Alerion - VIII Sanctuaires

Postato in Il Pozzo dei Dannati

Scritto da: Bob Stoner

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Alerion VIII Sanctuaires(Le Crepuscule du Soir, 2012)

Voto: 75

#PER CHI AMA: Black, Fen, Drudkh, Peste Noir

 

Questo combo transalpino al primo full lenght dopo un demo del 2009, ci offre un oscuro lavoro in linea con il fermento del black metal francese degli ultimi anni. Screaming malato e veloci dinamiche cosparse lungo tutto il cd, fanno risultare gli Alerion una band un po' classica nel genere ma molto speciale se consideriamo i mid tempo, le parti lente arpeggiate, gli assoli e le parti più sperimentali che donano un tocco innovativo e fresco alla loro proposta. Il guitar writing è degno di nota e in più di un'occasione si evolve in riff particolarmente fantasiosi e inaspettati, che traggono idee da altri modi di fare rock (ascoltate le meraviglie chitarristiche de "Le Soupiral de l'Ame"), molto belli e irriverenti, legati ad un suono caldo, classico e vintage ad offrire un tocco molto particolare alle composizioni altrimenti vittime di una scrittura, anche se molto convincente, inflazionata dagli stereotipi del genere. Il buio riveste queste otto canzoni dalle tematiche decadenti, bello il tiro e la melodia de "Le Sequelles de la Nuit" (la nostra preferita) e bello anche il video di questo brano che potete trovare su youtube a questo indirizzo: http://www.youtube.com/watch?v=CUxJqA5t1hg e capire così come l'aggiunta di una gibson les paul, possa cambiare il sound di una buona band di black metal, volonterosa di sperimentare nuove sonorità, anche retrò. "VIII Sanctuaires" non è di facile apprendimento e servono ripetuti ascolti per comprenderlo a fondo ma una volta entrati non ne rimarrete delusi, anzi troverete che le iniezioni di vintage rock su basi black che suonano decisamente bene e fanno elevare gli Alerion dal calderone delle black metal band dal sound clonato. Alla resa dei conti possiamo affermare che anche questa volta l'etichetta discografica Le Crepuscule du Soir non ha commesso errori nello scovare e pubblicare questo lavoro e lodiamo la lungimiranza nel dare spazio a band di questo calibro, sperando che non perdano la volontà di suonare underground e soprattutto che non perdano il potere di rinnovarlo con questi ottimi risultati. Complicato ma proprio un bel disco!