David Crosby - Sky trails (2017)

Postato in Let It Bleed

Scritto da: Alberto Calorosi

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David Crosby Sky TrailsLabel: BMG

Issued: 2017

 

 

 

 

 

 

Potrebbe trarre in inganno la (palesemente) Steely-fageniana She's got to be somewhere nel tratteggiare gl'intenti musicalmente sovversivi di questo album. La verità è che D-C lo possiede da sempre quel nitore geneticamente jazz eppure fenomenologicamente folk, soltanto accidentalmente asservito al pop o al rock. La potenza non è quella di soltanto pochi anni fa – di questi tempi un anno ne vale sette e qualcosa, nello stupefatto lunario davidcrosbico – ma l'emozione rimane la medesima (cfr. Somebody home, oppure la riuscita cover di Amelia di Joni Mitchell, o ancora il duetto di Sky trails, delicatamente coricato su un letto di chitarre acustiche, sax alto e, uh, credo sia una viola, o forse un synth che sembra una viola). La fluorescente strada del pop-jazz transita necessariamente dagli anni ottanta (Here it's almost sunset contiene Sade e Sting, Sell me a diamond invece i secondi Supertramp), così come la solenne socialhippydemocratica Capitol (una specie di Cathedral annidieci?) laddove, al contrario, i (finora inesplorati) territori latineggianti (Curved air) tradiscono un visibile abbassamento della soglia del pudore. Ciò che succede piuttosto spesso, negli anziani.

 

Sì però avrei fretta: Sky trail / Capitol