Altare Thotemico - Sogno Errando

Postato in Yasta la Vista

Scritto da: Athos_Enrile

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altare thotemicoMa.Ra.Cash, 2013

 

Sogno Errando è il nuovo album di Altare Thotemico.
Ciò che mi appresto a pubblicare è in realtà il lato oggettivo, il complemento alla bella recensione di Gianni Sapia, inserita nel numero di giugno di MAT 2020 (www.mat2020.com).
Oggettività è quella che cerco in quasi tutti i miei articoli, quando unisco alla mia “visione” da ascolto il punto di vista dell’artista, aggiungendo anche e un esempio significativo della sua musica.
In questo caso specifico trovo che lo scambio di battute sia quasi un obbligo, perché i dettagli, i risvolti, l’amore che si cela dietro ogni singola nota, restano spesso nascosti da ciò che arriva immediato, preponderante, è che non è certo l’unica cosa da scoprire.
Ma forse il lasciarsi andare, senza avere la pretesa di capire tutto, e di spiegare ancor di più, può essere un buon modo per vivere questo Sogno Errando.
Mi è capitato, dopo il primo ascolto, di provare ciò che a volte era il  mio feeling da adolescente, quando per pura fortuna anagrafica riuscii a vedere la nascita di album storici. Spesso avevo difficoltà nell’assimilare, ma capivo che il vinile che avevo tra le mani… era da avere a tutti i costi, perché solo col tempo lo avrei metabolizzato, e a quel punto avrebbe fatto parte di me.
Altare Thotemico realizza un piccolo capolavoro, a mio giudizio difficile da intendere all’impatto, ma fuori dai canoni conosciuti, e costruire un pezzo originale richiede immediatamente ogni onore possibile.
Ho conosciuto poco tempo fa una donna con la voglia di musica, repressa da sempre: capita spesso, e lo sfogo prima o poi arriva. Ma questa artista, giovane ma non giovanissima, è riuscita a rovesciare la propria poesia su di un tappeto jazz: “… ma come, non prendi la chitarra e usi tre accordi?”.
Altare Thotemico non è frutto di repressione o improvvisazione, e quindi l’unione dell’elemento poetico al “dolore” jazzistico è qualcosa di voluto, curato, e a mio giudizio un grande elemento di novità.
E se si potesse unire musica, poesia e aspetti visual, le illustrazione del booklet annesso al CD costituirebbero la fermatura del cerchio: semplicemente emozionante.
Un album da ascoltare, guardare, leggere e rivivere in prima persona, magari utilizzando la musica dell’A.T. per inventare storie proprie.
Quale il vero messaggio dell’album? L’intervista a seguire ci da un suggerimento: la magia!
Lasciamoci guidare nell’ascolto…
 
 
 L’INTERVISTA
 
Il vostro nuovo album, Sogno Errando, esce a distanza di quattro anni: cosa vi è accaduto dal punto di vista musicale in questo lungo spazio temporale?
Abbiamo suonato in giro, cercato con tenacia il suono primo, e siccome fare dischi non è obbligatorio, abbiamo atteso il concetto e le note thotemiche! Abbiamo cambiato molti musicisti, Leonardo ha scelto di allontanarsi per perfezionare la sua tecnica, perché nonostante gli elogi ricevuti con il primo disco, aveva la necessità di trovare la sua voce! , Ha cominciato con noi a 17 anni… ora è un uomo e ne ha 21!
 
Proviamo a tracciare una linea di continuità tra passato e attualità: che cosa resta di sostanzioso degli Altare Thotemico degli esordi?
La forza energetica! La poesia, l’improvvisazione, la volontà di andare oltre…E lo dico con orgoglio, una sorta di incontaminato stupore! Ogni musicista che ha suonato nel progetto “altare thotemico”, lo ha fatto a occhi chiusi; mi ricordo nel primo disco, l’incisione di un brano ci ha commosso tutti fino alle lacrime… tanta è stata l’emozione.
Con Sogno Errando è successo ad ogni brano, registrato quasi in diretta, pure la voce…
Si è privilegiata la sostanza, l’anima, magari con qualche piccola sbavatura.
 
