Lacertilia - Crashing Into the Future

Postato in Yasta la Vista

Scritto da: Mikmonta

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Lacertilia Crashing Into the Future(Autoprodotto, 2015)
 
Voto: 75

#PER CHI AMA: Psych Stoner, Kyuss, 13th Floor Elevator 

 

 

I Lacertilia sono un quintetto che proviene da Cardiff, Galles, che dopo pregresse esperienze, ha deciso di riunire le forze per esprimere al meglio il proprio background musicale. Dalle informazioni disponibili, questo 'Crashing Into the Future' sembra essere il loro primo EP e devo dire che è un gran bel lavoro. Immaginate di prendere The Stooges, Kyuss, The 13th Floor Elevators, Pentagram e otterrete un mix esplosivo, pieno di groove, psichedelia e passaggi funky che vi ammalieranno istantaneamente. La copertina dell'album richiama molto chiaramente il movimento psichedelico, con una vallata e l'immancabile fiume che vi scorre in mezzo, il tutto sotto lo sguardo vigile dell'occhio-sole. I colori acidi completano il tutto, formando un quadro che rispecchia perfettamente lo spirito dei Lacertilia. "Do Something" è un brano di quelli furbetti, nel senso che grazie ad un riff easy di chitarra si fa amare sin da subito, dove peraltro, il quintetto da prova di una certa padronanza tecnica grazie a un sapiente utilizzo di sonorità perfette per il genere. Chitarre importanti ricche di fuzz, ma non quello iper saturo alla Ufomammut per capirci, bensì molto più vicine allo stile anni '70. Batteria e basso si divertono come dei bambini a condurre la danza ed aumentare le vibrazioni funky che ben si sposano con il timbro del vocalist, che deve avere gran stima dell'Ozzy dei tempi migliori. Lo stacco a metà brano si fa condurre dal riff distorto di basso, un botto di psichedelia fatto da chitarre liquide e slide, poi tutto riprende sulla falsa riga del riff iniziale per poi distruggere la nostra lucidità mentale con un finale doom da manuale. Un brano complesso e allo stesso tempo arrangiato in modo prevedibile, ma super godibile. "We Are the Flood" è una traccia riflessiva, intima e spirituale, merito dell'intro dalle sfumature etniche ed ancestrali. Percussioni e batteria creano quel tappeto ritmico che pulsa a ritmo del battico cardiaco e la nostra mentre si sincronizza subito con il mood della canzone. Il brano poi decolla con l'apertura delle chitarre che innalzano un muro granitico e resistente alle ondate di groove generato dal duetto batteria/basso. Nel frattempo un leggero solo di chitarra si insinua nel nostro inconscio e continua a ripetersi, diventando la litania di un ancestrale canto celebrativo. Il vocalist si inserisce facilmente nell'atmosfera più oscura degli altri brani, dimostrando flessibilità ed estro creativo. I Lacertilia pur strizzando troppo l'occhiolino ai Truckfighters, riescono a venirne fuori abbastanza bene anche con la title track. Tecnicamente ineccepibile, cosi come gli arrangiamenti e il classico break doom/psichedelico, ma niente di più. La band alla fine ha prodotto un gran bell'EP, basterebbe che i loro excursus stoner fossero meno ovvi e il mix sarebbe perfetto. L'onda psichedelica ormai sta invadendo il mondo, se i Lacertilia sfruttassero al meglio il loro lato funky, potrebbero aver trovato la carta vincente.