AA.VV. - Sunny Sunday Smile Volume 2 / Safe Home - Travel In Time EP

Postato in Yasta la Vista

Scritto da: marc

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(when i was young and ugly- raccolta stroncature dal 2001 al 2003, pt.14)

 

Sunny Sunday Smile Volume 2 (Sunday, 2000)
Travel In Time EP (Sunday, 2001)

L'americana Sunday si occupa prevalentemente di indie-pop cameristico (riferimenti: i soliti Belle & Sebastian, Gentle Waves e Throwing Muses), un genere questo un pò inflazionato che tuttavia apprezzo molto.
Questa compilation dell'etichetta offre poco di nuovo o di particolarmente interessante, e a volte il rischio di fare dell'accademia sembra essere costantemente dietro l'angolo.
Alcune cose infatti, anche se formalmente non fanno una piega, rappresentano un puro esercizio di stile e melodia un pò fine a se stesso, adatto, chessò, ad accompagnare una festa di compleanno per mia cuginetta, basta prestare orecchio al cantato femminile di bands quali Cinematics, Minithin o Maylove che, con quei continui la la la, pa pa pa, aggrava tutto in fatto di leziosità e carineria.
Calma però. C'è sempre chi, a passi impacciati, esce dalla mediocrità: penso ai newyorkesi Class di Peter Greene e Leight Tsai che con tre brani quali Nothing Ever Works Out, My Broken Heart e It's Hard To Let Go trasmettono emozione e malinconia. Devo assolutamente dare la caccia al loro album debutto pubblicato ormai quattro anni fa, visto che mi ricordano i Sebadoh più lo-fi e acustici e non solo per la voce, molto simile a quella di Lou Barlow.
Non da meno sono le timidissime tracks Paintless e Ira Robbins dello sbalorditivo duo-pop che risponde al nome di Tokidoki, con dimora a Chicago; in due parole sembrano dei B&S (ma più folk) che hanno registrato il loro materiale su un quattro-piste in cucina.
Il resto sono canzonette spensierate che si rifanno agli ultimi Ash (gli Honeyrider) o sussuri slowcore acustici davvero niente male (i Sugarplant), ma poco altro.
Il discorso non cambia ascoltando questo EP degli olandesi (?) Safe Home, un trio innamorato del pop più innocente che ci sia: voce da fata, melodie ultradelicate al miele (Three Steps Closer), un pizzico di psichedelia (Dear Dusty), bambine che corrono e uccellini cinguettanti. Un marchio di fabbrica Sunday insomma, che non vi deluderà se vi piace il genere. Sconsigliato comunque ai diabetici.