Mi parlate dell’evoluzione della line up?
Gli Altare Thotemico sono nati dall’incontro tra Gianni venturi e Leonardo Caligiuri, poi si è unito Enrico Scaccaglia, poi Valerio Venturi con Davide Zanotti, il nostro ex batterista amico fraterno… un incontro epocale, un concerto di due ore senza avere mai provato, tutto improvvisato in un locale di Parma. Poi Davide ed Enrico hanno fatto altre scelte.
Non volendo più le sonorità della chitarra abbiamo optato per il sax, per un certo periodo ha suonato con noi Gabriele Merli, ora il mitico  Emiliano Vernizzi, il picasso del sax. Volevamo un grande batterista, perché l’approccio ritmico scorre nel nostro DNA. Max Govoni è il meglio che potevamo desiderare, tra l’altro amico da una vita di noi Venturi! Prima d’essere musicisti, siamo grandi amici, dopo ogni prova, dopo ogni concerto, prima di fare qualunque altra cosa, ci abbracciamo felici di essere insieme!
 
Qual è il messaggio centrale del nuovo album?
La libertà dell’anima, il rimpianto per ciò che è stato, il desiderio di ciò che potrebbe essere. Questo per quanto concerne la poesia… la poesia che si veste di note, o le note che sussurrano poesia, il grido che si fa silenzioso o il silenzio gridato!  Chi suona lo sa, ci sono rari momenti di magia in un gruppo, ma quando il fiume scorre è fantastico, noi abbiamo detto… il disco è pronto, quando come fiume siamo giunti al mare! Il vero messaggio è la magia!
 
Dal punto di vista musicale sembrate sfociare in un chiaro jazz: è un amore che ha a che fare con il DNA o avete elaborato nel tempo la passione?
Un po’ ha influito la crescita culturale e artistica di Leonardo, Io personalmente ho amato il blues moltissimo, non ho mai confessato che sono stato alcuni anni musicista di strada con l’armonica…. il blues ed il jazz sono parenti stretti…
Se per jazz s’intende che so, Miles Davis, beh, si è nel DNA compositivo nostro… Il jazz inteso come composizione istantanea, come sinergia compositiva, o semplicemente come unione di stili diversi…
Dal mio punto di vista i Soft machine avevano il jazz, gli Area… grandi gruppi prog CHE hanno flirtato con il jazz.
 
Esiste una musa ispiratrice, una band  od un artista che ha condizionato le vostre scelte musicali?
Ho già citato I Soft machine, per quanto concerne la voce, viene facile pensare agli Area, con Demetrio… Gentle Giant, Bach, Miles Davis, Tim Buklhey, King Crimson, Carmelo Bene….tutta la musica popolare ecc ecc; potrei citare altro, perché ad ogni istante scopriamo qualche suono che c’ispira…
 
Nell’occasione in cui ci siamo trovati, al Prog Liguria, non sono riuscito ad ascoltarvi con attenzione a causa del mio coinvolgimento organizzativo. Cosa succede mediamente negli spettacoli live degli A.T.?
Si cerca di riversare dal palco l’enorme carica energetica che fuoriesce da noi! Phatos e anima… forse è per questo che piacciamo in Germania, per via del senso dell’epica che traspare nel recitato o cantato! A volte la cura estrema del particolare toglie energia all’esecuzione…
Non ripetiamo mai il disco, ma ogni esecuzione diviene una nuova composizione, il palco come laboratorio di ricerca! Una volta David Jackson ascoltando un gruppo italiano, molto preciso, e attento a non sbagliare, mi disse sorridendo: “Troppe prove!”
 
Mi parlate ora dei progetti futuri?
Il terzo disco! Concerti e performances anche fuori dall’Italia, perché credo che all’estero il prog italiano sia amato anche in italiano! Arrivare a fare un concerto senza nulla di pronto, completamente improvvisato! Ma con un concetto guida: “ Andare Oltre”!
 

Info Band
 
 
Line up
Gianni Venturi: Voce
Emiliano Vernizzi: Sax
Gabriele Toscani: Violino
Leonardo Caligiuri: Piano
Valerio Venturi: Basso
Max Govoni: Batteria