DARKANE - Layers of lies

Postato in Il Pozzo dei Dannati

Scritto da: franz

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(Nuclear Blast/Audioglobe, 2005)

Ah... finalmente mi appresto a recensire uno dei dischi più attesi dell’anno: il come back degli svedesi Darkane. Dopo l’ultima brillante prova di “Expanding the senses”, sono proprio curioso di registrare lo stato di forma della band scandinava. Un’intro stile Dimmu Borgir apre le danze di “Layers of lies”, quarto lavoro del combo capitanato da Andreas Sydow. “Secondary effects” esplode nelle mie orecchie con il suo incredibile e riconoscibile marchio di fabbrica “made in Sweden”. Si, sono tornati, e com’era lecito aspettarsi lo hanno fatto con grande stile e personalità. Spero nessuno s’inventi una loro presunta commercializzazione, cosi come accadde per “Figure number five” dei loro amici Soilwork, perchè i Darkane, continuando sulla scia dei precedenti lavori, sono tornati a picchiare e a farlo duramente: hanno rabbia da vendere e si può sentire nelle note di “Godforsaken universe”, “Organic canvas” e “The creation insane”, dove il five pieces svedese mostra tutto il proprio lato più thrashy, quello legato ai lavori passati “Rusted Angel” ed “Insanity”. Brani come “Vision of degradation”, “Contaminated” e “Layers of lies” si muovono invece su coordinate stilistiche più vicine a “Expanding the senses”. La voce di Andreas, con quel suo modo di cantare arrabbiato vicino a Devin Townsend, è notevolmente migliorata e riesce a muoversi su una più ampia gamma vocale; le chitarre soliste s’intrecciano in trame melodiche mentre le ritmiche giocano su funambolici cambi di tempo, break e controbreak da brivido, sulla scia dei maestri Meshuggah. La title track, che si apre con un arpeggio per poi scoppiare in un grido di denuncia, è caratterizzata da momenti di velata malinconia e termina con un ottimo breve assolo. La successiva “Godforsaken universe”, la mia preferita, irrompe selvaggia con la sua ritmica violentissima (favoloso Peter Wildoer dietro le pelli) su cui si stagliano le urla di Mr. Sydow, per poi concludersi con i killer solos dei due axeman, Klas e Christopher. Se avete apprezzato “Expanding the senses” non potrete non apprezzare “Layer of lies”, nuovo intenso e solido lavoro firmato Darkane...

Voto: 85