Sono stato a un convegno di negazionisti climatici

Scritto da: unòrsominòre.

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Fridays For Future Verona mi ha chiesto di partecipare al convegno “Cambiamenti climatici e conoscenza scientifica”, organizzato da “21mo secolo”, casa editrice di testi negazionisti [1], e patrocinato da SER.I.T. srl [2], controllata di AMIA spa, a sua volta controllata di AGSM spa, società multiservizi che gestisce l’erogazione di energia a Verona in appalto comunale. Di fatto, quindi, un evento patrocinato e promosso dal Comune di Verona.

Il convegno si è tenuto la mattina di sabato 16 novembre nella sala Casarini del prestigioso hotel Due Torri, in centro città. A presiedere i lavori nella sala gremita, un gruppo di disinteressate e imparziali personalità super-partes: l’on. Paolo Borchia (eurodeputato Lega Nord), Stefano Valdegamberi (consigliere regionale del Centro Cristiano Democratico), l’on. Vito Comencini (deputato Lega Nord [3]) e Martino Cervo (direttore della testata La Verità [4]) introducono il convegno, parlando dei registri della parrocchia, delle viti in Lessinia nel 1700 che dimostrano che faceva già caldo, del ruolo della CO₂ emessa dai vulcani che secondo loro nessuno considera [5], e altre amenità su cui sorvolo.

Alle 9.30 iniziano le presentazioni dei tre scienziati intervenuti. Nessun climatologo; un chimico, un geologo, un fisico. [Nota: nemmeno io sono un climatologo, ma è proprio per questo che non mi permetto di mettere in discussione i risultati di chi lavora nel campo.]
Questi “esperti non esperti”, piuttosto noti nel giro, sono tra i firmatari di una nota recente petizione (una petizione!) ai “politici”, in cui si sostiene che non sia in corso alcuna emergenza climatica [6].

In breve, la tesi principale di tutti i relatori, ripetuta più e più volte nel corso dei loro interventi, è quella della “non scientificità” degli studi mainstream sul surriscaldamento globale – quelli cioè “catastrofisti”, e che individuano cause antropiche per il cambiamento climatico in atto, ammesso e non concesso che tale cambiamento climatico ci sia. Peccato che saranno proprio i relatori a dare prova di assoluta non scientificità. Nelle loro slides non c’è un solo riferimento bibliografico chiaro, i grafici sono spesso datati e spesso illeggibili con labels minuscole, e vengono discussi in tutta fretta. C’è un accumulo di asserzioni senza evidenze, fallacie logiche, riproposizioni di noti hoax già da tempo confutati.

Vorrei provare a riassumere alcune (chiedo perdono, non le ho annotate tutte) tra le domande e le obiezioni che avrei voluto muovere dopo ciascuna presentazione, se mi fosse stata data la possibilità di farlo, cosa che purtroppo non è avvenuta – come spiegherò – nonostante i proclami di Comencini [7] che aveva dichiarato di aver invitato gli attivisti di FFF “per dar loro la possibilità di conoscere un punto di vista differente” (di fatto assumendo quindi che nessuno si informi, nessuno conosca le tesi negazioniste, e che i “gretini” – come qualcuno durante il convegno ci ha non troppo bonariamente e con grande originalità apostrofati – siano solo ragazzini ingenui e disinformati).

Inizia il prof. Franco Battaglia, chimico all’Università di Modena [8] e noto negazionista già invitato in talk show televisivi, nonché collaboratore de Il Giornale. Battaglia inizia a elencare dati e ragionamenti che vorrebbero dimostrare, nell’ordine, che questa CO₂ non è poi così tanta perché la concentrazione nell’atmosfera è passata da 300 a 400 ppm (parti per milione) dall’era pre-industriale a oggi il che “equivale a una candelina in una stanza”; che l’anidride carbonica non è l’unico gas serra; che il riscaldamento è inferiore a un grado, quindi trascurabile; che il numero degli uragani negli USA non è cresciuto negli ultimi 80 anni rispetto agli 80 precedenti. Tutto vero, solo che dipende da come queste cose vengono presentate e da cosa si sceglie di evidenziare: si chiama cherry picking ed è un ben noto flaw cognitivo che i negazionisti usano in continuazione [9].

