Hyrgal - Serpentine

Postato in Il Pozzo dei Dannati

Scritto da: franz

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Hyrgal Serpentine(LADLO Prod., 2018)

Voto: 80

#PER CHI AMA: Post Black, Gorgoroth, Windir

 

 

 

Ci hanno impiegato ben dieci anni gli Hyrgal a partorire il loro debut album. Formatisi nel 2007 per mano dell'ex Svart Crown, Clement Flandrois, il terzetto originario della Provenza arriva solo nel 2017 all'agognatissimo esordio sulla lunga distanza con questo 'Serpentine' (nel 2008 era infatti uscito uno split con i Kairn). Dapprima autoprodotti, poi supportati efficacemente dalla Les Acteurs de l'Ombre Productions, da sempre in prima linea per dare man forte alle band del proprio paese. La proposta del trio transalpino è suggestiva sin dai primi suoni di "I - L'Appel", un'intro bucolica affidata ad un trio d'archi che introduce a " II - Mouroir", dove un'epica chitarra di scuola Windir, guida una ritmica cascadiana in un incedere tanto coinvolgente quanto crescente in intensità ed emotività, almeno fino ad uno stop ambientale che a due terzi di brano, ne interrompe bruscamente le intemperanze ritmiche. A questo punto è solo quiete, di colui che si gode un magnifico panorama nel silenzio assoluto. Una brezza gli accarezza il viso prima di essere colpito da una tempesta di suoni da brividi, in un finale che sembra però improvvisamente troncato. "III - Till" è il terzo passaggio del cd, un'arrembante traccia post black, in cui la vetriolica voce del frontman, viene contrastata da un black mid-tempo che diventerà fluida melodia nella seconda metà del brano. Più brutale, almeno in apertura, "IV - Représailles", è un saliscendi emozionale enfatizzato dal tremolo picking della chitarra, da una voce qui decisamente più intellegibile e da un chorus quanto mai epico, che rendono la traccia un succoso concentrato di violenza e occulta devozione all'oscurità. Straordinaria song, anche se il meglio probabilmente deve ancora venire. Mancano infatti ancora a rapporto "V - Aux Diktats de l'Instinct", ove un'altra svalangata di riff taglienti ma melodici (i Gorgoroth hanno fatto scuola) ci investe con tutta la loro veemenza, e la conclusiva "VII - Etrusca Disciplina", anticipata da un breve interludio sciamanico. L'ultima traccia, che affronta il tema dell'arte divinatoria degli etruschi, suggella con la sua mistura di post metal, doom e post black, la prestazione davvero notevole di questi Hyrgal. Il dado è ormai tratto, mi aspetto solo che ora non dovremo aspettare altri dieci anni per sentir una nuova perla targata Hyrgal.