VERONICA ABATE VS ISAKATAI - (unplugged 8/11/2011)

Scritto da: Van

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Veronica Abate,classe 1993, è una ragazza che sa quello che vuole!

Questo l'ho capito dalla sicurezza, anche se un pò tradita dall'emozione, con cui ha risposto alle domande che le sono state fatte all'interno e all'esterno dello studio de "Isakatai", dov'è stata registrata la messa in onda del suo mini unplugged della durata di circa mezz'ora nella serata dell' 8 novembre 2011.

Conobbi Veronica durante una serata tra amici.

Voglio evitare di scrivere cose irrilevanti come ad esempio quale fu il primo impatto che ebbi quando le parlai.

Voglio concentrare il mio breve discorso nel momento in cui, Veronica, iniziò a suonare la sua chitarra. Prendo atto che per una buona mezz'ora mi girò per la testa l'idea di proporle un live nel nostro programma. Fortunatamente in quel momento non fui l'unico a pensarlo. Loris (Iss), altro membro dello staff de "Isakatai", ebbe la mia stessa brillante idea, e probabilmente fu quello uno dei motivi che mi convinse a proporle il progetto.

L'intervista che vi propongo è il frutto di varie domande fatte tramite e-mail e durante il mini live, successivamente rivisitate e ordinate.

Ringrazio inoltre chi ha gentilmente accettato di aiutarmi con la descrizione di Veronica (qua sotto), e come unico pegno da pagare, menzionare esplicitamente chi l'ha scritta.

Buona lettura.

Una breve presentazione di Veronica Abate.


Dire chi è in poche righe, trovo sia un compito decisamente non facile, quasi impossibile, considerando che dieci pagine non basterebbero.

Grandi occhioni verdi, passione per la fotografia, innamorata della sua Wolksvagen Polo, delle sciarpe di lana e dell'allegria. Veronica è una di quelle persone che riescono ad entusiasmarsi per le piccole cose. La sua vivacità e la sua determinazione stupiscono ogni volta anche chi la conosce già, e non si corre certo il rischio di annoiarsi, in sua compagnia.


E' una ragazza sveglia, intelligente e con tanta voglia di fare, perchè i desideri non si avverano, se non ci si impegna a realizzarli.

"Ehi, senti... Cosa ne diresti di cantare in radio?", le chiedono. Lei spalanca gli occhi, resta immobile, e lentamente assume un'espressione confusa e pensierosa.

"Ma... Davvero?" E sta già sorridendo, le ridono anche gli occhi, è più felice di una bambina con il gelato.

E ricomincia a cantare, agitata e straordinariamente felice.

Spero di aver in qualche modo dipinto l'immagine di Veronica. Non è semplice, per niente.

Solo due aggettivi, unica e fantastica.

E non è la solita sviolinata, lei lo è davvero.

Pensieri di: Andrea Dal Prà, Francesca Caglio, Gloria Medola

 

 

 INTERVISTA

Van: Come e quando hai iniziato a suonare la chitarra?
Veronica: Andavo in seconda liceo e un bel giorno chiesi a mia sorella se mi poteva prestare una chitarra e un canzoniere. Iniziai a suonare senza troppe pretese. Suonavo praticamente ogni giorno cercando soprattutto di vincere il dolore alle dita (sorride).

Van: A chi ti ispiri?
Veronica: Se proprio devo trovare una persona a cui ispirarmi,beh, quella sono io. La modestia eh... (ridacchia). Mi ispiro alla mia figura perchè voglio mettere qualcosa di mio nelle canzoni che canto cosi da non renderle tali e quali alle originali.

Van: Parlando di te con i tuoi conoscenti ho saputo che suoni anche il piano forte.
Veronica: Si, beh... Pure questo strumento lo strimpello. Non sono andata a scuola. Suonare è una parola grossa.

Van: Durante la serata in radio ci hai presentato alcune canzoni, precisiamo pure che erano delle cover e anche ben suonate. Quello che però ti voglio chiedere è questo. Hai mai avuto l'ispirazione di scrivere dei pezzi tuoi?
Veronica: Oddio (sorride)! L'ispirazione non è mai arrivata fino ad ora. Ogni tanto mi capita di suonare e magari trovare vari accordi che s'incastrano tra loro e senza perdere un attimo li scrivo. La parte testuale invece è un argomento che possiamo glissare (ride), con le parole proprio non me la cavo.

Van: Chissà, magari un giorno riuscirò a sentire questi tuoi accordi.
Veronica: Non penso. Sono egoista, penso che li terrò per me.

Van: La sera che ci siamo conosciuti hai suonato "The First day of my life" dei Bright Eyes. Proprio questa canzone è uno dei motivi che mi ha convinto a chiederti di suonare in diretta. Domanda. Perchè hai deciso di proporla anche in durante la diretta? Ha un particolare significato per te?
Veronica: Ho scelto di suonare questa canzone per il semplice fatto che mi piace moltissimo e perchè non sapevo quali altre canzoni suonare (ride), ma anche per il suo significato.
Sembra la solita canzone d'amore anche se il significato non è cosi scontato. Le parole potrebbero essere rivolte ad un amico e anche ad una madre che viene ringraziata dal figlio per averlo messo al mondo; quindi "il primo giorno della mia vita" potrebbe essere quella della vita biologica. Una strofa della canzone dice: "ricordo ancora quella volta che hai guidato quella notte, solo per ritrovarmi al mattino". Restando in tema a quello detto prima, le parole potrebbero descrivere il viaggio di una madre che sta per partorire. Nel video della canzone ci sono una serie di persone che ascoltano questa canzone con delle cuffie; tra loro ci sono fidanzati, amici, famiglie, e anche una mamma con il pancione. Una canzone d'amore universale (allarga le braccia e sorride). Questa canzone mi ha colpito a tal punto che assieme a mia sorella l'ho tradotta e scritta su un biglietto per il compleanno di mia madre.

Van: In conclusione, come hai vissuto questa esperienza radiofonica?
Veronica: Inizialmente ero molto agitata. Questa è stata la mia prima volta in radio ma comunque credo di essermela cavata bene. Non so come ringraziarvi. Vi offrirò una cena. Grazie ancora.