E allora analizziamo un po’ nel dettaglio le tesi di Battaglia. Sì, forse l’aumento di CO₂ negli ultimi 50 anni corrisponde a una candelina in una stanza (mi fido, non ho fatto i conti): ma considerando quante “stanze” ci stanno sull’intera superficie terrestre, ecco che quel +30% reale che corrisponde al passaggio da 300 (280 in effetti) a 400 ppm in 150 anni acquista tutto un altro peso, senza contare la pendenza ripidissima dell’attuale trend rispetto alla sostanziale stabilità dei due millenni precedenti – e basta guardare un grafico per accorgersene [10]:

 

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Ancora: vero, la CO₂ non è l’unico gas serra, ad esempio ci sono anche metano e protossido di azoto, meno diffusi ma più efficaci e quindi altrettanto pericolosi sul lungo periodo [11]: peccato che non li abbia mai nominati in tutto l’intervento, rendendo quindi priva di senso la precisazione. Sì, più o meno l’attuale innalzamento della temperatura atmosferica è di circa 0.9° (con un certo margine di errore), “nemmeno una febbriciattola per un corpo umano” (sic): ma questo è chiaramente un paragone privo di senso, che di per sé non può dimostrare alcunché circa gli effetti di questo innalzamento medio, arbitrariamente definito “piccolo”, su un sistema estremamente complesso come l’atmosfera del pianeta [12][13]. Vero, negli USA non si registra un numero maggiore di uragani, ma quelli che ci sono sono generalmente più violenti e durano di più [14]; inoltre non si deve mai prendere un trend locale e usarlo per provare qualcosa di globale, se si è intellettualmente onesti. Battaglia conclude con un grafico che vorrebbe usare a suo favore: mostra che le emissioni di CO₂ sono aumentate del 60% dal 1990 [15], e quindi nessun intervento di qualche percento, come richiesto ad esempio dagli accordi di Parigi, può risolvere niente. Verissimo: ma questo dimostra solo che l’intervento deve essere drastico, non che tanto vale che non ci sia!

Alla fine del talk, ingenuamente, alzo la mano per segnalare almeno qualcuno di questi punti al relatore, ma mi viene detto che no, non si accettano domande, ci sarà un “dibattito” alla fine di tutti gli interventi. Basito, replico che in nessun congresso scientifico al mondo è vietato porre domande ai relatori, e che proprio il relatore ha appena finito di dire che viene negato il dialogo tra parti avverse; mi viene intimato di tacere e di aspettare la fine del convegno (cioè almeno 3 ore dopo), mentre l’uditorio rumoreggia e mi invita a andarmene. Alla faccia del dialogo che Comencini diceva di voler promuovere…

Insomma non mi resta che sedermi e sorbirmi il successivo talk del prof. Uberto Crescenti [16], geologo dell’Università di Chieti, che inanella un’altra serie di dati cherry-picked quando non sfacciatamente falsi. Dice che il clima è già cambiato in passato, durante le ere geologiche, a causa di eventi naturali (tettonica a zolle): e certo che è cambiato (causando estinzioni di massa, en passant [17][18]), ma su tempi geologici, dell’ordine delle decine o centinaia di migliaia di anni [19], mentre quello che stiamo causando ora avviene sulla scala delle decine o centinaia di anni [20], senza il “di migliaia”, cioè mille volte più velocemente di quelli di cui ha parlato lui. Dice che con i modelli matematici “non si possono fare previsioni sul livello di innalzamento delle acque causato dallo scioglimento dei ghiacciai”, cosa ovviamente falsa [21]. Ricorda, e farebbe ridere se non facesse piangere, che “Annibale valicò le Alpi con gli elefanti, per cui faceva caldo”, usando quindi dati locali fuori contesto (e naturalmente pure poco rigorosi vista l’epoca cui si riferiscono) per tentare di estrapolare un trend globale. Ma soprattutto si concentra sul cosiddetto “grafico a mazza da hockey” [22] e sul periodo caldo medievale (PCM, [23]), una nota anomalia della temperatura media di alcune regioni intorno all’anno 1000 d.C. che viene spacciata come globale senza che lo sia stata [24]. Crescenti punta spesso il dito contro l’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change, organismo ufficiale ONU che monitora l’emergenza climatica), sostenendo che tra il primo report del 1990 e quelli successivi sia stato artificiosamente cambiato il grafico che mostra le temperatura dell’ultimo millennio (qui sotto i due grafici, da un suo paper del 2010): in realtà il plot del 1990 mostra dati relativi all’Inghilterra centrale (vedere l’Appendice A di [25]), non alle temperature globali – ancora una volta un uso improprio di dati locali.

