2°ART IN PROGRESS EVENT in memoria di Greg Lake: il resoconto

Scritto da: Athos_Enrile

Questo utente ha pubblicato 2317 articoli.
 
 
Anche il “2° Art in Progress Event”, manifestazione ideata per celebrare la figura di Greg Lake, ha messo in mostra l’estrema qualità, così come avvenuto nelle precedenti edizioni.
Cambiano i protagonisti musicali, e si passa da Bernardo Lanzetti (2017) a Juri Camisasca (2018), sino ad arrivare all’edizione attuale che è l’oggetto del mio commento.
 
Cosa non cambia è il motore dell’iniziativa, Paola Tagliaferro, musicista, artista poliedrica, presidente dell’Accademia Internazionale delle Arti, che da tempo fornisce testimonianza di una sua competenza specifica, quella organizzativa.
Come è noto, al centro della manifestazione c’è la figura di Greg Lake, che amava questi luoghi e che regalò ai presenti un memorabile concerto “in famiglia” nel novembre del 2012, nelle sale interne del Castello Canevaro.
 
Sto parlando dell’incantevole Zoagli, cittadina della provincia genovese che si affaccia direttamente sul mare, un mare quasi sempre amico, ma capace a volte di forti ribellioni, come quella palese di fine ottobre 2018, quando l’enormità delle onde creò danni ingenti e, restando in tema, inghiottì la targa in marmo commemorativa realizzata per la consegna della Cittadinanza ad Honorem post mortem a Lake.
 
L’evento del 27 giugno inizia proprio con la ripetizione del rito, una nuova affissione, questa volta con il contenuto in doppia lingua.


Elinor Emerson e Regina Lake
 
Dalla morte di Greg, avvenuta a fine 2016, il collegamento con Zoagli e con Paola è proseguito attraverso la moglie Regina, sempre presente, ma in questa circostanza il profumo di ELP è stato ancora più intenso, per la presenza di una buona rappresentanza degli Emerson: la moglie Elinor e il figlio Aaron con tutta la famiglia, compreso il nipote “grande” di Keith, Ethan, un tredicenne che pare toccato dal sacro fuoco della passione musicale, pianistica in particolare, e che ha avuto un ruolo centrale nel corso dell’evento, dovendo proporre un concerto dedicato al nonno e agli ELP.
 
Ma andiamo per ordine, sottolineando che, analogamente a quanto accaduto nelle edizioni passate, il focus era l’arte nel senso più ampio del termine, e se è vero che la musica di qualità ne è una rappresentazione, gli aspetti visivi e letterari hanno permesso di fermare il cerchio.
Coraggiosa Paola Tagliaferro… ciò che propone ogni anno è ambizioso e certamente rivolto ad una nicchia, il che non appare come la ricerca di un coinvolgimento esclusivo, ma piuttosto la proposizione della qualità ad ogni costo, con un obiettivo più o meno recondito, quello di incuriosire e avvicinare chi vive all’interno dell’ortodossia imposta da altri.
Non c’è nulla di facile in quello che ho visto ed ascoltato il 27 giugno, ma ho goduto di uno spettacolo inusuale, intaccato solo da temperature africane, ma nemmeno Paola è riuscita ad incidere sugli eventi atmosferici!
 
Dopo la rivelazione della nuova targa, il secondo step prevedeva lo spostamento a Villa Vicini, per la partecipazione al reading poetico “Un ozioso pomeriggio di poesia, suoni e profumi”.


 
 
In uno scenario fantastico, introdotto e intercalato dalla viola di Giulia Ermirio, Barbara Garassino ha dato l’inizio alla recitazione, seguita da Claudio Pozzani che, prima di proporre la sua idea di poesia, ha agito da mediatore tra il pensiero del poeta venezuelano Jose’ Pulido -alla seconda apparizione- e il folto pubblico.
 
Sono stati momenti di pura emozione, graditi in modo autentico dall’audience, che hanno visto la presenza delle signore Lake ed Emerson, sicuramente in difficoltà con la lingua, ma probabilmente calate in pieno nella magica atmosfera venutasi a creare.
Mi scuso con i protagonisti di questa parte di evento, ma alcuni problemi tecnici mi hanno impedito le riprese video.
 
A seguire, la possibilità di visitare la mostra “Il colore della bellezza”, a cura di Lydia Soltazzi Romanelli, a cui hanno contributo le pittrici: Maria Cristina Ardito, Madda Bottigelli, Rosanna Cordaz, Lia Foggetti, Rosy Maccaronio, Giovanna Orio, Mariarosa Razeto, Maria Vittoria Vallaro, e Lydia Soltazzi Romanelli.
Alle 21 tutto è pronto per il concerto per pianoforte di Ethan Emerson, inizio dell’evento musicale di giornata che, contrariamente a quanto avvenuto in passato, ha avuto luogo nella fascinosa Piazza San Martino.
 
