CEREMONIAL PERFECTION - Alone in the End

Postato in Il Pozzo dei Dannati

Scritto da: franz

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(Fono, 2010)

Voto: 75

Voi non avete neppure idea quanto meraviglioso sia avere delle aspettative ed essere certi che non verranno mai tradite. Questo per dire che quando ricevo un album da una di quelle tre minuscole repubbliche baltiche, so per certo che tra le mani qualcosa di interessante e che stuzzichi i miei sensi, c’è sempre. E oggi, l’album che mi accingo a recensire, ha tutte le carte in regola per suonare accattivante, emozionarmi e farmi scuotere il capo al ritmo grooveggiante delle sue facili melodie. I Ceremonial Perfection provengono dall’Estonia, suonano uno swedish death, stracolmo di groove, che riprende gli insegnamenti provenienti dal sound degli In Flames, capiscuola di questo filone. Nove le tracce contenute in questa brillante prova, “Alone in the End”, che sin dalla seconda “Symbols and Processes” (tralascio l’intro), ha il pregio di conquistarmi con la potenza del suo suono, la purezza della produzione, i chorus ruffiani, le melodie orecchiabili, le chitarre a la Dark Tranquillity, i suoi break in stile Children of Bodom, le vocals arcigne di Vitaly e quanto mai di meglio i nostri potessero rubare alla tradizione scandinava. La band mi ha già soggiogato con questa prima traccia, pur non avendo inventato nulla di nuovo. Abili strumentisti, i Ceremonial Perfection si rivelano anche eccellenti rifinitori e ottimi compositori, in grado di tracciare splendide melodie avvolgenti su una base ritmica sempre galoppante, anche se talvolta il quintetto estone si concede delle pause, per lasciarci prendere fiato: break acustici, mid-tempos, intermezzi tastieristici contribuiscono infatti a rendere “Alone in the End” un lavoro d’ampio respiro, vario e che decisamente non rischia di scadere nella noia totale. Tra le mie tracce preferite, vi voglio segnalare oltre all’opening track, “My Labyrinth”, la song più ricercata e differente del lotto e quella che prende anche maggiormente le distanze dallo swedish death; “Asymmetry”, roboante, frenetica, violenta e fresca come il vento di marzo nelle prime tiepide giornate di primavera. Questa in soldoni, la proposta di questi giovani ragazzi; non lasciatevela scappare!