Pink floyd - Wish you were here (1975)

Postato in Let It Bleed

Scritto da: Alberto Calorosi

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Pink floyd Wish you were hereLabel: Harvest

Issued: 1975

 

 

 

 

 

 

All time winner nei world series of tirarla lunga (in apertura Wright tiene la medesima nota per almeno due minuti), la suite che apre e chiude l'album e un'intera fase della storia della band è ultraquintessenziale per un numero imprecisabile di motivi. Pensate all'ineffabile senso evocativo dei versi (al punto che Barrett si materializzò in studio durante le session), al texturing di Wright, mai più altrettanto elettromagnetico, al chitarrismo-di-non-ritorno di Gilmour (costretto, nonostante i culofuoriuscenti miliardi, alla vana ricerca della medesima vibrazione per i successivi quarant'anni), alla tensione sterica tra le due differenti alchimie, quella space-prog (prevalente nella prima parte) e quella prog-space (prevalente nella seconda). In mezzo, il nitore polemico (nei confronti, ça va sans dire, dell'industria musicale) Haper/Gilmouriano e i chiaroscuri marziali di Welcome to the machine, il brano più Watersiano tra tutti quelli cantati da Gilmour, che anticipano le successive lacerazioni del Muro e, ovviamente, del Taglio Finale. Cotanta magnificenza musicale ha il risultato di offuscare l'intensa carica emotiva emanata dalla dicotomica Wish you were here, senz'altro più a suo agio su qualunque compilation o resoconto live rispetto a qui. Non credete?

 

Sì però avrei fretta: Shine on you crazy diamond (part 2)