Valerio Billeri - Acque Alte

Postato in Yasta la Vista

Scritto da: Athos_Enrile

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acque alteJRB ROMA, 2013

 

Sarebbe molto più semplice poter guardare qualcuno negli occhi mentre parla, piuttosto che leggere risposte scritte, magari frettolosamente. Eppure anche il modo in cui ci si racconta, tra virgole e puntini messi secondo il proprio piacere, contribuisce a creare una immagine precisa. Forse dovrebbe bastare la musica, ma per cercare la sintonia con chi propone con cautela - ma fermezza - la sintesi di un pezzo di vita, occorre provare a cercare tra le pieghe e i risvolti nascosti, rischiando magari di prendere cantonate, ma scavando un po’ alla ricerca di quello che magari è poco evidente.
Valerio Billeri ha una discreta storia alle spalle, ma quello che propone oggi è il nuovo album, Acque Alte,  otto tracce fatte di folk, blues ed espressione cantautorale dei nostri luoghi.
Ritorno alle affermazioni iniziali per evidenziare l’idea che mi sono fatto, unendo la musica a tutto quanto ho percepito, e sfortunatamente non ho potuto girare e rigirare tra le mani un CD e tutti i dettagli che può contenere… molto più di una semplice raccolta di informazioni.
Valerio è un menestrello dei nostri giorni, nato probabilmente in un’epoca sbagliata, perché lo spazio che veniva concesso un tempo a certa musica ora non esiste più, e allora occorre sudare e accontentarsi di ciò che a fatica si riesce a strappare con le unghie.
Una chitarra, tante idee e un modo personale per proporle, magari da captare in ambienti e occasioni impensate, perché non c’è bisogno della folla, non necessitano luci e lustrini, anche se sarebbe fantastico trovare il modo per raggiungere tutti e far conoscere un modo di verso di cantare e suonare.
I maestri di Valerio sono dichiarati: non si può creare qualcosa di personale senza aver conosciuto e assimilato il passato. E l’originalità di Acque Alte risede nel messaggio che ad un ascolto superficiale può risultare criptico, ma che induce alla rapida decodificazione, perché si ha sempre la sensazione di restare in bilico, in attesa che girato l’angolo ci sia una rivelazione, un punto di vista diverso di qualcosa che già ci appartiene. Un esempio? Anticipo una mia domanda e uno stralcio di risposta:  “Quale il filo conduttore dei differenti brani?”, “Il filo conduttore e' l'acqua che qui, a differenza di cio che si pensa, è portatrice di divisione e dolore, la divinità e il buono si manifestano con il deserto e il fuoco”.
La finezza nella composizione delle liriche trova contrapposizione in una musica basica, le nostre origini, la terra, il popolo raccolto che prega tra gioia e dolore, il blues, le danze, le riunioni provocate da un pretesto qualsiasi nel nome di un elemento comune che ha valore di simbolo, e quindi trascende la materia.
Ho ascoltato con religiosa concentrazione Valerio Billeri, e per qualche attimo sono stato assieme a lui, vicino al suo fuoco, alle sue storie e ai suoi amici, felice di vedere ancora una volta che la purezza e la bellezza della musica si cela in ogni luogo, soprattutto in quei percorsi che mai ci verrebbe in mente di battere.
Un sentito grazie a Valerio che ha voluto raccontarci frammenti di vita… della sua vita, permettendoci di entrare in un mondo musicale a cui vale la pena dare la maggior visibilità possibile.
 
 
 
L’INTERVISTA
 
Come nasce la tua passione musicale? Quali i tuoi punti di riferimento?
La mia passione musicale nasce dalle vecchie cassette che si compravano sull'autostrada; mio padre una volta ne comprò una di Elvis … e poi i vinili Dylan, De Andrè, un 45 giri di Jannacci, De Gregori il Boss... i miei punti di riferimento sono i grandi songwriter americani e i bluesman del Delta, quelli dei 78 giri, Alan Lomax, la musica popolare italiana.
 
Potresti sintetizzare il tuo percorso dagli inizi ad oggi?
Tortuoso… alti e bassi, grandi soddisfazioni e delusioni per colpa della poca cultura e rispetto verso chi suona che vige nel nostro paese; i clientelismi... la musica in Italia e sempre più per una classe medio/alta che si puo permettere le spese per la produzione e la strumentazione e gli spostamenti; ben vengano i gruppi hip hop, il libero scambio su internet e nuove forme musicali.
 
Rock, folk, blues, cantautorato… in quale ambito ti senti più a tuo agio, ammesso che si possano fare sottili distinzioni?
Mi sento a mio agio quando riesco ad esprimere Arte, quando la mia mente e il mio corpo sono nella condizione di farlo; non senpre mi riesce… sono nella continua ricerca, come Achab della balena bianca.
 
Che cosa racconta il tuo nuovo albumAcque Alte? Quale il filo conduttore dei differenti brani?
Il filo conduttore e' l'acqua che qui, a differenza di cio che si pensa, è portatrice di divisione e dolore; anticamente il colore degli Angeli e di Dio era il rosso, dei demoni l'azzuro. SuAcque Altela divinità e il buono si manifestano con il deserto e il fuoco; dimenticavo di dire che sono ateo.
 
Come si colloca questo tuo nuovo lavoro rispetto ai precedenti? Esiste una evoluzione e una maturazione di cui sei pienamente conscio?
E’ maturato nella scrittura dei testi, cosa per altro avviata con il CDIl ponte, del 2010, mentre musicalmente la ricerca si è spostata verso forme di scrittura primordiale… il blues, le vecchie ballate dei cantastorie, gli spiritual.
 
Mi parli di ciò che hai realizzato a scopo benefico, nel 2012?
Vintage Radio, il lavoro per la federazione italiana della paratetraplegia, ha avuto un buon successo di vendite, e l' intero ricavato dell'album è servito per finanziare la ricerca sul midollo spinale; tutti i musicisti - anche personaggi di primo livello come Bonfanti e Max La rocca, i Blastwaves,  il grande Willie Nile - hanno partecipato gratuitamente.
 
Riesci a concepire il passaggio di messaggi ed emozioni, attraverso una musica priva di liriche?
Sì, con la musica popolare maggiormente; gli strumenti a corda, le vecchie fisarmoniche, i violini…parlano molto, e i pianoforti scordati captano storie e le portano con loro.
 
Che idea ti hai dell’attuale stato della musica in Italia?
Per i grandi circuiti una M... per quanto riguarda l'underground o come si dice per essere fichi “nell'indie”, c’è pieno di roba buona.
 
Che cosa accade nei tuoi spettacoli live?
Si trova buona musica suonata con l'anima e il sangue.
 
Prova a sognare in … modo realistico! Cosa potrebbe capitarti, musicalmente parlando, nell’immediato futuro?
Nulla, spero solo di continuare la mia ricerca fino alla fine dei miei giorni.