The Circle Ends Here - The Division Ahead

Postato in Il Pozzo dei Dannati

Scritto da: kent666doom

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The Circle Ends Here The Division Ahead(Memorial Records, 2013)

Voto: 75
 
#PER CHI AMA: Post-Metal, Post-Hardcore, Cult Of Luna, The Ocean
 
 
Lavoro impegnativo quello dei friulani The Circles Ends Here. L'album di stampo post-metal dalle tinte classiche, si apre con "Remiss", un crescendo di chitarra che sfocia rapidamente in un enorme muro sonoro dove emerge la voce in uno scream energico che si vedrà poi mutare in un apprezzatissimo cantato pulito sorretto da delle chitarre eteree. La formula si ripete nelle successive "Rift" e "Porcelain" che però non raggiungono lo stesso impatto della opening track ma mantengono comunque degli ottimi standard compositivi. "Frail" è un ottimo intermezzo dove il combo si scopre con un brano dove fanno da padroni la chitarra acustica ed il pianoforte. La cupa "Trascend" riprende con ritmi più doom, gli stilemi delle prime song riuscendo, probabilmente grazie alla sua semplicità, ad avere un approccio più diretto rispetto le precedenti. Sempre di grand impatto è la succesiva "Nescience" dove, dopo un frenetico preludio batteristico, si innalza furiosa una chitarra ritmica che sprigiona la pura essenza della traccia. La penultima "Lakes" potrebbe essere la chiusura perfetta del disco per le sue atmosfere tastieristiche, ma altro non è che la calma prima della tempesta finale "Monuments", la quale, monolitica ed estremamente potente, ci accompagna in un sussegguirsi di fervore e tranquillità fino alla chiusura dell'opera. La produzione impeccabile rende ogni nota lucente il che rende l'ascolto spiazzante grazie ai giochi di dinamica tra le chitarre pulite, colme di chorus, e i distorti incisivi. I veri protagonisti dell'album però sono la voce e la batteria: la prima sapiente nell'utilizzo dello screaming e del pulito, riesce a cambiare radicalmente l'approccio alle composizioni, mentre la seconda, nonostante la staticità delle sezioni compositive, riesce a rendersi sempre fluida grazie agli innumerevoli giochi ritmici. Chiudendo, questo full lenght è, come detto inizialmente, un lavoro impegnativo poichè necessita di numerosi ascolti per poter assimilare tutte le melodie e le sfumature proposte dal gruppo; ma si sa che gli ascolti che magari sembreranno ostici inizialmente daranno poi grandi soddisfazioni. Bravi!