Ad Inferna - Trance'n'Dance

Postato in Il Pozzo dei Dannati

Scritto da: Sam2882

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(Aural Music, 2009)

Voto: 65

Mi trovo tra le mani una band, francese, che si scosta parecchio dal genere di musica che normalmente ascolto e che allieta le mie giornate: i francesi Ad Inferna infatti, con il loro terzo lavoro, propinano un mix di elettronica, industrial metal, trance e dance: non sarà un'impresa semplice recensirlo, ma vediamo di cominciare. L'album si apre con "Fade to Grey", cantata in inglese e in francese, dal sound che varia dal tranquillo e dolce ad un sound più di stampo industrial, che si avvale anche di cori femminili. "Métamorphose" è meno veloce della traccia precedente, ma tendente più al gothic (perdonate quest'eresia, ovviamente rimango sempre sullo stile trance, non al puro gothic metal) caratterizzato da atmosfere cupe elettronicizzate (a me ricordano tanto il personaggio di Abby nel telefilm “NCIS”, solita ad ascoltare musica di questo genere), che terminano con una semplice sfumatura. "Rédemption" si apre con un ritmo irreale, come se si stesse preparando ad un'esplosione: giusto un pizzico di drum machine, frasi in francese, cori femminili e un sintetizzatore che accelera il ritmo man mano che la traccia prosegue, ma senza diventare martellante, per terminare con una frase ripetuta più volte, in stile mantrico. "SM for SM", la quarta traccia, ricalca le atmosfere e il sound dell'iniziale “Fade to Grey”, con un ritmo però più incalzante. "Suicide Girl" inizia con un connubio di drum machine e keyboards, oltre ad una voce femminile molto suadente: il ritmo rimane tale, senza cambiare di una virgola, per tutta la durata del brano; e come per "Métamorphose", la traccia finisce con una semplice sfumatura. "Transcender l'Estase" riprende il ritmo di "Métamorphose" usando la voce campionata per farla sembrare più inquietante, ma non troppo. "Vertige" rimanda la mente alla pura elettronica anni '80, con un sound molto pacato e quasi impercettibile, per ribaltarsi da metà in poi, aumentando leggermente di velocità e continuando ad avvalersi della eterea voce femminile molto dolce. "You as My Own Drug" mescola un po' tutto quanto ascoltato finora, con un risultato tranquillo e agitato al tempo stesso: l'impronta industrial è sempre presente, sebbene messa spesso in ombra, ma dà un tocco particolare a questo miscuglio di sonorità e generi diversi tra loro, creando un lavoro strano ma piacevole all'ascolto. L'album presenta 4 remix, uno del dj Beborn Beton e del dj Combichrist per la canzone “Vertige”, che si differenziano dal fatto che uno predilige un remix più pulito e semplice, mentre l'altro fa un maggiore utilizzo del sintetizzatore; il dj Soman remixa “Transcender l'Estase” campionando la voce per renderla “stile Gollum” e più vicina al genere House e l'ultima "revisione" è ad opera del dj Reaper nel brano “Rédemption”, di stampo più cupo e cattivo. Sebbene io non sia un'estimatrice di questo genere, né dei remix, concludo dicendo che per una “fuga” dal metal questo album è l'ideale, ma preso a piccole dosi e lontano dai pasti.