THE ARCHETYPE - The Fallen Grace

Postato in Il Pozzo dei Dannati

Scritto da: franz

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(Lost Sound Records, 2010)

voto: 65

# PER CHI ASCOLTA: Death Progressive, Opeth, Death

C’è personalità da vendere in questa nuova band proveniente dal suolo italico, ma forse in questo caso sono i mezzi a mancare ai nostri per azzeccare il colpo dell’estate. I The Archetype sono un quintetto proveniente da Firenze che ha tutte le carte in regola per fare bene: si parte con l’intelligente “The Fall”, song breve, diretta, melodica che stampa immediatamente il suo chorus nelle nostre menti, anche se le clean vocals non sono del tutto convincenti. Si prosegue con “Parasites” in cui il growling di Gianluca è molto più piacevole del suo stucchevole cantato clean, mentre le chitarre disegnano ambientazioni oscure, ipnotiche, figlie di suoni progressive anni ’70 come nell’assolo conclusivo. C’è “Ghost”, ma l’approccio dei nostri non cambia, sempre a cavallo tra un death mai troppo esasperato, suoni decadenti in cui sono sempre le voci pulite a stonare in questo contesto, arrivando alla fine proprio a detestarle e con una batteria non propriamente all’altezza. Arriviamo a metà disco e finalmente le cose sembrano riprendersi con il duo “Ethereal” dal malinconico arpeggio iniziale e dall’andamento tranquillo,quasi da ballad, controbilanciata dalla ferocia di “Blinded by Sand”, la song più tirata dei nostri, probabile retaggio delle origini black/death dei toscani eppure interessante nel suo incedere, commistione di brutalità, melodia ed epicità. L’arpeggio che apre “Twisted Visions” ci lascia trasparire in un qualche modo l’amore che i nostri hanno per gli svedesi Opeth, ma la musica dei gods scandinavi ha tutt’altro spessore e presa: tuttavia l’alternarsi tra momenti intimistici e rabbia elettrica, lascia presagire che questa è la strada migliore che i nostri dovranno percorrere, con un piccolo suggerimento però: modificate il cantato pulito perché è a dir poco molesto per le mie povere orecchie. Chiude “Memoria”, song cantata in italiano che in un lavoro come questo non c’entra assolutamente nulla e denota ancora una volta una certa immaturità stilistica del combo italico. Se seguiti da vicino da qualche etichetta, le potenzialità per far bene in futuro ci sono indubbiamente, per il momento “The Fallen Grace” suona come un prodotto ancora acerbo che ha come grande pregio il concept sulla storia della follia omicida di un uomo e dei suoi controversi pensieri. Non sarebbe dunque il caso di dare un sound più adeguato a delle storie cosi orrorifiche? Attendo fiducioso la maturità di questo promettente combo italiano. Una promessa!

# MASSIMA ALLERTA: per le sonorità da incubo di “Parasites”

# COLPO DI SONNO: per le clean vocals da incubo del vocalist