Temple of Baal - Verses of Fire

Postato in Il Pozzo dei Dannati

Scritto da: Bob Stoner

Questo utente ha pubblicato 243 articoli.

Temple of Baal Verses of Fire(Agonia Records, 2013)

Voto: 75

#PER CHI AMA: Black Death, Deathspell Omega, Celtic Frost

 

I francesi Temple of Baal sono in attività dal 1998 e ci deliziano con questo lavoro licenziato via Agonia Records sul finire del 2013. Il titolo 'Verses of Fire' appare subito intrigante e ci conduce per mano tra gli occulti meandri di un suono grave, pesantissimo, carico di nichilismo e immagini drammatiche che attinge a piene mani dal death metal più estremo e si forgia del fuoco ardente del black più oltranzista. Forti di una esperienza pluriennale, i nostri si sono avvalsi, come per i due precedenti lavori, della produzione di Andrew Guillotin (già con Glorior Belli e Monolithe), ricercando suoni altamente naturali attraverso l'uso di soli amplificatori valvolari e batteria acustica senza trigger per la registrazione, ottenendo un risultato di altissimo livello, un suono che incarna perfettamente la filosofia satanista evoluta e concepita come massima forma di libertà, cosi come dichiaratamente espresso dalla band in una recente intervista su 'Rock Hard'. Vista in quest'ottica, la band del cantante e chitarrista Amduscias è ottima, si cimenta in un suono originale, caldo e profondo, violentissimo e velocissimo, anche se ci sono molte parentesi dal taglio più lento che mettono in risalto le capacità della band di scrivere brani complicati e interessanti, dall'animo nero e contorto. L'intero lavoro ha una durata di circa un'ora, ben equilibrato nei suoni e nella fluidità d'ascolto, una chitarra solista che spicca decisamente, una voce growl potentissima che quando sceglie il recitato pulito incanta per epicità ("Gnosis of Fire") mostrando un lato d'avanguardia della band che fa molto piacere. Un album impegnativo, molto ricco e durissimo, carico di malsane melodie dissonanti e di una aggressività mai fine a se stessa e clinicamente guidata verso un ricercato fine artistico ("Lord of the Raging Seas"). Uno stupendo ibrido di cui potremmo solo farci un'idea, paragonandoli ai migliori Celtic Frost rivisti e immaginati in chiave black/death avangarde, estremizzandone e potenziandone il suono all'inverosimile, eterni come i Grave, profondi come i Deathspell Omega, introspettivi come i Blut Aus Nord. Decisamente un album di fascia superiore, imperdibile!