccontare le attivitá, i laboratori e le gite realizzate grazie al PPC.

Una volta entrati nella stanzetta di registrazione l’espressione sul loro viso é cambiata. La timidezza li stava aspettando nascosta nelle piccole stanze di Radio Siglo XXI.

Benjamin, Felipe e Leandro 

I ragazzi del PPC Pablo de Rocka

 

La Convenzione Internazionale sui diritti dell'infanzia

Scritto da: Alessandro Lodi

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Acuarela alla Moneda

Il 20 Novembre del 1989 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approva la Convenzione Internazionale sui diritti dell'infanzia attualmente ratificata da tutti i paesi del mondo con l'eccezione di Somalia e Stati Uniti. Con questo trattato si introduce il concetto del bambino come soggetto di diritto invece che come mero oggetto di tutela e protezione. Ai diritti universalmente riconosciuti (quali il diritto al nome, alla sopravvivenza, alla salute, all’istruzione) si affiancano una serie di diritti di nuova generazione come il diritto all'identità del bambino, il rispetto della sua privacy, della sua dignità, della libertà d’espressione e il diritto ad essere ascoltati in tutti i procedimenti che li riguardano, compresi i procedimenti giudiziari.

In occasione del ventesimo anniversario della Convenzione, la Rete di Ong cilene che si occupano di infanzia e adolescenza  ( http://infanciachile.cl/ )  ha elaborato una proposta per la realizzazione di una politica integrale di protezione dell'infanzia scaricabile a questo indirizzo.

 Manifestazione

La proposta nasce da un lungo processo partecipativo che ha coinvolto circa 420 bambini, bambine e adolescenti tra gli 8 e i 19 anni e ben 38 organizzazioni sociali.

Trentacinque sono le proposte emerse in seguito ai diversi incontri realizzati che riguardano principalmente i modelli di protezione, le politiche pubbliche, l'interculturalità, la partecipazione e il protagonismo di bambini e adolescenti. Il risultato di questa mobilitazione collettiva è stato consegnato alla Ministra Paula Quintana Melendez, responsabile del Ministero di Pianificazione e Cooperazione, in occasione di una festosa manifestazione che ha riempito di gioia e di colori il centro di Santiago.
Di questi temi abbiamo parlato a Radio Siglo XXI con il Tio Leo, Ninoska e soprattutto con Betsy ormai parte integrante della famiglia di Acuarela: derechos humanos a todos color.

I ragazzi consegnano la proposta alla Ministra

La Ministra con i ragazzi

La Ministra

 

“Centro de Salud Familiar” Flor Fernández

Scritto da: Alessandro Lodi

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Jorge Valdivia, detto “El Mago”, é uno dei calciatori simbolo della nazionale cilena. Un “numero 10” le cui magie hanno permesso al Cile di classificarsi ai prossimi mondiali di Sud Africa 2010. El Mago é l’idolo di tutti i ragazzini della Pintana e proprio per questo abbiamo deciso di invitarlo a Radio Siglo XXI. Sfortunatamente non é stato possibile intervistare la grande stella del calcio cileno, ma siamo riusciti comunque a passare una ora interessante e divertente in compagnia di un altro Jorge Valdivia, il nuovo assistente sociale del “Centro de Salud Familiar” Flor Fernandez e responsabile del programma rivolto agli adolescenti.

http://www.cesflorfernandez.tie.cl/

I centri di salute familiare sono strutture di vitale importanza che forniscono alle famiglie quell’assistenza e quell’orientamento di base che spesso le strutture ospedaliere non sono in grado di fornire per mancanza di personale o semplicemeente perché si trovano troppo lontane dai quartieri piú periferici di Santiago. In queste strutture, ben integrate nel tessuto sociale dei singoli quartieri, si fornisce un servizio integrale che comprende la cura e la prevenzione delle malattie ma anche la promozione di stili di vita salubri. Un tema di grande importanza, soprattutto all’interno del programma rivolto agli adolescenti, é la salute sessuale. Gli adolescenti tra i 10 e i 19 anni possono usufruire gratuitamente dell’appoggio e della consulenza di psicologi, medici e assistenti sociali in grado di aiutarli a sviluppare con maggiore serenitá la propria sessualitá.

Jorge, Betzy, Ninoska

 
Jorge oltre a fornire a tutti i nostri ascoltatori informazioni utili relativamente ai servizi offerti dal Centro di salute Flor Fernandez ci parla anche di musica. É infatti un grande appossionato di hip hop. Alcune delle canzoni che ascolterete in radio sono state composte da ragazzi con cui Jorge ha avuto occasione di lavorare.
 
PS: prima di salutarci una comunicazione di servizio: io e Ninoska non eravamo soli alla radio. Un grande saluto a Betzy, 13 anni e grande amica di Ninoska, che con la sua allegria ci ha fatto compagnia questa sera. Speriamo di riaverla presto tra noi!!!!!!!