Motorpsycho - Roadwork vol. 4: intrepid skronk (2011)

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Scritto da: Alberto Calorosi

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Motorpsycho Roadwork vol 4 intrepid skronkLabel: Stickman records

Issued: 2011

 

 

 

 

 

 

Due poderose jam sul primo disco, una per facciata. The bomb-proof roll & beyond, rarefatta e tentacolare, iperspaziante con una logica vagamente crimson-prog (oops m'è scappato) da Echoes ai Sonic youth, al marasma fusion del Metheny più svalvolato, ciò che oltretutto insinua il chilometrico sottotitolo esternando, va detto, una simpatia tutta norvegese. All is loneliness, vecchia cover dei Big brother & the holding company, identicamente space-psicotica ma distante dalla deriva cosmica messa in scena sul lato A almeno quanto Janis Joplin lo era dal concetto di cenetta vegana. Concettualmente opposti, lo scintillio siderurgico della nuova hit Kill devil hills e la cavalcata garage-ma-con-una-punta-di-new-wave di The alchemyst in chiusura. L'assolo nostalgico e fanciullesco di Snah nel mezzo della rivitalizzata Wishing well è certamente uno dei momenti più alti della discografia live dei M-P, e forse dell'intera storia del rock. Esaustivo e nitido compendio M-P 2007-2010 in versione power trio col nuovo Kaps alla batteria ma prima dell'arrivo di Storlokken e Fiske. Forse la miglior incarnazione M-P ad oggi. Se ve lo state chiedendo, il verbo to skronk significa grufolare e, per estensione, fare sesso oppure produrre un suono crudo e dissonante con la chitarra elettrica. Sempre per via di quella faccenda dell'umorismo norvegese.

 

Sì però avrei fretta: Wishing well / All is loneliness