Il giorno 21 e Francesco Di Giacomo

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Scritto da: MAT2020

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21 luglio
 
"Le belle persone si distinguono, non si mettono in mostra.
Semplicemente si vestono ed escono, chi può le riconosce."
(Cesare Pavese)
 
Ci sarai sempre. Buon viaggio Capitano!
Wazza
 
Cinque anni senza Francesco Di Giacomo e senza la sua vocalità unica al mondo
 
Di Antonio Capitano
 
Se la propria bacheca è anche una sorta di diario allora vorrei annotare un ricordo che riguarda un gruppo musicale. Siamo negli anni Ottanta e la musica italiana risentiva di notevoli influenze non sempre positive. L'esplosione delle emittenti radiofoniche permetteva una notevole fruibilità almeno nella quantità delle cose da ascoltare. Erano gli anni dell'autoradio estraibile che non doveva mancare in ogni automobile. Erano anche gli anni dei sistemi Hi Fi componibili. Con la nostalgia di quel vinile fatto suonare grazie a quella puntina che ci lasciava in panne proprio quando ci serviva.

In questo quadro un complesso innovativo si stava facendo strada. Un concerto del Banco era sempre una piacevole scoperta. Un genere musicale che si distingueva da quello melenso che riempiva spiagge e stanze. Il Banco era differente. La tastiera di Vittorio Nocenzi, la chitarra di Rodolfo Maltese e soprattutto la voce del “folletto” Francesco Di Giacomo permettevano di trascorrere una serata all'insegna della qualità musicale. Sembravano così lontani eppure vivevano a due passi da casa mia. Gente di provincia e al tempo stesso così poco provinciali. Erano gli anni dei gruppi che sarebbero durati oltre la stagione dei successi. Le Orme, La PFM, I Nomadi ecc... ma il Banco a mio avviso aveva una marcia in più proprio grazie alla voce particolare e internazionale di Francesco. Voce che poteva spaziare in diversi generi con una potenza e dolcezza al tempo stesso. Il destino, purtroppo, si è accanito su questo gruppo e allora rimane tutto il ricordo e la nostalgia per quelle serate e anche quella chiacchierata al Bar Milleluci con quei “ragazzi” capaci di suonare veramente con passione ed entusiasmo che a distanza di anni “mi viene da pensare”…