Lead to gold - I (2018)

Postato in Let It Bleed

Scritto da: Alberto Calorosi

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Lead to gold IIssued: 2018

Label: Weapons of love

 

 

 

 

 

 

Un chitarrismo derivativamente new wave (Room 101) abbinato a strati di synth elettromagnetici (Where'd you run) limpidi come equazioni di Maxwell, a tratti slide-funk (2:57) o industrial-dancefloor (vi accorgerete che in Come l'invito, diciamo così, è formulato in maniera assolutamente opposta rispetto a quanto accadeva in Relax dei Frankie-G-T-H). La voce femminile è sempre atmosfericamente e insinuantemente sospesa tra trip-hop e dream-pop (Less is more ha qualcosa dei Mazzy star più postprandiali, e Millionaire non vi ricorda vagamente gli Add N to X?) mentre quella maschile, sempre più sonnolenta e micro/phonata mano a mano che le canzoni si susseguono e il disco si fa più notturno, si colloca tra un Damon Albarn che si prepara un caffelatte col mescal e un Julian Casablancas che si spolvera le patacche di cocaina dal pigiama (sentite la iper/blur/reggiante Less is more, ma anche la conclusiva Who get around). Il tutto, palesemente intinto in una diffusa e felpata sensazione depeche/modaiola (sentite Eurotrash, Room 101, la stessa Where'd you run e praticamente tutto il resto del disco).

 

Sì però avrei fretta: Come / Eurotrash / Room 101