Julie's haircut - Stars never looked so bright (2001)

Postato in Let It Bleed

Scritto da: Alberto Calorosi

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Julie s haircut Stars never looked so brightLabel: Gamma pop records

Issued: 2001

 

 

 

 

 

 

Risultano temporaneamente accantonate le tentazioni gioventù-soniche dilungo-gnau-gnau alla indie/avolata ricerca della dimensione canzone. In questo senso pare fin eccessivamente significativa la collocazione in apertura della sequenza costituita dalla gentile Pass the ashtray, opportunamente seguita poi da una fuzzy-ballad come Stop what you're doing now, da un rock-pop morbido morbido come Set the world on fire e da una ballata iperclassicista come Sextown, fervida di suggestioni rolling-stonate. Soprattutto se contrapposta alla furente uno-due-tre in apertura del precedente Fever in the funk house. Con l'eccezione di un paio di casino-rockettini forse poco convinti e senz'altro troppo sbracati (Sumopower ma soprattutto Geza X), il prosieguo, tanto assertivo quanto siccitoso di sorprese, ripropone il medesimo cliché quasi specularmente (cfr. When did it start going wrong?, Love session #1, Sufi kiss e Sweet me rispettivamente). A posteriori sarebbe parso più opportuno rimandare cotanta urgenza autoriale. L'album noioso non può essere il secondo. E' troppo presto.

 

Sì però avrei fretta: Sweet me / Pass the ashtray / Hot pants