 

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Infine Crescenti parla del consenso scientifico sul climate change, sostenendo che non sia vero che il 97% degli scienziati è concorde sulle ragioni della crisi climatica; secondo lui, la percentuale si riferisce agli scienziati che ritengono il surriscaldamento sia in atto (qualcuno seduto vicino a lui non lo ritiene, per inciso), ma tra questi la maggioranza riterrebbe che abbia cause naturali. Questo è falso [26]: il 97% è proprio la percentuale di esperti climatologi che concorda sull’origine antropica; la percentuale scende se si considerano i pareri di non esperti, “come geologi [sic] o economisti”. Anche questo farebbe sorridere se non facesse piangere.

È poi la volta del prof. Nicola Scafetta, fisico alla Federico II di Napoli. Al contrario dei relatori precedenti, lui presenta una sua tesi sulla causa delle variazioni climatiche, già discussa in una serie di articoli pubblicati nell’ultimo decennio [27][28]. In breve, Scafetta sostiene che il global warming sia in larga parte spiegabile con cicli naturali connessi ai periodi di rivoluzione dei pianeti e all’attività solare; propone quindi un modello basato su tale teoria che a suo dire concorda molto bene con le osservazioni, mentre i modelli matematici usati dall’IPCC, basati sul General Circulation Model (GCM), fallirebbero il confronto con i dati più recenti. La tesi potrebbe essere interessante (per lo meno c’è del lavoro originale), ma a parte il fatto che l’attività solare è mediamente calata negli ultimi 40 anni [29] proprio in concomitanza con il picco di riscaldamento [30], il modello di Scafetta pare cambiare nel tempo a giudicare dai grafici nei diversi articoli [31]. In ogni caso, il modello di Scafetta al massimo prova l’esistenza di una correlazione (e si sa bene che correlation is not causation), senza fornire una spiegazione fisica al trend osservato ma semplicemente notando, o sostenendo di notare, un legame tra l’andamento dei moti planetari e quello delle temperature misurate negli ultimi anni.

Di fatto, comunque, in realtà i modelli ufficiali si accordano molto bene con i dati osservativi, compresi quelli IPCC [32][33][34][35]:

 

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Scafetta poi parla del cosiddetto “ClimateGate”, uno scambio di emails tra scienziati e politici che proverebbe una cospirazione per impedire ai negazionisti di pubblicare i loro lavori: una vecchia storia già ampiamente smentita [36].

Seguono infine considerazioni sul fatto che sono i cinesi a inquinare di più (ma comunque non si era detto che tanto non è un problema?), e che quindi l’Europa non dovrebbe farsi mettere sotto. Che attualmente siano Cina e USA i maggiori responsabili delle emissioni è un dato di fatto, ma l’UE non è certo da meno e l’impronta ecologica pro-capite è molto peggiore [37]. E poi bisogna considerare che è proprio la domanda per il mercato europeo a far moltiplicare la produzione alle aziende cinesi, per non parlare della massiccia delocalizzazione dei mezzi di produzione. E in ogni caso, se pure è la Cina a fare il grosso del danno, è forse un buon motivo per sostenere che quindi tanto vale continuare a fregarcene tutti quanti? O non dovremmo invece spingere per un cambiamento che parta da noi e arrivi anche all’altro capo del mondo?

