Therapy? - Cleave (2018)

Postato in Let It Bleed

Scritto da: Alberto Calorosi

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Therapy CleaveLabel: Marshall records

Issued: 2018

 

 

 

 

 

 

Che si spinga al confine col famigerato nu-metal old school (ma Wreck it like Beckett non vi ricorda un po' Chaos A.D. dei Sepultura?), o nei paraggi minati di certo rap-metal spaccatutto anni90 (Kakistocracy), che giunga a lambire manierismi US-punk (la Ramone/ggiante Crutch) o punkpop (In modi differenti, Callow e Expelled), ancora una volta riconoscerete immediatamente quel ruvido suono noise/punk/rock sommersamente iconico che ancora sentite dentro le ossa (allora non scricchiolanti) dai bei tempi di Troublegum, e che prende il laconico nome di suono-dei-Therapy-punto-interrogativo-anzi-punto-e-basta. Più che nei dischi precedenti, il suono-D-T-P-I-A-P-E-B è presente un po' dappertutto, in questo Cleave, ma soprattutto nei (numerosi) momenti essenziali (Success? Success is survival, I stand alone e, se riuscite a ignorare una sinistra similitudine vocale con Simon LeBon nel ritornello, Save me from the ordinary). Dieci canzoni, poco più di trenta essenzialissimi minuti a confezionare una sorta di senil-brontolante concept sul fatto che tutto faccia o cagare (Wreck it like Beckett) o parecchio cagare (No sunshine), giacché la vita è orrenda (Kakistocracy), spaventosa (Save me from the ordinary) e piena di stronzi (Success? Success is survivial) pronti a masticarti, ingoiarti e cacarti (Expelled).

 

Sì però avrei fretta: No sunshine / Kakistocracy / Save me from the ordinary