Ovnev - Cycle of Survival

Postato in Il Pozzo dei Dannati

Scritto da: franz

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Ovnev Cycle of Survival(Naturmacht Productions, 2016)
 
Voto: 70

#PER CHI AMA: Black Atmosferico, Agalloch

 

 

 

Il solo fatto di aver visto la cover cd di questo album, mi ha messo brividi di freddo. Mi domando come si faccia a concepire questi scenari di montagna cosi aspri, vivendo in Texas? Gli Ovnev vengono infatti da Spring, modesto agglomerato urbano nei dintorni di Houston e sono in realtà una one man band dedita ad un black metal d'atmosfera. Anche questa volta, ci ha visto lungo la Naturmacht Productions mettendo sotto contatto il buon West, mastermind dei nostri, confermando una certa predilezione dell'etichetta tedesca per tali sonorità. Cinque i brani contenuti in questo 'Cycle of Survival', un "ciclo di sopravvivenza" forse legato proprio all'esplorazione delle montagne in copertina o chissà. Si inizia con le acustiche melodie di sofferenza di "The Observatory", una traccia mid-tempo, in cui da evidenziare ci sono le linee di chitarra assai malinconiche ad opera del factotum statunitense, che si accompagnano a delle strazianti vocals. Le velocità non vanno mai oltre certi ranghi, anzi quello che mi colpisce maggiormente è un break a due minuti dalla fine in cui la canzone sembra concludersi, ma in realtà segna il confine di demarcazione per una sorta di outro elettro-acustico ad un pezzo che ha il solo difetto di avere una produzione forse un po' troppo impastata. Chi cerca velocità più sostenute rimarrà deluso: forse qualcosina all'inizio della successiva "Thrill of Pursuit", una song che più che altro sottolinea l'asprezza a livello vocale di West (a volte i suoi vocalizzi assomigliano a degli ululati) e anche una certa crudezza a livello ritmico, stoppata in più frangenti da fraseggi di chitarra acustica che compaiono cosi improvvisamente dal nulla e cosi come sono apparsi, si dileguano tanto facilmente, lasciando spago a delle galoppate di furia estatica. Il canovaccio del musicista texano si ripete anche in "Prosperous Desperation", con una classica e lunghissima intro arpeggiata in stile Agalloch, dai forti sentori folk, a cui seguiranno le chitarre cupe ma controllate di Mr. West e anche le sue sempre più arcigne manifestazioni vocali, molto spesso difficilmente intellegibili. L'oscuro e claustrofobico vortice sonoro degli Ovnev prosegue nella title track, la traccia che trova finalmente sfogo in un black feroce e tumultuoso che vive tuttavia di cambi di tempo, di aperture heavy e in cui il suono dell'act americano si stacca dall'ancoraggio estremo e finisce per celarsi in una notte di plenilunio in cui il verso del lupo echeggia nello spazio infinito. La delicatezza della sei corde acustica segna la conclusione della song più breve (fatto salvo per l'epilogo acustico della conclusiva "Suspended in Spirit"), ma anche più varia del disco. 'Cycle of Survival' alla fine si rivela come un interessante debutto, su cui c'è ancora molto da lavorare, ma che lascia comunque intravedere spiragli di buona musica per il futuro.