Il gran finale è un intervento (in collegamento remoto) nientepopodimeno che del professor Antonino Zichichi, novantenne, ben noto a tutti nel mondo della ricerca italiana e non esattamente con molta ammirazione (si leggano le “Zichicche”, raccolta delle sue perle ad opera del professor Odifreddi [38], o una raccolta sui suoi errori sul clima [39]). Zichichi passa lunghissimi minuti parlando del fatto che lui da tempo ha dimostrato matematicamente (sic) che viviamo nel SUPERMONDO (sic) che ha 43 dimensioni (dimensioni extra rispetto alle 4 spazio-temporali relativistiche sono previste in molte teorie di fisica contemporanea, ma asserire di aver provato senza ombra di dubbio che esistono davvero e sono proprio 43 è un appena un pochino esagerato), e in cui ci sono stati 3 Big Bang (sic). Mostra anche una slide del 1976, in cui aveva scritto “c’è l’ha” (sic), e conclude asserendo di aver di fatto dimostrato l’esistenza di Dio (sic). Poi ammonisce più volte che gli scienziati devono essere umili, e contemporaneamente sottolinea che Zichichi (parla di sé in terza persona) aveva già capito tutto quarant’anni fa; il pubblico, forse confuso dalla contraddizione, lo applaude entusiasta. Infine cita il clima ma unicamente per dire che: solo gli scienziati possono parlare di scienza, e per essere scienziati è necessario aver scoperto o inventato qualcosa (sic; ovviamente una sciocchezza, uno scienziato fa ricerca, e come dice il termine cerca, non necessariamente trova), e quindi quelli che parlano di clima non hanno il diritto di farlo, perché “non sono scienziati e non usano le equazioni” (sic).

È finalmente il momento dell’agognato “dibattito”, e dopo un paio di interventi adulanti (da parte, ahimè, anche di altri docenti universitari, a me noti avendoli incrociati durante i miei studi a Padova), avendo alzato la mano un centinaio di volte mi viene alfine concesso il microfono. Essendo Zichichi il protagonista, è purtroppo a lui che devo fare la mia domanda, e non ai quattro relatori precedenti, cui avrei gradito segnalare almeno una porzioncina delle questioni che ho sopra elencato. Tant’è; a Zichichi chiedo semplicemente quali articoli sulla crisi climatica abbia letto, perché tutti coloro che lavorano sul tema usano modelli matematici e equazioni, proprio come vuole lui, quindi non si capisce di cosa si lamenti. Il professore non sente bene, e dopo aver tergiversato un po’ e avermi fatto ripetere la domanda due volte mi risponde chiedendomi di citare qualcuno di questi scienziati del clima, e cosa avrebbe “scoperto o inventato”. Io vorrei rispondere chiedendo a mia volta cosa avrebbe “scoperto o inventato” Feynman secondo i suoi criteri, ma soprattutto notando che i climatologi hanno scoperto correlazioni tra agenti serra antropici, global warming e eventi climatici estremi; ma, sorpresa, il sempre solerte Comencini mi toglie il microfono impedendomi di fatto di dare una risposta al professor Zichichi (che certamente si starà ancora disperando perché non ho potuto soddisfare la sua curiosità). A nulla valgono le rimostranze mie e dei ragazzi di FFF: “altri hanno diritto di fare le loro domande” (che non sono mai domande ma attestati di riverenza e apporvazione), e quindi tutto finisce così, nel vociare degli astanti che mi accusano di essere un provocatore arrogante e mi intimano di andare a casa.

Se pensate che tutto sommato questa storia non sia così preoccupante, o così importante, ricordate che se nel mondo scientifico questa gente è per fortuna sparuta minoranza, così non è nel fuori dall’accademia (ve ne sarete già accorti leggendo i commenti sul tema climatico, o su Greta, che la gente lascia sui social). Inoltre, ha dalla sua i soldi (tanto da fare convegni gratuiti nel più bel hotel del centro di Verona), e tra poco vincerà le elezioni. E nel frattempo, organizza incontri di questo genere, invitando attivisti green a partecipare per dimostrarsi ecumenica e aperta al dialogo, per poi nei fatti impedire qualsivoglia confronto. Nulla di sorprendente, molto di preoccupante.

