Eddie Vedder - Into the wild (2007)

Postato in Let It Bleed

Scritto da: Alberto Calorosi

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eddie vedder Into the WildLabel: J records

Issued: 2007

 

 

 

 

 

 

Doveste girare un ambiziosissimo (e splendidamente fotografato) lung(hissim)ometraggio sull'immersione nell'incontaminato alla ricerca esasperata del profondo sé stesso come unica soluzione per rigettare l'establishment tutt'intorno, a chi affidereste le musiche se non alla rockstar vivente da sempre più ambiziosamente derminata a rigettare l'establishment in favore di una incontaminata, esasperante ricerca di sé? Vi ritrovereste una decina di luccicanti vedder-ballad in miniatura (spesso sotto i due minuti per esigenze di copione) suonate in punta di chitarra (Society) o ukulele (Rise): percepite il senso di liberazione (Setting forth), il sollievo (No ceiling), la consapevolezza del fatalismo come primo momento di crescita interiore (Rise)? Il contatto stabilito con la natura (Hard sun, scritta però da un certo Gordon Peterson) che conferisce un suadente senso di sicurezza (Long nights), poi l'elogio della frugalità (Society), infine la inevitabile, definitiva dissoluzione (End of the road, Guaranteed). Se vi date la pena di vedere il film, due ore e ventotto minuti più tardi potreste concludere che musica e immagini si compenetrano con una profondità di campo mozzafiato, come raramente prima d'ora vi era capitato di percepire.

 

Sì però avrei fretta: Hard sun / Far behind