KADAVAR - Kadavar

Postato in Il Pozzo dei Dannati

Scritto da: franz

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KADAVAR Kadavar(Punishment 18, 2009)

voto: 65

# PER CHI ASCOLTA: Brutal Death, Morbid Angel, Carcass

 

La Punishment 18 continua a fare incetta di band dedite ad un brutale death metal e i Kadavar non esulano di certo da questa proposta. Finalmente la giovane band milanese, dopo un demo e un Ep autoprodotti, rilascia il proprio incendiario debutto omonimo. Nove violentissimi brani di death ferale e distruttivo che trae ispirazione dalle “linee guida” americane di Morbid Angel e soci, conferendogli poi quel tocco di originalità “made in Italy”, che non fa mai male. Ne viene fuori un lavoro onesto, che non brilla certo per la sua ricercatezza di suoni raffinati o mai sentiti: il quartetto sciorina cataste di riffs grondanti sangue, intrisi di rabbia e adrenalina. Il sound si rivela potente e ruvido quanto basta: la band costruisce ritmiche talvolta contorte che si dipanano attraverso interessanti cambi di tempo e solos melodici. Le vocals al vetriolo di Lorenzo (il secondo chitarrista) e Luka (bassista) sono molto buone e riescono a conferire quel pizzico di personalità all’intero lavoro. In evidenza poi, come già detto, la chitarra solista che, nella maggior parte dei casi, riesce a smussare la brutalità della proposta, con un tocco di melodia che non guasta per niente. “Behind the Storm”, “Towards the Abyss” e “Morbid Sense of Weakness” sono i miei pezzi preferiti, per la tecnica espressa, l’efferatezza musicale (sempre controllata) messa in luce e un certo gusto estetico da non sottovalutare. Gli altri brani viaggiano più o meno sulle stesse coordinate stilistiche, mostrando ancora qualche lacuna dal punto di vista compositivo, che presto i nostri saranno in grado di sopperire, grazie all’esperienza e alla maturità: d’altro canto i Kadavar sono ancora molto giovani, quindi le premesse per fare ancora meglio con i prossimi lavori, ci sono tutte. In bocca al lupo ragazzi!

# MASSIMA ALLERTA: quando il chitarrista solista parte con le sue circonvoluzioni, non ce n’è per nessuno

# COLPO DI SONNO: sopraggiunge finalmente con la conclusiva acustica “Mirror of Lies”