Pink mountaintops - Axis of evol (2007)

Postato in Let It Bleed

Scritto da: Alberto Calorosi

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Pink mountaintops Axis of evolLabel: Jagjaguwar

Issued: 2007

 

 

 

 

 

 

Strafattanza sydbarrettiana in apertura (Comas); Plastic man, you're the devil: blues urbano di quelli tanto cari a Jack White, ma aromaticamente zeppeliniano (per la precisione, aromaticamente Zep-3, e per la maggior precisione, aromaticamente Hats off to Roy Harper, la traccia che conclude Zep-3); il nervosismo velvet-sotterraneo di Cold criminals; il psych-space della cupa Slaves, a metà tra certa neo-psichedelia anni90 (cfr. Spiritualized) e i Pink floyd di Obscured by clouds, amplissimamente esplorato in seguito con i Black mountain; il fuzzy-gospel sincretico Lord, let us shine; New drug queen, inappuntabile darkwave, forse prossima a certi riusciti, consapevolissimi coxonismi. Saltate pure la interminabile post-noia di How we can get free. Sette tracce, meno di trentacinque minuti. Psichedelico negli intenti e non certo nelle sonorità, il side project di Stephen McBeam sembra conferire forma alle emanazioni più inconsce della sua tumultuosa creatività. Una specie di Mr. Hyde dei Black mountain, insomma. Non vi pare?

 

Sì però avrei fretta: Slaves / Cold criminals