(Se qualcuno vuole un utile riassunto sulla situazione reale del clima, ecco qui

 

201910

 

 

e qui un utile vademecum contro le bufale più comuni. Infine, se qualcuno avesse dubbi circa la veridicità del resoconto, qui un articolo della parte avversa, con un paragrafo finale dedicato a me) 

[1] http://www.21mosecolo.it/index.htm
[2] https://www.serit.info/
[3] https://www.repubblica.it/politica/2019/09/28/news/lega_insulti_a_mattarella_comencini_indagato_vilipendio-237177375/
[4] https://www.laverita.info/
[5] https://www.galileonet.it/emissioni-carbonio-uomo-vulcani/
[6] https://www.climalteranti.it/2019/06/09/accade-nel-2019-una-petizione-per-negare-la-scienza-del-clima/
[7] https://www.veronanews.net/convegno-cambiamenti-climatici-e-conoscenza-scientifica/
[8] https://www.climalteranti.it/2019/10/07/un-delirio-a-otto-e-mezzo-altri-record-per-il-prof-battaglia/
[9] https://it.wikipedia.org/wiki/Cherry_picking
[10] https://ourworldindata.org/grapher/CO₂-concentration-long-term
[11] https://ourworldindata.org/CO₂-and-other-greenhouse-gas-emissions#emissions-of-other-greenhouse-gases
[12] https://climate.nasa.gov/effects/
[13] https://skepticalscience.com/few-degrees-global-warming.htm
[14] http://ane4bf-datap1.s3-eu-west-1.amazonaws.com/wmocms/s3fs-public/ckeditor/files/WMO_Task_Team_Chair_Summary_Statement_TC_Climate_Sept_20_2018.pdf
[15] https://data.worldbank.org/indicator/EN.ATM.CO₂E.KT
[16] https://www.climalteranti.it/2011/03/10/ad-ognuno-la-sua-peer-review/
[17] https://phys.org/news/2018-12-biggest-mass-extinction-global-ocean.html
[18] https://www.scientificamerican.com/article/mass-extinctions-tied-to-past-climate-changes/
[19] https://www.giss.nasa.gov/research/briefs/hansen_15/
[20] https://earthobservatory.nasa.gov/features/GlobalWarming/page3.php
[21] http://www.nationalgeographic.it/ambiente/clima/2017/01/17/news/livello_del_mare_italia_2100-3386497/
[22] https://en.wikipedia.org/wiki/Hockey_stick_graph
[23] https://it.wikipedia.org/wiki/Periodo_caldo_medievale
[24] https://skepticalscience.com/medieval-warm-period-intermediate.htm
[25] http://shadow.eas.gatech.edu/~kcobb/jones09.pdf
[26] https://iopscience.iop.org/article/10.1088/1748-9326/11/4/048002
[27] https://arxiv.org/pdf/1201.1301.pdf
[28] https://www.researchgate.net/publication/320039513_Natural_climate_variability_part_1_Observations_versus_the_modeled_predictions
[29] https://weather.plus/sun-1700.php
[30] https://www.nationalgeographic.com/environment/2019/02/2018-fourth-warmest-year-ever-noaa-nasa-reports/
[31] https://oggiscienza.it/2017/10/17/teoria-oscillazione-armonica/
[32] https://www.carbonbrief.org/analysis-how-well-have-climate-models-projected-global-warming
[33] https://skepticalscience.com/climate-models-intermediate.htm
[34] https://skepticalscience.com/contary-to-contrarians-ipcc-temp-projections-accurate.html
[35] https://www.climate-lab-book.ac.uk/comparing-cmip5-observations/
[36] https://www.newsweek.com/climate-gate-fake-news-climate-denialism-1471826
[37] https://ourworldindata.org/uploads/2018/10/CO2-emissions-by-income-and-region.png
[38] http://www.fisicamente.net/SCI_SOC/index-1811.htm
[39] https://www.climalteranti.it/wp-content/uploads/2008/04/AQPC-Zichicche-climatiche.pdf