MY DYING BRIDE - Turn Loose the Swans

Postato in Il Pozzo dei Dannati

Scritto da: orso

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(Peaceville 1993)

 

Riporto la definizione di doom metal data da wikipedia: il genere è caratterizzato da sonorità molto cupe e lente (viene infatti definito il "metal lento") nei motivi e nei "riffs", che evocano atmosfere drammatiche e decadenti, le quali vengono specificate anche nei testi spesso molto vicini all'occulto, all'introspettivo e alla sofferenza. I ritmi sono relativamente lenti e le melodie decadenti. Il tempo è solitamente scandito da cadenzati colpi di cassa a volte sono presenti tappeti di organo o tastiera. Alcuni gruppi doom metal utilizzano il growl, prassi che ha dato vita ad un vero e proprio sottogenere il Doom death metal (My Dying Bride, primi Anathema).

 

Tutto ciò calza a pennello con quello che secondo me è il capolavoro degli inglesi My Dying Bride (la mia sposa morente), per l'appunto il loro secondo album: Turn Loose the Swans.

Un anno dopo l'uscita del primo full-length, As The Flowers Withers, con l'acquisizione definitiva del violinista Martin Powell, presente solo come guest nel sudetto lavoro, la line-up dei Bride diventa di 6 elementi ed è proprio il violino di Martin l'innovazione rispetto al suo pur buono predecessore; è soprattutto grazie a questo inusuale strumento (in ambito metal) che il suono degli inglesi si trasforma, passando da grezzo Doom/Death ad una forma più raffinata di Doom, con un avvicinarsi relativo a sonorità gotiche.

Innovazione che colpisce anche le vocals: ai suoi violenti e carismatici growl, Aaron affianca parti pulite, caratterizzate da una malinconia ed un trasporto emotivo impressionante, secondo una struttura "alternata" che verrà poi ripresa anche nei lavori successivi. Come tutti gli album dei My Dying Bride, anche Turn Loose The Swans è una tragedia messa in musica, Sear Me MCMXCIII e Black God sono due canzoni dove violino, tastiera e voce si fondono in gemme assolute, due composizioni auliche e trascendenti come non mai, impreziosite da testi un pò deprimenti ma raffinati (riporto in seguito il bellissimo testo della prima); per non parlare di Your River, caratterizzata da una sorta di "intro" strumentale sfiancante, e Turn Loose The Swans, dove i My Dying Bride paiono voler ritornare alle atmosfere più death del primo lavoro, mettendo in bella mostra per quasi tutta la lunghezza della song (10:06 minuti) il cruento growl del cantante.

Su tutto il disco aleggia una sorte di tragico romanticismo musicale, una ruvidezza di marca strettamente Doom/Death, un sound gotich dato dalle struggenti linee di violino di Martin Powell e dalle strazianti vocals di Stainthorpe, che visto in qualsiasi live act del gruppo impressiona per la drammaticità e l'interpretazione teatrale di qualsiasi suo pezzo.

 

Sear Me MCMXCIII


Pour yourself into me,

our time approaches

so near, that I sigh.

What danger in such an adorer?

We dance and the music dies.

We carry them all away, as we glide through

their lost eyes.

You lift me above myself,

with the ghostly lake of your mind.

Arise from your slumber in my arms.

Your beauty took the strength from me.

In the meadows of heaven, we run through the stars.

Romantic in our tastes.

We are without excuse.

We burn in our lust.

We die in our eyes and drown in our arms.

 

Cercando una conclusione adeguata al disco, invito a riflettere sul fatto che Turn Loose The Swans è, oggigiorno e da quindici anni ormai, il modello incontrastato per ogni gruppo catalogato come "Doom" (che non sia un Doom di stampo Sabbathiano), da avere, assolutamente.

 

 

Commenti   

 
dave
0 # yeahhhhdave 2009-01-20 20:44
diobbono, di più di più
un album tra i più geniali di tutto il metal
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