Ende – Whispers of a Dying Earth

Postato in Il Pozzo dei Dannati

Scritto da: Bob Stoner

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Ende Whispers of a Dying Earth(Obscure Abhorrence Productions, 2012)

Voto: 80

#PER CHI AMA: Black, Emperor, Bathory, Taake

 

Questo primo full lenght del progetto solista del compositore bretone I. Luciferia è uscito nel 2012 per Obscure Abhorrence Productions ed è composto da nove brani per un totale che supera i quaranta minuti. La musica si snoda tra le terre tortuose del black metal ortodosso degli Emperor, dei Bathory e la furia dei Taake, mantenendo comunque una buona dose di originalità ma soprattutto un tiro micidiale, unito ad una vorticosa e continua malvagia frenesia che coinvolge fin dal primo ascolto e ci proietta in una densissima nebbia oscura. Dopo l'intro rituale, l'atmosfera si fa ferale, martellata da una batteria superba e onnipresente che condiziona molto positivamente il sound dell'intero album, supportando a dovere la continua ricerca di melodia e forza voluta dal nostro autore. Splendida la prova per questa one man band alle prese con quasi tutti gli strumenti e anche vocalmente, tra screaming lancinanti e growls il mastermind francese (impegnato anche nei progetti Reverence e Osculum Infame) se la cava degnamente, anzi potremmo dire con classe. Il sound risulta potentissimo, impietoso e maestoso; di buona qualità la registrazione, l'album fila velocissimo anche se un po' statico per il genere, fatto d'umore nero, pensieri pesanti e profondi, visto che tutti i titoli che lo compongono trattano l'oscurità. Tutto è ben gestito e calibrato a dovere, il suono è maturo, violento e mai banale, ricercato soprattutto nell'insieme e nelle parti melodiche. Infatti non emergono virtuosismi, ma quello che si nota e ci resta più nelle orecchie è proprio l'uniformità della musica in tutte le sue tracce. Gli Ende non perdono mai di vista l'effetto blastbeat finale, l'assalto frontale e il punto di vista globale della situazione, pregio per altro di pochi musicisti. Nota di merito alla track numero sette "Our Funeral" (la mia preferita!) che condensa a mio avviso il senso della musica degli Ende ossia velocità, malinconia, tristezza e rabbia nera con una classe elevata che in questo caso si mette ancor più in evidenza con un ponte acustico di notevole caratura, prima di un finale al vetriolo. Il finale contrasta tutte le altre tracce mostrando il lato intimista degli Ende, concludendo tra cori mistici, arpeggi e suoni ambientali di un mare agitato e freddo come quello di Bretagna. Gli Ende sono una band con un potere di fuoco esagerato e speriamo che questo primo full lenght rappresenti solo l'inizio della battaglia!