Franco Battiato - Fisiognomica (1988)

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Scritto da: Alberto Calorosi

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Franco Battiato FisiognomicaLabel: EMI

Issued: 1988

 

 

 

 

 

 

La trascendenza, o più precisamente la ricerca di un percorso che vi conduca, sia essa trascendenza divina (Fisiognomica, "Rivolgiti al Signore" senza il quale non siamo altro che "miseri ruscelli senza fonte"), relazionale (il "rapimento mistico e sensuale" che rende liberi e al contempo imprigiona, che attrae e al contempo terrorizza, evocato in E ti vengo a cercare, ma soprattutto, con tonalità differenti, tra le pennellate impressionistiche de Il mito dell'amore e Secondo imbrunire) o intimamente interiore (L'oceano di silenzio "scorre lento") costituisce la risposta dell'autore alla nevrotica vacuità contemporanea lapidariamente beffeggiata nei dischi precedenti (rimangono tracce nella sola Zai saman). Con la vibrante eccezione di Fisiognomica, il cui bridge mira a solleticare addirittura certe sopite corde di Aries e delle digressioni musicali arabeggianti smaccate (Veni l'autunnu, Zai saman) o soltanto suggerite (Nomadi), i suoni si fanno progressivamente più essenziali e devoti alla melodia (E ti vengo a cercare, Secondo imbrunire) fino a lambire certi classicismi ampiamente sviluppati nel prosieguo della discografia (tra tutti, il secondo romanticismo post-Wagneriano di Brahms, imitato e menzionato ne Il mito dell'amore). Un album al confronto col quale i singulti wave early80 sembrano mondi davvero lontanissimi. Forse il più ispirato e personale di un'intera ispiratissima e personalissima carriera.

 

Sì però avrei fretta: Zai saman / E ti vengo a cercare