PAGANESIMO et RINASCIMENTO, buon dōdekaēmeron

Scritto da: Radu

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Dopo una pausa dalla trasmissione (che riprenderà il 21 gennaio) torniamo proponendovi un passo di un libro - Tenebroso Natale di Eraldo Baldini e Giuseppe Bellosi (Laterza, 2012) – che in questo periodo dell’anno riprendiamo in mano sempre volentieri. Le righe che abbiamo scelto trattano dei dodici giorni che vanno dal Natale all’Epifania del calendario cristiano ma che hanno, al solito, significati ben più antichi e profondi.


“Durante il dōdekaēmeron si confondono gli opposti, si annullano le differenze e le barriere che separano la dimensione terrena da quella ultraterrena (cioè quella dei vivi da quella dei morti), il quotidiano dal meraviglioso e dal soprannaturale; giorni per questo di gioia ma anche di paura, di trepida attesa e di forte tensione; giorni in cui si confondono il nunc e il semper, in cui si cancella e si supera il «tempo vecchio» e ci si dà alla fesa, alla crapula all’«orgia», oltre che a ritualità complesse e non sempre «festose» (di espulsione, purificazione, rinnovamento) per tornare al caos primordiale, costruendo così le premesse di una nuova Creazione, quindi dell’avvento di un «tempo nuovo» che parte dall’annullamento del precedente, come il « vecchio sole morente rinasce» subito dopo la crisi solstiziale attraverso il riallungarsi dei giorni, nell’ottica di un mito portante della religiosità primitiva e precristiana: quello dell’«eterno ritorno».”