Svart - Det Personliga Helvetets Spiral

Postato in Il Pozzo dei Dannati

Scritto da: franz

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Svart Det Personliga Helvetets Spiral(Art of Propaganda, 2013)

Voto: 75

#PER CHI AMA: Depressive Black, Shining

 

Se state soffrendo per la mancanza del capitolo numero 9 degli svedesi Shining (l'8½ non conta), non dovete fare altro che acquistare a scatola chiusa questo disco. Non solo perchè gli Svart sono il side project del bassista degli Shining stessi, ma perché non posso negare che “Det Personliga Helvetets Spiral” abbia un sound che richiami quello della band madre. Poco importa perchè il risultato è davvero convincente. L'arpeggio iniziale in “Genom Förgängelsens Dimmor“ e comunque la chitarra acustica che domina le ritmiche dei nostri, ha un fascino davvero intrigante per quella sua aura palesemente depressiva. La prima traccia ha da offrire una proposta ruvida nelle parti più aggressive con le harsh vocals di Draug che si alternano a quelle pulite dei momenti più rilassati, in cui ad emergere è un inedito ibrido post rock/suicidal depressive. “De Ogudaktigas Abyss” ha un piglio più thrash oriented con le chitarre che suonano molto southern, stile Glorior Belli. La song è abbastanza incazzata ma non mi convince granchè; skippo a “Hädanfärd”. Si tratta di una marcia funebre strumentale scritta e composta da Seya Ogino (la prima guest del disco proveniente dagli Acacia), in cui la tetra atmosfera che si respira, odora d'incenso. Il deprimente pianoforte suona spettrale lungo tutto il suo desolato cammino. Catturata nuovamente la mia attenzione, si passa alla title track, minacciosa e mortifera song di otto minuti in cui alle vocals appare Ulf Nylin (Acacia, Murmur, Korpblod), il nostro secondo ospite che offrirà la sua eccellente performance vocale anche nella violentissima “Moder Jords Svärtade Sköte”. Qui invece il ritmo è lento e assai cupo, con i vocalizzi demoniaci del duo Ulf/Draug ad incutere un raffinato timore. Il suono delle chitarre suona ovviamente come gli Shining, non mi dispiace, ma forse Draug dovrebbe migliorare quest'aspetto della sua musica, per non cadere nel facile paragone tra la sua creatura e quella di Niklas Kvarforth. Certo che quando il mastermind svedese inizia a premere sull'acceleratore c'è da aver paura, proprio come nel feroce epilogo del quarto brano. “Suicidiums Evinnerliga Bävan” è un nome e un programma: efferata ed epica, si tratta di un black mid-tempo dalle tinte fosche ma pregne di quella eroica fierezza che contraddistingueva i pezzi dei Bathory. Niente male davvero. Ecco quello che volevo, un po' più di distacco dagli Shining e maggiore voglia di spaziare tra più generi ed influenze; riproporre poi lo spirito di Quorthon, non è quel che si dice una cattiva idea. Il finale poi è carico di trasporto, per uno strepitoso risultato. Di “Moder Jords Svärtade Sköte” vi ho già accennato: song brutale, contraddistinta da ferali blast beat, che nel suo cuore centrale, si abbandona fortunatamente, a splendide e malinconiche atmosfere ancestrali. A chiudere il disco ci pensa “Agnosis”, una sinfonica melodia che mette a tacere l'anima tormentata di Draug. Un disco interessante, ma dal sagace mastermind svedese mi aspetto, per una prossima release, una maggiore distanza da quelli che sono i dettami di casa Shining e pertanto una maggiore personalizzazione della propria musica, peraltro già di per sé molto buona. Disperati.