Pubblico in grande numero e stralci di famiglia Emerson e Lake in prima fila.


 Ethan Emerson
 
 
Dopo qualche domanda di rito al timidissimo Ethan (e ci mancherebbe il contrario!), inizia la performance, con una dedica particolare a nonna Elinor.
Il video che propongo riprende parte del concerto, e mette in evidenza una maturità ed un talento da far luccicare gli occhi a chi vorrebbe vedere in Ethan il proseguimento naturale del nonno; è solo un bimbo, e chissà mai dove potranno condurlo la sua passione e gli accadimenti della vita, ma sognare è lecito… il sogno di Ethan, in questo caso, potrebbe essere lo stesso di chi ha amato svisceratamente la musica degli ELP.
Lascio al lettore ogni tipo di giudizio…
 
 
 
 
La fine della performance è in pieno stile ELP, perché entra in scena Paola Tagliaferro per un duetto da sogno, quello legato ad uno dei pezzi più belli in assoluto nella storia della musica, Trilogy. 
 
 
 
 
Non c’è tempo per metabolizzare le emozioni e sale rapidamente sul palco per un saluto Aaron Emerson, a cui viene richiesto a gran voce un intervento pianistico, che ho catturato da vicino…
 
 
 
 
La seconda parte di serata prevede la messa in scena del live di “Fabulae”, ultimo disco di Paola Tagliaferro e La Compagnia dell’Es di cui fanno parte il chitarrista Pier Gonella, Giulia Ermirio alla viola, il pianista Andrea Zanzottera, a cui si aggiungono Enten Hitti e il percussionista indiano Akhilesh Gundecha.
 
La musica di Paola Tagliaferro è frutto di una avanzata spiritualità, e la sua proposizione richiede concentrazione e una buona dose di virtuosismo da ascolto: liriche nella lingua madre e in inglese, strumenti acustici e variegati, messa in scena della tradizione e delle differenti culture che si integrano nel nome di un linguaggio universale, quello della musica, e l’alchimia venutasi a creare durante il concerto è un mix di tutti questi fattori, a cui si aggiunge una particolare atmosfera legata all’ambientazione e alla condivisione del momento con le “diramazioni” del gotha del rock, tra cui si cerca di trovare, quasi disperatamente, un seme che possa far sì che la storia si ripeta.
 
 
 
 
RAI 3 era presente a sancire la sacralità della manifestazione.
 
Qualche ringraziamento di rito a nome dell’Accademia Internazionale delle Arti: a Regina Lake in primis, al Service Limelightmusic di Corrado Barchi, ai fotografi - Angelo Ciani, Enrico Rolandi, Cesare Rinaldi e Fabio Piumetti -, alla segretaria del Comune di Zoagli Sara Coli, all’ufficio stampa Comune di Zoagli Isabella Puma, a Franco Rocca e signora per l’allestimento di piante verdi offerto per Piazza San Martino; e ancora, ai giornalisti Chiara Barbieri, Simone Rossellini, Gabriele Peritore, Andrea Trevaini, alle numerose testate online liguri, nazionali e internazionali.
 
Un grazie anche a chi ha accolto in modo egregio gli ospiti: Castello Canevaro di Zoagli, Excelsior Palace Hotel Rapallo, B&B Villa il Respiro, ristorante Arenella Zoagli, Il Delfino di Portofino, Ca’del Frate di Zoagli.
 
E grazie a Fiorenza Cianci e Athos Enrile che hanno dialogato sul palco con Ethan Emerson.

Una sottolineatura particolare va a tutta l’Amministrazione del Comune di Zoagli.
 
Una mia nota personale.
In fase di apertura concerto mi è stato chiesto un commento, a cui sono seguite alcune domande a Ethan. Il sunto del mio pensiero racchiude una vita intera.
Il 15 giugno del 1972 - avevo sedici anni - vidi un concerto di ELP al Palasport di Genova, e quei tre fenomeni on stage erano musicisti irraggiungibili, inavvicinabili e mitici per un “bimbo” come me, già intriso di musica.
Col passare del tempo le distanze si sono accorciate, e sono riuscito a intervistare sia Emerson che Lake e a vedere da vicino un concerto di quest’ultimo.
Ora mi è capitato di conoscere altri pezzi di famiglia, e ciò mi permette di creare altri solidi legami con la musica con cui sono cresciuto e che ancora mi riempie di vera gioia… ma chi l’avrebbe mai detto, quarantasette anni fa, mentre ero seduto a terra, sul duro cemento del Palasport, che un giorno afoso di fine giugno del 2019 avrei cenato al tavolo delle signore Emerson e Lake? Piccole soddisfazioni che alimentano un entusiasmo tipico dei giovani: musica come elisir di vita lunga e serena? La musica di Paola Tagliaferro, a mio giudizio, aiuta e spinge in quella direzione.
 
E cosa accadrà il prossimo anno?