Jethro tull - A (1980)

Postato in Let It Bleed

Scritto da: Alberto Calorosi

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Jethro Tull ALabel: Chrysalis

Issued: 1980

 

 

 

 

 

 

Liriche insolitamente urbane e distopiche: ricorrono fusibili bruciati, bottiglie del latte abbandonate davanti a porte serrate e scenari da apocalisse postatomica (Protect and survive, And further on, Flyingdale flyer). Ma anche agguati (Crossfire), inquietanti beep sui radar e telefoni rossi (di nuovo Flyingdale flyer) e infine l'alienazione di un'umanità sola e solipsista - il bambino giocattolo di Batteries not included, l'esaltazione irrazionale per inutili giochi per adulti quali uniformi (Uniform) e grossi pick-up (4 W.D., da confrontare con la coeva e più sarcastica Motor city di Neil Young). E poi una ipertrama di sonorità sintetiche a rimpiazzare quasi completamente flauto, fisarmonica e mandolino, come una specie di gommoso e sberluccicante Banco del M.S. anni ottanta. Tutto in linea coi tempi, certo, ma oggi eccessivamente artefatto. E infine una formazione completamente rifondata attorno ai soli Anderson e Barre rendono quello che doveva essere l'esordio solista di Ian Anderson uno dei dischi più emblematici (e discutibili) dell'intera discografia della band. Ascoltatelo con attenzione se siete tra coloro che pensano che Stanislav Petrov avrebbe fatto meglio a schiacciare il bottone.

 

Sì però avrei fretta: Crossfire / Black Sunday