Monkey ranch - Alone (2016)

Postato in Let It Bleed

Scritto da: Alberto Calorosi

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Monkey Ranch AloneLabel: Red cat records

Issued: 2016

 

 

 

 

 

 

 

Un sound (mica tanto) granuloso alla Mother love bone barra Pearl jam di Ten (Freedom), o (un po' più) granuloso alla Soundgarden barra Temple of the dog (Butcher, trainata da un riffone apparentemente fuoriuscito dal 1991 in persona) o ancora (un bel po') granuloso alla Alice in chains barra Mad season (Unhappy stories), più o meno contaminato da infiltrazioni nu-southern (In Without chains rileverete i Lynyrd skynyrd rifondati di 1991, l'album uscito nel... indovinate? Esatto), pop-grunge (Renegade vs. Two princes: rilevate anche voi quell'easy-riffing alla Spin doctors di Pocket full of kryptonite? Sì, novantuno), forse sensorialmente retrò (l'acid-riff quasi-zep Danny boy) o infine street-punk (Picture of you, aperta però da una divertente citazione sabbatiana; l'avete individuata?). This one, la lunga jam che chiude il disco potrebbe condurvi nei meandri più tetri del Seattle-sound, vale a dire sul disco due di Alice in chains. Un rock muscolare ma sovente calligrafico, forse per via di una produzione limpida come non ne troverete sfogliando con attenzione tutto il novantuno.

 

Sì però avrei fretta: This one / Unhappy stories