Giorno 21 del mese: Wazza ricorda Francesco Di Giacomo

Scritto da: MAT2020

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21 Novembre
 
Il tuo noioso lavoro è il sogno di un disoccupato.
La tua piccola casa è il sogno di un senzatetto.
I tuoi pochi soldi sono il sogno di chi non ha nulla.
Il tuo bambino irrequieto è il sogno di chi non può avere figli.
Sii sempre grato per quello che hai.
(anonimo)
 
Ci sarai sempre. Buon viaggio Capitano…
Wazza
 
Ricordo di Massimo Biagini
 
- “Francesco ti chiamo stasera… devo dirti delle cose… non ho il tuo numero”
- “Stò sull’elenco”.
 
Questo era Francesco.
Uno che ti ipnotizzava quando raccontava, si perché lui non parlava… raccontava. E saresti rimasto lì per ore, immerso in un affascinante storia, ammutolito e con gli occhi del bambino che non vede l’ora di conoscere come va finire prima di andare a letto.
Un giorno, durante le prove mi fa:
“A Biaggì, namosene a magnà na cosa”
Io di fronte a lui. In un piccolo tavolo di una trattoria ai castelli romani.
E adesso? Cosa gli dico?
Di che cosa si parla con uno che ha scritto e cantato la tua vita, che ti ha reso partecipe di emozioni travolgenti.
Solo, davanti a lui. Ma com’è possibile?
Francesco aveva una parola per tutto. Potevi parlare di qualsiasi argomento, di cucina per esempio, di storia, di politica… e non avresti mai smesso di ascoltarlo.
Sempre con gli ultimi. Un uomo di una bontà infinita e di una simpatia unica.
Chissà che cosa stai combinando.
La compagnia è buona, ma potevi aspettare… avevo ancora tanta voglia della tua voce.

Ciao Francesco!